Attenzione
Non dichiara i blocchi estratti Maxi multa a ditta del marmo
di Melania Carnevali
Sanzione da duemila euro alla Fratelli Sermattei srl per la mancata comunicazione dell’attività È la terza. La ditta deve ancora versare al Comune oltre 108mila euro di contributo di estrazione
3 MINUTI DI LETTURA
SERAVEZZA. Non ha dichiarato il marmo estratto. Per questo la ditta Fratelli Sermattei srl, con sede a Pietrasanta ma con la cava situata nella valle del Serra è stata multata dal Comune di Seravezza. Da mille a duemila euro è la sanzione prevista dalla legge regionale 23 del 2015. Più che probabile che, questa volta, sia stata scelta la sanzione massima (non è stata ancora resa nota la somma, dal momento che, fanno sapere dal Suap, «i titolari dell’attività estrattiva non hanno ricevuto l’avviso»). Ed è probabile perché non è la prima volta.
Già nel corso del 2016 l’azienda, che aveva appena avviato l’attività estrattiva (la data di inizio attività risale al 15 gennaio 2016), non aveva dichiarato il marmo estratto nella cava Trambiserra nel corso dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno. Tanto che il Comune di Seravezza aveva inviato due multe alla ditta, il cui legale rappresentante della società è il trentenne Alberto Sermattei. La prima: una sanzione minima da mille euro, riferita ai primi tre mesi di omessa comunicazione. La seconda aumentata di 500 euro (quindi di 1.500 euro in tutto) riferita al secondo trimestre.
Secondo quanto previsto dal testo unico in materia di cave (quello del 1998 poi assorbito dalla legge regionale 35 del 2015), le ditte del marmo hanno infatti l’obbligo di inviare all’ufficio attività produttive, entro il dieci di ogni mese, la comunicazione mensile dei quantitativi di materiale estratto, distinti per tipologia e per provenienza dai vari siti di cava, «ai fini – si legge nella vecchia ordinanza del 2016 firmata dal funzionario responsabile – del monitoraggio della pianificazione».
Per i primi sei mesi del 2016 la Fratelli Sermattei srl non lo ha fatto. Motivo per cui è scattata la multa. E questi non sono gli unici soldi che l’azienda dovrà dare al Comune. La società ha infatti un debito di oltre 100 mila euro con l’ente. Non ha infatti pagato il contributo di estrazione (la vecchia tassa marmi) nel corso del 2016 e nel corso del 2017, per un totale di 73.358 euro il primo anno e di 34.868 il secondo. Ai quali vanno aggiunte appunto le due multe e il totale viene 108.727 euro.
La società ha chiesto e ottenuto la rateizzazione. A partire da questo mese verserà (o almeno dovrebbe versare) 1.584 euro ogni mese per 36 mesi.
La ditta del marmo riceverà, poi, in questi giorni un’altra sanzione, ma non è chiaro a quale mese, o a quali mesi, sia riferita. Il Comune non si scuce. Il Tirreno ha provato a contattare anche i proprietari della cava, ma senza ricevere risposta.
La Fratelli Sermattei è una ditta giovane proprietaria di due cave: la prima di marmo bianco di Carrara, la seconda di pregiati Travertini. Recentemente ha acquistato la Masar Algad spa, società che controlla una fabbrica di lavorazione del marmo a Tripoli.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Già nel corso del 2016 l’azienda, che aveva appena avviato l’attività estrattiva (la data di inizio attività risale al 15 gennaio 2016), non aveva dichiarato il marmo estratto nella cava Trambiserra nel corso dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno. Tanto che il Comune di Seravezza aveva inviato due multe alla ditta, il cui legale rappresentante della società è il trentenne Alberto Sermattei. La prima: una sanzione minima da mille euro, riferita ai primi tre mesi di omessa comunicazione. La seconda aumentata di 500 euro (quindi di 1.500 euro in tutto) riferita al secondo trimestre.
Secondo quanto previsto dal testo unico in materia di cave (quello del 1998 poi assorbito dalla legge regionale 35 del 2015), le ditte del marmo hanno infatti l’obbligo di inviare all’ufficio attività produttive, entro il dieci di ogni mese, la comunicazione mensile dei quantitativi di materiale estratto, distinti per tipologia e per provenienza dai vari siti di cava, «ai fini – si legge nella vecchia ordinanza del 2016 firmata dal funzionario responsabile – del monitoraggio della pianificazione».
Per i primi sei mesi del 2016 la Fratelli Sermattei srl non lo ha fatto. Motivo per cui è scattata la multa. E questi non sono gli unici soldi che l’azienda dovrà dare al Comune. La società ha infatti un debito di oltre 100 mila euro con l’ente. Non ha infatti pagato il contributo di estrazione (la vecchia tassa marmi) nel corso del 2016 e nel corso del 2017, per un totale di 73.358 euro il primo anno e di 34.868 il secondo. Ai quali vanno aggiunte appunto le due multe e il totale viene 108.727 euro.
La società ha chiesto e ottenuto la rateizzazione. A partire da questo mese verserà (o almeno dovrebbe versare) 1.584 euro ogni mese per 36 mesi.
La ditta del marmo riceverà, poi, in questi giorni un’altra sanzione, ma non è chiaro a quale mese, o a quali mesi, sia riferita. Il Comune non si scuce. Il Tirreno ha provato a contattare anche i proprietari della cava, ma senza ricevere risposta.
La Fratelli Sermattei è una ditta giovane proprietaria di due cave: la prima di marmo bianco di Carrara, la seconda di pregiati Travertini. Recentemente ha acquistato la Masar Algad spa, società che controlla una fabbrica di lavorazione del marmo a Tripoli.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
