Gioco
Cartelle ICare: 50 centesimi di Cosap diventano 200 euro
di Donatella Francesconi
Il commerciante: i bollettini della Patrimonio erano prestampati I professionisti denunciano: lettere in buste senza timbri
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VIAREGGIO. Di giorno in giorno sono tanti i cittadini ed i titolari di attività economiche di ogni tipo che fanno i conti - e con loro i commercialisti di fiducia - con le cartelle inviate da ICare e relativi ad importi ritenuti dovuti per l’anno 2012. E di volta in volta spuntano i casi più disparati e singolari. Come quello dell’avviso recapitato ad un barista: cinquanta centesimi di suolo pubblico che vengono contestati come non pagati nel 2012, diventati oggi 200 euro richiesti in pagamento. Peccato solo - fa notare il commerciante - «che i moduli per il pagamento del suolo pubblico fossero prestampati dalla società Viareggio Patrimonio con l’indicazione della cifra fissata dalla stessa azienda di riscossione». Insomma, se errore c’è stato - conclude l’imprenditore - «non è certo dovuto a me, che pagavo esattamente le cifre prestampate sui bollettini, per ciascuna delle quattro rate dovute, che ad inizio anno ritiravo negli uffici della Viareggio Patrimonio, confermando di utilizzare il suolo pubblico». Non c’è dubbio che lo strano caso finirà con una contestazione da parte del commerciante.
Così come accadrà per la tassa sui rifiuti che un commercialista viareggino si è visto richiedere come arretrato: due volte con importi diversi per lo stesso anno. Ma anche per l’esenzione per figlio ancora a carico che un cittadino non si è visto conteggiata - con relativa richiesta di pagamento del dovuto - su uno degli avvisi avviati nei giorni a cavallo tra la fine del 2017 ed il 2018.
Richieste datate intorno alla metà di novembre nelle lettere contenute all’interno. Ma - fa notare uno dei più noti studi di commercialisti di Viareggio - «le stesse lettere sono contenute in buste completamente senza timbri». E non solo. Perché «alcune delle relata di notifica sono in bianco: non si sa chi le ha consegnate, se un messo, un postino o qualcun altro. Non c’è data di invio, non ci sono timbri. È davvero singolare».
Per le cifre che sono state pagate in banca, c’è già chi può esibire estratti conti dell’epoca anche là dove abbia perso le ricevute di pagamento. Il problema maggiore - sottolineano i professionisti - si pone per le contestazioni relative al suolo pubblico, che si è pagato per anni negli uffici postali.
ICare, società di riscossione nata nel giugno 2016 dalle ceneri del fallimento dell Viareggio Patrimonio e affidato al presidente Moreno Pagnini aveva messo nel conto ed avvisato che una percentuale di errori vi sarebbero stati. Ma tra inviare cartelle per tributi già pagati, spiacevole ma facilmente risolvibile, e chiedere 200 euro per cinquanta centesimi di suolo pubblico pagata sulle cifre strettamente indicate dalla Patrimonio, c’è una bella differenza.
Senza contare che per i cittadini è un costo anche l’attività dei professionisti incaricati di sbrogliare i nodi creati dalle cartelle arrivare. Così come lo è ricorrere alla commissione tributaria provincia prima e a quella regionale dopo, eventualmente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così come accadrà per la tassa sui rifiuti che un commercialista viareggino si è visto richiedere come arretrato: due volte con importi diversi per lo stesso anno. Ma anche per l’esenzione per figlio ancora a carico che un cittadino non si è visto conteggiata - con relativa richiesta di pagamento del dovuto - su uno degli avvisi avviati nei giorni a cavallo tra la fine del 2017 ed il 2018.
Richieste datate intorno alla metà di novembre nelle lettere contenute all’interno. Ma - fa notare uno dei più noti studi di commercialisti di Viareggio - «le stesse lettere sono contenute in buste completamente senza timbri». E non solo. Perché «alcune delle relata di notifica sono in bianco: non si sa chi le ha consegnate, se un messo, un postino o qualcun altro. Non c’è data di invio, non ci sono timbri. È davvero singolare».
Per le cifre che sono state pagate in banca, c’è già chi può esibire estratti conti dell’epoca anche là dove abbia perso le ricevute di pagamento. Il problema maggiore - sottolineano i professionisti - si pone per le contestazioni relative al suolo pubblico, che si è pagato per anni negli uffici postali.
ICare, società di riscossione nata nel giugno 2016 dalle ceneri del fallimento dell Viareggio Patrimonio e affidato al presidente Moreno Pagnini aveva messo nel conto ed avvisato che una percentuale di errori vi sarebbero stati. Ma tra inviare cartelle per tributi già pagati, spiacevole ma facilmente risolvibile, e chiedere 200 euro per cinquanta centesimi di suolo pubblico pagata sulle cifre strettamente indicate dalla Patrimonio, c’è una bella differenza.
Senza contare che per i cittadini è un costo anche l’attività dei professionisti incaricati di sbrogliare i nodi creati dalle cartelle arrivare. Così come lo è ricorrere alla commissione tributaria provincia prima e a quella regionale dopo, eventualmente.
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