Sicurezza
Ciclista muore investito da un camion
di Melania Carnevali e Donatella Francesconi
La vittima è Bruno Politi, 85 anni. Un camion ha agganciato la bici dell’uomo che stava percorrendo la via Italica
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LIDO DI CAMAIORE. Tutto è successo in una manciata di secondi, nel pomeriggio di una giornata che stava per finire come tante altre. Bruno Politi, 85 anni, è in sella alla propria bicicletta quando - per cause che andranno tutte ricostruite - rimane agganciato con la bici ad un grosso camion, sulla via Italica. Sono da poco passate le 17. Dopo la rotatoria dei Bersaglieri, a Camaiore, l’uomo pedala lungo la strada in direzione mare monti. Il camion percorre la stessa strada, ma nella direzione opposta, monti-mare. All’altezza del mercato ortofrutticolo l’anziano ciclista rimane agganciato al camion e cade a terra, incosciente.
Morirà poche ore dopo l’incidente: a niente potranno le cure dei sanitari del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Perché le sue condizioni da subito appaiono gravissime. Sul posto interviene un’ambulanza della Croce Verde di Lido di Camaiore, con un’auto medica al seguito. Una volta arrivato sul posto, il medico del 118, viste le condizioni critiche dell’uomo, sale a bordo. L’auto medica rimane sul luogo dell’incidente. E non è mai un bel segno.
Il mezzo corre verso il Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Il codice è rosso, il più grave. Seguono gli attimi convulsi nel tentativo estremo di salvare la vita al ciclista, con la valutazione di un possibile trasferimento a Livorno, dove l’ospedale ha un centro neurologico punto di riferimento per tutta la Toscana. Ma non ce n’è il tempo: le ferite riportate nell’impatto con l’asfalto non lasciano scampo a Politi.
Sul luogo dell’incidente, per i rilievi e le prime ricostruzioni, gli agenti del Comando di polizia municipale di Camaiore. Tra gli elementi sui quali fare chiarezza la circostanza se sia stato il ciclista ad invadere la corsia del camion o viceversa. Non è ancora chiaro nemmeno se l’uomo avesse i fanalini della bicicletta accesi.
Rimane - per l’intera Versilia - il fatto che spostarsi utilizzando le due ruote a pedali è quotidianamente rischioso per l’incolumità dei ciclisti. Nonostante la buona volontà delle amministrazioni di dotare i territori di percorsi ciclabili spesso pensati più per i turisti che non per chi ha la bicicletta come unico mezzo autonomo di spostamento. Un’autonomia che per gli anziani fa la differenza nel non dipendere dagli altri, magari per spostamenti brevi. Nessuna rotonda, per esempio, è pensata anche per i ciclisti che le affrontano rischiando la vita.
La vita Italica, inoltre, continua ad essere tragico teatro di incidenti che hanno come vittime pedoni e ciclisti. Segno che qualcosa da rivedere inevitabilmente c’è.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Morirà poche ore dopo l’incidente: a niente potranno le cure dei sanitari del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Perché le sue condizioni da subito appaiono gravissime. Sul posto interviene un’ambulanza della Croce Verde di Lido di Camaiore, con un’auto medica al seguito. Una volta arrivato sul posto, il medico del 118, viste le condizioni critiche dell’uomo, sale a bordo. L’auto medica rimane sul luogo dell’incidente. E non è mai un bel segno.
Il mezzo corre verso il Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Il codice è rosso, il più grave. Seguono gli attimi convulsi nel tentativo estremo di salvare la vita al ciclista, con la valutazione di un possibile trasferimento a Livorno, dove l’ospedale ha un centro neurologico punto di riferimento per tutta la Toscana. Ma non ce n’è il tempo: le ferite riportate nell’impatto con l’asfalto non lasciano scampo a Politi.
Sul luogo dell’incidente, per i rilievi e le prime ricostruzioni, gli agenti del Comando di polizia municipale di Camaiore. Tra gli elementi sui quali fare chiarezza la circostanza se sia stato il ciclista ad invadere la corsia del camion o viceversa. Non è ancora chiaro nemmeno se l’uomo avesse i fanalini della bicicletta accesi.
Rimane - per l’intera Versilia - il fatto che spostarsi utilizzando le due ruote a pedali è quotidianamente rischioso per l’incolumità dei ciclisti. Nonostante la buona volontà delle amministrazioni di dotare i territori di percorsi ciclabili spesso pensati più per i turisti che non per chi ha la bicicletta come unico mezzo autonomo di spostamento. Un’autonomia che per gli anziani fa la differenza nel non dipendere dagli altri, magari per spostamenti brevi. Nessuna rotonda, per esempio, è pensata anche per i ciclisti che le affrontano rischiando la vita.
La vita Italica, inoltre, continua ad essere tragico teatro di incidenti che hanno come vittime pedoni e ciclisti. Segno che qualcosa da rivedere inevitabilmente c’è.
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