Attenzione
Duecento chilometri per un’ecografia
di Donatella Francesconi
Prenotazione a Grosseto. La Asl: Cup regionale da rivedere
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VIAREGGIO. L’ecografia alla spalla si fa all’altro capo della Toscana: qualche giorno fa l’appuntamento ad una pensionata fu fissato all’ospedale di Portoferraio (Isola d’Elba), mercoledì invece ad una donna di Viareggio il Cup Versilia ha proposto una comoda gita a Grosseto. Dopo oltre un’ora di attesa, perché il centralino è ancora intasato e soprattutto non indica al cittadino-utente quante persone ha davanti prima che arrivi il suo turno. Nelle scorse settimane l’Asl Toscana Nord Ovest aveva assicurato che anche il centralino del Cup Versilia sarebbe stato dotato del sistema di informazione dei tempi di attesa, ma così non è: «Il disco ripete all’infinito che “si prega di attendere per non perdere la priorità acquisita...”. Nient’altro».
Una volta rifiutato Grosseto, l’alternativa proposta dal Cup è stata Pontremoli: «Poi una serie di cliniche private convenzionate». Ed è in una di queste, a pagamento, che la signora potrà effettuare l’ecografia alla spalla.
La spiegazione della Asl Toscana Nord Ovest riporta a quel Cup 2.0 cui la Regione ha dato il via per l’Azienda sanitaria che si estende da Massa a Livorno, e per la Asl Sud Est che comprende Grosseto. I due sistemi informatici - che dovrebbero consentire prenotazioni di esami e visite in tutta l’Area vasta di appartenenza del paziente, con prevalenza là dove è più vicino e comodo per il cittadino - comunicano in automatico. Perché lo scopo con il quale la Regione ha creato il nuovo sistema Cup è quello di offrire la massima soddisfazione dei bisogni dell’utenza. Ma - ed è questo che non funziona ancora - quando a chiedere di effettuare esami e visite anche molto lontano da casa il cittadino stesso. Perché ciò diventi davvero possibile, risolvendo le attuali pecche del sistema, «è necessario predisporre un filtro», spiega la Asl Nord Ovest. Un’operazione alla quale si sarebbe già messo mano ma che richiede ancora qualche giorno. E viene da chiedersi se, davvero, chi ha predisposto il nuovo programma informatico abbia avuto tutte le disposizioni del caso e/o abbia predisposto soluzioni per tutte le ipotesi possibili.
«Con la spesa per andare a Grosseto», è l’amara considerazione della cittadina che si è sentita proporre la trasferta, «ci pago una Tac». E mentre l’attesa al Cup proseguiva, la donna ha telefonato, per protestare, all’Ufficio relazioni col pubblico della Asl Versilia: «Mi hanno risposto che avevo ragione, che da diverso tempo segnalano i problemi che si sono creati e che hanno pochi operatori. Poi mi hanno dato il numero di telefono del responsabile del Cup, ma a quel numero non mi ha risposto nessuno». Qualche tempo fa era stata una email arrivata in seguito al modulo di segnalazione/protesta riempito dopo un’ulteriore attesa al Cup, questa volta di persona in ospedale, a spiegare alla stessa cittadina «che il programma Cup 2.0 ha rallentato tutti i processi».
E la considerazione finale è inevitabile: è davvero «privilegio per pochi», qualsiasi sia il lavoro svolto, poter bloccare l’attività in attesa che il nuovo sistema informatico funzioni a pieno. Insomma: possibile non si sia pensato di far funzionare comunque il sistema degli appuntamenti anche nel periodo di avvicendamento tra i due sistemi informatici?
Una volta rifiutato Grosseto, l’alternativa proposta dal Cup è stata Pontremoli: «Poi una serie di cliniche private convenzionate». Ed è in una di queste, a pagamento, che la signora potrà effettuare l’ecografia alla spalla.
La spiegazione della Asl Toscana Nord Ovest riporta a quel Cup 2.0 cui la Regione ha dato il via per l’Azienda sanitaria che si estende da Massa a Livorno, e per la Asl Sud Est che comprende Grosseto. I due sistemi informatici - che dovrebbero consentire prenotazioni di esami e visite in tutta l’Area vasta di appartenenza del paziente, con prevalenza là dove è più vicino e comodo per il cittadino - comunicano in automatico. Perché lo scopo con il quale la Regione ha creato il nuovo sistema Cup è quello di offrire la massima soddisfazione dei bisogni dell’utenza. Ma - ed è questo che non funziona ancora - quando a chiedere di effettuare esami e visite anche molto lontano da casa il cittadino stesso. Perché ciò diventi davvero possibile, risolvendo le attuali pecche del sistema, «è necessario predisporre un filtro», spiega la Asl Nord Ovest. Un’operazione alla quale si sarebbe già messo mano ma che richiede ancora qualche giorno. E viene da chiedersi se, davvero, chi ha predisposto il nuovo programma informatico abbia avuto tutte le disposizioni del caso e/o abbia predisposto soluzioni per tutte le ipotesi possibili.
«Con la spesa per andare a Grosseto», è l’amara considerazione della cittadina che si è sentita proporre la trasferta, «ci pago una Tac». E mentre l’attesa al Cup proseguiva, la donna ha telefonato, per protestare, all’Ufficio relazioni col pubblico della Asl Versilia: «Mi hanno risposto che avevo ragione, che da diverso tempo segnalano i problemi che si sono creati e che hanno pochi operatori. Poi mi hanno dato il numero di telefono del responsabile del Cup, ma a quel numero non mi ha risposto nessuno». Qualche tempo fa era stata una email arrivata in seguito al modulo di segnalazione/protesta riempito dopo un’ulteriore attesa al Cup, questa volta di persona in ospedale, a spiegare alla stessa cittadina «che il programma Cup 2.0 ha rallentato tutti i processi».
E la considerazione finale è inevitabile: è davvero «privilegio per pochi», qualsiasi sia il lavoro svolto, poter bloccare l’attività in attesa che il nuovo sistema informatico funzioni a pieno. Insomma: possibile non si sia pensato di far funzionare comunque il sistema degli appuntamenti anche nel periodo di avvicendamento tra i due sistemi informatici?
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