Gioco
Jacopo Allegrucci, un carro sulle fake news per il debutto nell’Olimpo
VIAREGGIO. Quando spadroneggiava tra i carri piccoli, facendo ogni anno il vuoto tra sé e i suoi rivali e convincendo pienamente tanto il pubblico quanto le giurie, se lo chiedevano in parecchi: «Chissà cosa farà Jacopo Allegrucci quando salirà in prima categoria…». E adesso che l’atteso momento del debutto è arrivato, oltretutto a venti anni esatti dal suo ingresso nel Carnevale - era infatti il 1998 quando presentò la maschera isolata “Il metronotte” -, la curiosità verrà soddisfatta: ecco È come credere alle favole, primo capitolo di una nuova storia tutta da scrivere e raccontare. Certo è che se lo ribattezzassimo il “carro sulle fake news” finiremmo solo per fargli un torto bell’e buono e, ben appunto, diffondere una notizia falsa. O quantomeno incompleta. Perché quella di Allegrucci è una costruzione che, bufale a parte, punta il dito contro l’intero mondo dell’informazione. E, soprattutto, denuncia i poteri forti che si celano dietro la manipolazione delle notizie.
Il tema. Un soggetto di stretta attualità, quello scelto dal più volte vincitore dei carri piccoli appena salito di categoria. Un argomento delicato e, se vogliamo, provato quasi ogni giorno sulla propria pelle. «Guardando il telegiornale o sfogliando un quotidiano ho notato fin troppe volte il modo diverso, a volte diametralmente opposto, di riportare lo stesso fatto: una notizia di politica o di economia lascia spazio a commenti rassicuranti ma anche a profezie di catastrofi imminenti. Com’è possibile? Da lì è partita una riflessione sullo stato attuale del giornalismo, tra notizie sempre più stringate e omologate e titoli fuorvianti, e su chi ha tutto l’interesse a insabbiare o oscurare a proprio piacimento i temi scomodi: l’opinione pubblica si lascia condizionare e incantare e prende per buono quel che gli viene raccontato, o per meglio dire propinato, ignorando le verità omesse».
Ma come trasformare in un carro di Carnevale un fenomeno così complesso? «Ho iniziato a rimuginare e quando ho pensato allo ‘spifferare una notizia’ ho avuto l’intuizione che cercavo: mi è venuta in mente la fiaba del pifferaio di Hamelin che liberò la città dai ratti allontanandoli grazie al dolce suono del suo strumento. A quel punto, il bozzetto è venuto da sé, in maniera pressoché naturale…».
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Il carro. Per il gran debutto Allegrucci sfodera una costruzione fuori dai canoni tradizionali - il trattore che la traina sarà posizionato sul retro - e sviluppata prevalentemente in lunghezza attorno a una figura centrale…decentrata: il pifferaio, personificazione del giornalismo, troverà infatti posto sul lato destro («Oltre a suonare il flauto dovrebbe anche saltellare e dondolare, stiamo effettuando un po’ di prove sui movimenti») e raggiungerà fino ai 15 metri di altezza.
Il resto della struttura, con tanto di appendice che allungherà di quasi sei metri la parte anteriore del carro, è invece occupato da una trentina di topi che muoveranno testa, coda e orecchie, ciascuno in piena autonomia (ed è lecito domandarsi cosa si sarà inventato stavolta Gabriele Galli, il mago dei movimenti delle opere di Allegrucci).
Alle spalle del pifferaio e dei roditori, nascosti dietro alcune torri fatti di ritagli di giornali italiani ma anche stranieri - si riconoscono il francese Le Figaro e l’americano Los Angeles Times -, incombono intanto i poteri forti denunciati da Allegrucci: non mostrano il loro volto, abilmente celato da maschere dorate in stile veneziano, anche se portano segni facilmente riconoscibili come un tocco nero (la magistratura), una corona (il potere politico) e una mitra rossa (il clero).
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I figuranti, sparpagliati a bordo del carro e nel corteggio a terra, saranno travestiti da topi metropolitani, con il cappotto a quadri e la tuba in testa, “un po’ come il gatto e la volpe di Pinocchio”. A proposito di maschere: come ormai impone la recente evoluzione del Carnevale, il carro di Allegrucci avrà i suoi balletti e coreografie. Ma non per questo verrà sacrificata la tradizione: anche quest’anno Massimo Domenici firmerà la canzone ufficiale della costruzione. Squadra che vince, insomma, non si cambia.
(1- continua)
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