Il Tirreno

Versilia

l’operatrice sociale scomparsa 

Al Ceser l’ultimo saluto degli amici a Cinzia Valleroni

Al Ceser l’ultimo saluto degli amici a Cinzia Valleroni

VIAREGGIO. Dopodomani (giovedì) nella palestra del Ceser dalle 11 alle 19 - dove ha sede l’associazione Uovo di Colombo in via Comparini 6 - gli amici saluteranno Cinzia Valleroni, l’operatrice socio-...

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VIAREGGIO. Dopodomani (giovedì) nella palestra del Ceser dalle 11 alle 19 - dove ha sede l’associazione Uovo di Colombo in via Comparini 6 - gli amici saluteranno Cinzia Valleroni, l’operatrice socio-sanitaria dell’Asl scomparsa a meno di 60 anni in seguito ad una emorragia cerebrale il 4 gennaio scorso all’ospedale di Livorno. In tempi non sospetti, Cinzia quasi fosse un testamento affettivo, aveva espresso il desiderio in caso di morte, di salutare i suoi ragazzi” proprio dove li incontrava tutti i giorni, in via Comparini, all’Uovo di Colombo. Ed è quello che è stato organizzato dalle colleghe e da chi in tutti questi anni ha collaborato quotidianamente con lei. Tutti quelli che vorranno salutarla potranno farlo attraverso la parola, uno scritto o la musica: verrà dedicato uno spazio apposito, a partire dalle 16. Tra le tante attestazioni che sono giunte in questi giorni ai familiari e ai volontari delle varie associazioni con le quali ha collaborato, dal Cantiere Sociale e la Casa delle Donne, ci sono quella di Daniela Rombi, del “Mondo che vorrei” , così come i “Berretti Bianchi”. Ma sono stati davvero in molti coloro che sono rimasti colpiti da quanto accaduto. «Cinzia si è sentita male giovedì 21 dicembre, nell’occasione avevamo organizzato un pomeriggio di festa all’Uovo di Colombo – dice la presidente Chiara Barsi – non credevamo certo in un epilogo del genere. È stata trasportata all’ospedale Versilia e di là subito la sera trasferita all’ospedale di Livorno dove è stata operata. Sembrava che tutto fosse andato per il meglio, tanto che il 27 dicembre ci aveva mandato un messaggio per salutarci. Poi purtroppo c’è stata una ricaduta, fino al triste epilogo che ci ha colto tutti di sorpresa, al termine di giorni davvero molto tristi, con tanti di noi che hanno atteso fino all’ultimo all’ospedale di Livorno notizie rassicuranti, che purtroppo non ci sono state. Come da suo desiderio abbiamo organizzato questa giornata per salutarla in un modo semplice, come lo era lei. Per richiesta dei familiari sono gradite solo bandiere della pace. Intanto abbiamo provato a ripartire con l’attività, anche se non è semplice, perché Cinzia ha lasciato un vuoto immenso, sia fra noi che lavoravamo con lei, che fra i ragazzi, che hanno varie problematiche e con i quali aveva instaurato un rapporto speciale».

Roy Lepore

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