Sicurezza
Parco e Italia Nostra all’oscuro dei nuovi tagli
Il ricordo di Dalle Mura: «La pineta di via Salvatori fu difesa dagli incendi per opera di Paolo Marino»
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VIAREGGIO. L’annuncio, dato dal “Tirreno”, del nuovo intervento di taglio della pineta - questa volta l’area è quella tra via Salvatori e la piscina comunale, in Darsena - trova all’oscuro della decisione del Comune sia il presidente del Parco, Giovanni Maffei Cardellini, sia il presidente di Italia Nostra Versilia, Antonio Dalle Mura. In realtà, negli ultimi mesi del 2017, l’accordo tra Comune ed Ente Parco è stato per un taglio sperimentale da un ettaro ciascuno per Parco (nella pineta di viale Kennedy a Torre del Lago) ed uno per il Comune, proprio in via Salvatori. Dove, però, oggi si apprende che l’intera pineta dovrà essere abbattuta.
Un’area a verde alla quale Dalle Mura dedica un ricordo dei tempi nei quali era un giovane ingegnere che per qualche tempo si trovò a vivere a casa dei suoceri che abitavano proprio in via Salvatori.
«C’era un gruppo di ragazzi - racconta Dalle Mura - che dava ripetutamente fuoco proprio a quella pineta. Sembrava non ci fosse un modo per intervenire, per evitare che il danno all’ambiente si ripetesse, di volta in volta quando il fuoco veniva appiccato».
Lo spirito ambientalista di Dalle Mura era già formato all’epoca: «Mi rivolsi al guardiano del Tiro a volo», racconta il presidente di Italia Nostra al “Tirreno”. Guardiano del Tiro a Volo nella persona di Paolo Marino il quale «era soprannominato “Timoshenko”». Per i baffi e la somiglianza con il celebre comandante della Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale.
«Marino raccolse il mio allarme per i ripetuti incendi», continua il ricordo di Dalle Mura e fu quasi una sfida con il gruppo di giovani incendiari. Che il guardiano del Tiro a Volo un giorno trovò ad appiccare le ennesime fiamme: «Sparò due colpi in aria col fucile, ed i ragazzi si bloccarono come paralizzati. Ricordo ancora che li accompagnò fino davanti a dove abitavo tenendoli sotto tiro e chiamammo la polizia».
Da allora di incendi non se ne videro più «e la pineta - conclude Dalle Mura - potè crescere rigogliosa». Fino a quando, ai giorni nostri, a minarne la salute non è arrivato un parassita, il terribile Matsucoccus al quale piacciono i pini che distrugge. Con il risultato di rendere più facile il taglio di alberi e vegetazione varia, come si è verificato la scorsa estate per stessa ammissione del Parco, dopo che il personale della vigilanza si è accorto di quanto stava avvenendo in pineta di Ponente ed ha relazionato, dando luogo ai verbali e alle sanzioni che hanno colpito Comune di Viareggio ed aziende operanti sull’intervento. (d.f.)
Un’area a verde alla quale Dalle Mura dedica un ricordo dei tempi nei quali era un giovane ingegnere che per qualche tempo si trovò a vivere a casa dei suoceri che abitavano proprio in via Salvatori.
«C’era un gruppo di ragazzi - racconta Dalle Mura - che dava ripetutamente fuoco proprio a quella pineta. Sembrava non ci fosse un modo per intervenire, per evitare che il danno all’ambiente si ripetesse, di volta in volta quando il fuoco veniva appiccato».
Lo spirito ambientalista di Dalle Mura era già formato all’epoca: «Mi rivolsi al guardiano del Tiro a volo», racconta il presidente di Italia Nostra al “Tirreno”. Guardiano del Tiro a Volo nella persona di Paolo Marino il quale «era soprannominato “Timoshenko”». Per i baffi e la somiglianza con il celebre comandante della Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale.
«Marino raccolse il mio allarme per i ripetuti incendi», continua il ricordo di Dalle Mura e fu quasi una sfida con il gruppo di giovani incendiari. Che il guardiano del Tiro a Volo un giorno trovò ad appiccare le ennesime fiamme: «Sparò due colpi in aria col fucile, ed i ragazzi si bloccarono come paralizzati. Ricordo ancora che li accompagnò fino davanti a dove abitavo tenendoli sotto tiro e chiamammo la polizia».
Da allora di incendi non se ne videro più «e la pineta - conclude Dalle Mura - potè crescere rigogliosa». Fino a quando, ai giorni nostri, a minarne la salute non è arrivato un parassita, il terribile Matsucoccus al quale piacciono i pini che distrugge. Con il risultato di rendere più facile il taglio di alberi e vegetazione varia, come si è verificato la scorsa estate per stessa ammissione del Parco, dopo che il personale della vigilanza si è accorto di quanto stava avvenendo in pineta di Ponente ed ha relazionato, dando luogo ai verbali e alle sanzioni che hanno colpito Comune di Viareggio ed aziende operanti sull’intervento. (d.f.)
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