Il Tirreno

Versilia

Tre su quattro non sono protetti dalla meningite

di Matteo Tuccini
Tre su quattro non sono protetti dalla meningite

Ma sono quasi 30mila i versiliesi che hanno risposto all’appello dell’Asl per fare il vaccino

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VIAREGGIO. Tre versiliesi su quattro non sono protetti dalla meningite. E quindi sono esposti ai rischi di una malattia che può essere feroce. Fino ad uccidere in poche ore, come avvenuto nel caso della 46enne di Capezzano Pianore Sonia Matteucci, deceduta a Capodanno. È vero che quasi 30mila persone dal 2015 ad oggi hanno risposto all’appello dell’Asl per la vaccinazione contro il meningococco C. Persone a cui bisogna aggiungere i bambini nati dal 2005 ad oggi, che la vaccinazione l’hanno fatta nei primi mesi di vita. Ma la percentuale di popolazione “scoperta” – come si dice in gergo – resta molto alta. Sarà anche per questo motivo che dopo l’ultimo caso, conclusosi tragicamente, i centralini dell’Asl sono tornati a squillare. Con richieste di informazioni e prenotazioni di sedute in ambulatorio. «È così che ha funzionato sin dall’inizio della campagna della Regione – spiega Stefano Pieroni, medico dell’Igiene pubblica dell’Asl – Il numero di domande, oltre che di richieste di appuntamento, si muove sull’onda dei casi emersi».

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Chi è già al sicuro. L’allarme meningite è scattato nel 2015, dopo una serie di casi anche mortali. A cui la Regione ha risposto con una campagna di vaccinazione ad hoc. Nell’idea di proteggere la fascia di popolazione ritenuta particolarmente a rischio: soprattutto bambini e ragazzi. È qui che si concentra il lavoro dell’Asl Nordovest. Alla fine del novembre scorso, ultimo dato disponibile, questi erano i numeri dei vaccinati contro la meningite C in Versilia, dall’inizio della campagna (maggio 2015): 9.400 vaccinati nella fascia d’età da 10 ai 20 anni; 13.500 vaccinati nella fascia d’età da 20 a 45 anni; oltre 4.000 vaccinati nella fascia di età oltre i 45 anni. «Bisogna considerare – spiegano dall’Asl – che questi dati sono sicuramente sottostimati, perché molte vaccinazioni sono garantite da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta: non tutte le registrazioni vengono effettuate in tempo reale. Quindi il numero dei vaccinati è ancora superiore». Secondo una stima che non può che essere approssimativa, il totale oggi si aggira sui 29mila complessivi. A questi bisogna aggiungere i circa mille bambini che ogni anno, a partire dal 2005 – quando è stato introdotto il vaccino anti-meningococco C per i nuovi nati – si sono sottoposti alla prevenzione. In totale siamo oltre 40mila, un quarto circa della popolazione versiliese. Postilla importante: il vaccino ha bisogno di un mese per essere effettivo. Ecco perché può capitare che venga colpito chi lo ha già fatto. «In questo caso, però, si rischia comunque meno rispetto a chi non lo ha fatto», assicura il dottor Pieroni.

Chi non lo è. L’Asl invita tutti a vaccinarsi, anche se si concentra sulla parte di popolazione ritenuta più a rischio: come detto bambini, ragazzi ma anche gli adulti fino a 45 anni. A questo proposito è stato completato l’invio delle lettere (la cosiddetta chiamata attiva) per i giovani fino a 20 anni che all’Azienda sanitaria risultano ancora non vaccinati contro la meningite C: sono oltre mille i ragazzi richiamati. Migliaia le altre persone – si stimano in poco più di 10mila – fino ai 45 anni che possono rivolgersi al proprio medico o all’Asl per fare gratis la vaccinazione. Per quanto riguarda i versiliesi sopra 45 anni che non hanno fatto il vaccino, e che sono a loro volta invitati a farlo, il ticket da pagare è scontato: 45,52 euro. Per informazioni rivolgersi al Cup o al Dipartimento di prevenzione, allo 0584 6058910.

La differenza tra ceppo C e B. È il ceppo C il nemico principale, tenuto conto dei numerosi casi avvenuti in Toscana e anche in Versilia. In questo territorio c’erano stati due casi di meningite meningococcica di tipo C nel 2015, anno in cui era partita la campagna regionale. Nel 2016 e nel 2017 non si è registrato alcun caso. Questo ha causato un calo delle vaccinazioni: fino al gennaio del 2017 erano state quasi 25mila, aumentate solo di circa cinquemila nell’ultimo anno solare appena concluso. A Capodanno il primo caso di meningite fulminante, con la morte della 46enne Sonia Matteucci. «Anche nei due anni in cui non ci sono stati casi – afferma l’Asl – la campagna attiva è proseguita in maniera costante, senza abbassare la guardia, e questo ha consentito di raggiungere livelli di copertura buoni. L’Azienda rinnova comunque l’invito alla vaccinazione, ricordando che la Regione Toscana ha prorogato a tutto il 2018 la campagna contro il meningococco C». Per quanto riguarda il vaccino anti-meningite B, che è pagamento ad eccezione dei nuovi nati, l’Asl invita a farlo sempre dopo essersi confrontati col medico, con particolare attenzione ai bambini. E in generale a tutti quelli che possono essere più esposti ai rischi della malattia.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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