Il Tirreno

Versilia

L’impresa di Laura: batte il cancro e vince un premio a Londra

di Chiara Buratti
L’impresa di Laura: batte il cancro e vince un premio a Londra

Ha lasciato Pietrasanta per andare a vivere in Inghilterra  dove ha dovuto superare una prova molto difficile

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PIETRASANTA. Da avvocato penalista in Italia a neopremiata assistente socio-sanitaria in Inghilterra. È la storia di Laura Mattei, quarantaduenne di Vallecchia, che quattro anni fa ha deciso di cambiare la sua vita trasferendosi nel Regno Unito «senza sapere una parola d’inglese» come precisa lei stessa. Non potendo, là, svolgere quella che fino a quel momento era stata la sua occupazione (soprattutto perché non conosceva né la lingua né l’ordinamento giuridico), si è buttata in tutt’altro. «Appena arrivata ho fatto volontariato per un’organizzazione no profit, poi ho seguito un corso per entrare nel settore immobiliare: mi piaceva molto quell’ambito e avevo voglia di nuovi stimoli e obiettivi», racconta. Proprio nel pieno della vita, quando tutto sembra andare per il verso giusto, a Laura viene diagnosticata la leucemia mieloide acuta: una forma molto aggressiva di cancro.

«Quando mi è stato detto quello che avevo, mi è crollato il mondo addosso. E così è stato per i giorni successivi, finché, poi, è giunto il momento di tirare fuori gli artigli e mettercela tutta per sconfiggere quel mostro che voleva uccidermi» ricorda. Dopo quattro cicli di chemioterapia, e più di quattro mesi in ospedale in isolamento perché anche un semplice raffreddore avrebbe potuto ucciderla, Laura è stata dimessa. Guarita. Anche se i controlli, per lei, ieri come oggi, sono periodici e meticolosi.

«Mi sono sentita rinata ed è solo grazie a questa brutta vicenda che ho capito cosa avrei davvero voluto fare nella vita: l’assistente socio-sanitaria», confessa. Di quegli interminabili mesi, Laura ricorda tante emozioni e sensazioni diverse: dall’abbattimento totale e inarrestabile alla voglia di farcela. Dalla morte alla vita, e viceversa. Ed è proprio in quei momenti che si ha più bisogno di un abbraccio, di una carezza, di una parola di conforto, di una faccia amica o familiare. E queste piccole cose a lei, in Inghilterra, non sono mai mancate. «L’aspetto psicologico, nella mia battaglia, come nelle battaglie di tanti altri, conta molto più di quello che si possa immaginare – racconta – e conta tanto quanto quello medico».

Laura ha vissuto la malattia come una “fase transitoria” della sua vita; non come un arrivo, aggrappandosi con tutte le forze a quegli sprazzi di positività che, ogni tanto, facevano capolino nella lunga fase di ricovero. E ce l’ha fatta. A giorni Laura sarà assunta a tempo indeterminato come Operatrice sociosanitaria in una residenza privata per anziani.

Oltre ad aver sconfitto la malattia, la vita le ha riservato un’altra grandissima soddisfazione: la vittoria del primo premio come migliore “new entry” in assistenza sanitaria di tutta l’area londinese (“Great London Care Awards”). Un riconoscimento che le è stato consegnato al termine di una vera e propria serata di gala e di cui va, meritatamente, fiera. L’8 marzo 2018, a Birmingham, si terrà la finale e lei è già emozionatissima. «Vorrei ringraziare la mia famiglia, sempre presente, e tutti coloro che mi hanno appoggiato in questo percorso professionale. Tantissimi sono di Pietrasanta», commenta Laura, che non fa mancare il suo sostegno alle persone che si trovano a passare quello che è capitato a lei, e conclude: «Guardare avanti, sempre, vedere sempre il bicchiere mezzo pieno: questa è la chiave vincente».
 

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