Gioco
Muore Cinzia Valleroni, una vita di battaglie a fianco dei più deboli
La donna era un’operatrice socio-sanitaria della Asl. Impegnata nell’Uovo di Colombo e nel Cantiere sociale
VIAREGGIO. Avrebbe compiuto 60 anni il prossimo agosto Cinzia Valleroni, stroncata dall’emorragia cerebrale che l’aveva colpita e che le ha spento la vita mentre era ricoverata all’ospedale di Livorno. Per un momento era sembrato che potesse esserci una flebile speranza di recupero, prima della fine dell’anno. Poi, invece, la situazione si è complicata fino a precipitare nella serata di mercoledì. Quando i parenti e gli amici più stretti sono accorsi all’ospedale di Livorno, dove hanno purtroppo atteso la conferma della morte di Cinzia, avvenuta ieri.
Quella di ieri è stata una giornata lunga e triste per tutti coloro che le hanno voluto bene e sono davvero in molti. Quella di Cinzia, che abitava al Varignano, è stata una vita spesa a favore dei più deboli e soprattutto delle donne. Era una operatrice socio-sanitaria della Asl e la propria esperienza l’ha messa al servizio di diverse associazioni con le quali collaborava da tempo con impegno e grande umanità. È stata un punto di riferimento per la Casa delle donne ed era nel consiglio direttivo dell’Uovo di Colombo, l’associazione, che segue persone con problemi di salute mentale e disabilità o dipendenze. «Grazie a lei - ricorda la presidente Chiara Barsi - si è potuto sviluppare l’impegno tra privato-sociale ed Ente pubblico, assistendo persone con varie problematiche. Insieme a noi ha effettuato un percorso per far sì che l’Uovo di Colombo potesse diventare un punto di riferimento importante per molte famiglie con persone affette da alcune problematiche e che grazie a Cinzia e tutti gli altri operatori - alcuni di loro ieri erano a Livorno con le figlie - possono essere assistiti quotidianamente».
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Appena al quartiere Varignano è nato il Cantiere Sociale di via Belluomini, Cinzia ha voluto subito fare parte dall'inizio. Si occupava dello sportello delle donne del Cantiere e di ascolto, seguendo fra l’altro il corso di autodifesa. «Per noi era un elemento di estrema importanza - sono le parole di Samuele Marsili -. Cinzia è stata tra le promotrici delle iniziative che organizziamo nel quartiere, come la Befana di oggi che le dedicheremo. Sarebbe stata con noi, come per Natale: curava fra l’altro la Ludoteca degli Indiani del quartiere. La ricorderemo sempre con molto affetto, perché ha dato tutta se stessa per gli altri».
Nicoletta Gemignani era una delle sue tante amiche: «Non ci sono parole di fronte ad una perdita del genere. Voglio ricordarla con una poesia che ha scritto. “ Difendere l’allegria come una trincea, difenderla dallo scandalo e dalla routine dalla miseria e dai miserabili dalle assenze transitorie e da quelle definitive”».
Claudio Poletti abita al Varignano, dove viveva Cinzia e la ricorda così: «Ha messo al centro della sua vita, la battaglia per le donne e per gli ultimi». E sono stati davvero numerosi i messaggi di cordoglio, fra questi riportiamo questo: «Arrivederci dolce guerriera, dal Marco Polo al quartiere Apuania, le nostre prime lotte per l’amore. Ti abbraccio, donna forte e combattente». “Potere al Popolo” la ricorda così: «Cinzia vive nelle nostre lotte ogni giorno». Tra gli altri messaggi: «Cara Cinzia, con estremo dolore ti salutiamo, continua a volare alto con il tuo instancabile sorriso».
La vita di Cinzia è stata caratterizzata anche da dolori familiari che l’hanno vista comunque sempre reagire con una forza interiore. È stato un esempio per chi le stava vicino. Ha perso infatti oltre i genitori Carlo e Luria, le sorelle Gioia e Susy. Ed oltre alla figlia Mara ha cresciuto Aurora, sua nipote. Lascia i tre fratelli, Manuele, che è fornaio al Terminetto, Tiziano che fa il cuoco e Stefano infermiere, oltre alla sorella Carla, che aiuta Manuele nel forno. Nel tardo pomeriggio di ieri la salma è stata portata dal reparto dove era ricoverata nella camera mortuaria dell’ospedale di Livorno. Poi dovrebbe essere cremata e come da sua volontà verrà salutata, «insieme ai suoi ragazzi» come ha espresso tempo addietro, presso l'associazione, l’Uovo di Colombo in via dei Comparini.
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