Sicurezza
Il Comune si muove per mettere in salvo il tesoro di Gombitelli
Gli antichi oggetti in ferro battuto destinati a Pescaglia Il sindaco: tradizione da difendere, incontreremo i residenti
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CAMAIORE. Il Comune si muove per salvare il tesoro in ferro battuto di Gombitelli. L’Sos lanciato sulle colonne del Tirreno dal fabbro Edo Bertini, custode della tradizione gombitellese preoccupato per il destino triste degli oggetti prodotti storicamente nel paese, viene raccolto dal sindaco Alessandro Del Dotto. Che però spiega: «Non possiamo aprire e gestire un museo in ogni frazione e questo caso non può essere un’eccezione».
«Vogliamo prendere la sollecitazione che ci arriva dall’articolo del Tirreno – afferma Del Dotto – come occasione per riavviare un discorso sulla valorizzazione della cultura rurale della nostra terra, rammaricandoci che nel tempo questa sensibilità si sia un po’ persa. Conosciamo la vicenda e più volte ho avuto modo di parlarne con Edo, rimanendo però convinto di un assunto di base: nel 2018 parlare di un museo in forma tradizionale a Gombitelli è probabilmente anacronistico. Appena passato questo periodo di festività, ci incontreremo con chi oggi custodisce questa ricchezza – prosegue il sindaco – non prima però di aver definito un’idea progettuale più ampia che coinvolga anche le comunità vicine per un percorso conoscitivo sulla collina lucchese, di cui Gombitelli sarà una delle particolarità con la sua storia produttiva e linguistica. Oggi – continua Del Dotto – le amministrazioni non hanno più la forza economica per poter aprire un museo in ogni frazione e soprattutto gestirlo. C’è però bisogno del contributo delle forze del territorio per arrivare dove l’ente non può perché impegnato, politicamente e finanziariamente, nella prima battaglia che le nostre comunità collinari ci portano all’attenzione in questa fase storica: evitarne lo spopolamento lottando per la salvaguardia dei servizi, investendo nella qualità delle infrastrutture e difendendo il patrimonio ambientale dall’incuria e dal dissesto idrogeologico. È però indubbio che quel che tiene insieme una comunità non sia solo una strada asfaltata o un parcheggio, ma anche e soprattutto mantenere in vita quei legami rappresentati dal chi si è e da dove si arriva».
Tutto è partito dal fatto che chiusi in una stanza, nella vecchia scuola di Gombitelli, tra muffe, polvere e ricordi, sono conservati gli oggetti in ferro battuto che si producevano nel paesino camaiorese decine di anni fa. Gli abitanti hanno lanciato l’Sos: questo patrimonio storico, se non sarà sistemato dal Comune in tempi brevi, dovrà essere destinato al “Museo del Castagno” di Colognora (nel Comune di Pescaglia), che da tempo ne ha fatto richiesta e che già ospita parte della tradizione gombitellese. A raccontarlo è stato Edo Bertini, anziano fabbro del posto, «Abbiamo già donato alcuni pezzi al Museo del Castagno, che li aveva richiesti. Ma la cosa ancora più grave è che, se a breve non se ne occuperà nessuno in zona, dovremo dare tutto al piccolo paese del comune di Pescaglia» precisa Bertini.
«Vogliamo prendere la sollecitazione che ci arriva dall’articolo del Tirreno – afferma Del Dotto – come occasione per riavviare un discorso sulla valorizzazione della cultura rurale della nostra terra, rammaricandoci che nel tempo questa sensibilità si sia un po’ persa. Conosciamo la vicenda e più volte ho avuto modo di parlarne con Edo, rimanendo però convinto di un assunto di base: nel 2018 parlare di un museo in forma tradizionale a Gombitelli è probabilmente anacronistico. Appena passato questo periodo di festività, ci incontreremo con chi oggi custodisce questa ricchezza – prosegue il sindaco – non prima però di aver definito un’idea progettuale più ampia che coinvolga anche le comunità vicine per un percorso conoscitivo sulla collina lucchese, di cui Gombitelli sarà una delle particolarità con la sua storia produttiva e linguistica. Oggi – continua Del Dotto – le amministrazioni non hanno più la forza economica per poter aprire un museo in ogni frazione e soprattutto gestirlo. C’è però bisogno del contributo delle forze del territorio per arrivare dove l’ente non può perché impegnato, politicamente e finanziariamente, nella prima battaglia che le nostre comunità collinari ci portano all’attenzione in questa fase storica: evitarne lo spopolamento lottando per la salvaguardia dei servizi, investendo nella qualità delle infrastrutture e difendendo il patrimonio ambientale dall’incuria e dal dissesto idrogeologico. È però indubbio che quel che tiene insieme una comunità non sia solo una strada asfaltata o un parcheggio, ma anche e soprattutto mantenere in vita quei legami rappresentati dal chi si è e da dove si arriva».
Tutto è partito dal fatto che chiusi in una stanza, nella vecchia scuola di Gombitelli, tra muffe, polvere e ricordi, sono conservati gli oggetti in ferro battuto che si producevano nel paesino camaiorese decine di anni fa. Gli abitanti hanno lanciato l’Sos: questo patrimonio storico, se non sarà sistemato dal Comune in tempi brevi, dovrà essere destinato al “Museo del Castagno” di Colognora (nel Comune di Pescaglia), che da tempo ne ha fatto richiesta e che già ospita parte della tradizione gombitellese. A raccontarlo è stato Edo Bertini, anziano fabbro del posto, «Abbiamo già donato alcuni pezzi al Museo del Castagno, che li aveva richiesti. Ma la cosa ancora più grave è che, se a breve non se ne occuperà nessuno in zona, dovremo dare tutto al piccolo paese del comune di Pescaglia» precisa Bertini.
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