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Gemignani: l’Imu non c’entra con la crisi

Gemignani: l’Imu non c’entra con la crisi

L’imprenditrice di Lido replica a Federalberghi: «Il problema degli hotel è il calo degli investimenti»

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VIAREGGIO. «Troppo facile liquidare il problema delle chiusure citando le forti tassazioni, come sostiene il signor Corchia. Senza ombra di dubbio Imu e Tari sono spese sempre più importanti, così come le utenze stanno arrivando a cifre folli, ma non è questo il punto». Cristiana Gemignani, storica albergatrice di Lido e titolare dell’hotel Giulia, replica a Federalberghi.

«Il punto – continua – è che con questa mentalità del risparmio, della riduzione degli investimenti e del mantenimento dello “status quo”, per troppi anni una buona fetta di albergatori si è chiusa in trincea riducendo i servizi al minimo e lasciando invecchiare le proprie strutture. A chi dice rifare l’hotel in un anno è impensabile, io domando: per quale motivo si è smesso di rinnovarlo anno dopo anno? ».

Certo, dice, «la reputazione online è oggi fondamentale, come sostengono tutti, ma mi chiedo come inciderà la reputazione di strutture antiquate e scarse di servizi sulla reputazione della destinazione? Smettiamola di dire che ognuno a casa propria decide come vuole, perché tutti dobbiamo lavorare per mantenere e migliorare l’immagine e la sostanza della Versilia».

L’hotel Giulia ha sempre fatto parte dell’associazione albergatori e negli ultimi tre anni è entrata anche nel consiglio direttivo. Eppure Cristiana Gemignani non ha paura di dire la sua all’associazione. «Ricordiamo benissimo – continua – le email di lamentela che alle volte ricevevamo da clienti che avevano soggiornato in strutture non all’altezza delle stelle che esponevano. Le email dicevano “come associazione avete delle responsabilità. Dovreste verificare i requisiti dei vostri associati”. Il problema vero è che le associazioni non possono e non vogliono farlo perché perderebbero associati».

L’albergatrice si pone e pone poi una domanda «senza voler sollevare della polemica sterile», dice. «Ed è: che cosa vogliamo offrire ai nostri clienti? Vogliamo continuare a nasconderci dietro ad un dito o vogliamo stabilire che da oggi chi non ha determinati standard retrocede di categoria? A costo di perderlo come associato. Vogliamo dirlo o no che non è più ammissibile che nel 2018 ci siano strutture dove due sole cameriere puliscono quaranta stanze, dove manca il portiere di notte e dove non c’è un personale in divisa? Vogliamo dirlo o no che la Versilia è una terra dove si offre del servizio concreto e tangibile o vogliamo continuare a raccontarci che l’Imu è troppo alta? È la classica mentalità italiota che si registra troppo spesso da nord a sud e che ci porta a versare sempre su cause esterne il malessere della propria attività. Vogliamo o no assumerci questa responsabilità nei confronti dei nostri clienti? ».

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