Gioco
Così gli stranieri imparano a integrarsi nella nostra cultura
di Gabriele Noli
Nel Centro per l’istruzione al liceo Barsanti e Matteucci la didattica al servizio di 180 adulti arrivati da tutto il mondo
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VIAREGGIO. Istruire. Per trasmettere conoscenze, ma anche per inserire nei contesti sociali e lavorativi sempre più persone. I Centri provinciali per l’istruzione degli adulti - Cpia - uniscono la funzione didattica a quella integrativa. Degli stranieri, soprattutto. Permettendo loro di apprendere la lingua italiana, oltre a comprendere leggi e organizzazione dei vari servizi.
I Cpia costituiscono una tipologia di istituzione scolastica autonoma, dotata di uno specifico assetto didattico e organizzativo e articolata in reti territoriali di servizi.
Sono tre le sedi in provincia di Lucca, una delle quali a Viareggio, all’interno del liceo scientifico “Barsanti & Matteucci” (le altre sono nel capoluogo e a Castelnuovo Garfagnana). Qui sono circa 180 i soggetti (700 a livello provinciale) che frequentano le lezioni, di tutte le età e provenienti da diverse nazioni.
«Con il passare degli anni il numero degli stranieri iscritti è aumentato sensibilmente – spiega la dirigente scolastica Mila Berchiolli - molti di questi sono extracomunitari che fanno parte dei progetti Sprar e dei piani per rifugiati. Ma ci sono anche cittadini che si sono istruiti nel loro paese d’origine e che intendono acquisire competenze linguistiche più specifiche».
I Cpia (attivi dal 2014) svolgono corsi di italiano i cui livelli sono suddivisi secondo il modello europeo: dall’A1 (base) al C2 (avanzato). «Per l’A2 si è registrato un exploit – commenta la dirigente scolastica - è la certificazione che serve per il permesso di soggiorno lungo». In quest’ottica è stretta la collaborazione con la Prefettura di Lucca, così da consentire agli stranieri (circa un migliaio all’anno) di frequentare le lezioni di lingua nelle tre sedi provinciali dei Cpia. Dove è possibile ottenere anche la licenza di terza media, con percorsi ad hoc della durata di uno/due anni.
Dopo una prima fase definita di “accoglienza” - utile per definire i livelli di conoscenza degli studenti - si procede con la strutturazione delle classi. L’anno scolastico inizia ad ottobre e si conclude tra fine maggio ed inizio giugno. Gli attestati vengono rilasciati una volta superato il test finale (circa 300 – tra i diversi livelli - per la lingua italiana, annualmente). «Chi frequenta i diversi corsi lo fa con impegno, passione, motivazione e profondo rispetto dell’istituzione scolastica, intravedendo la possibilità di un riscatto sociale: la percentuale di chi supera gli esami è alta, circa il 60% per gli A2, l’80% per i B e C» sottolinea Manrico Nicolai, uno dei quattro docenti della sede di Viareggio. Qui le lezioni si svolgono al pomeriggio, dalle 15 alle 20, perché al mattino le aule sono utilizzate dagli studenti del liceo scientifico.
È una questione non marginale, quella degli spazi. «Trovarne uno ad hoc in zona per i Cpia sarebbe utile – sottolinea la dirigente Mila Berchiolli – così da poter organizzare nuovi corsi e attività. Purtroppo il rapporto coi comuni non è sempre semplice». Problema che rischia di aggravarsi a causa «del costante aumento del numero di iscritti», con contestuali carenze di organico. Si creano pertanto liste di attesa «da riassorbire l’anno successivo».
Gli stranieri iscritti ai Cpia - arrivano da Cina, Bangladesh, Pakistan, nord Africa - riescono a rapportarsi bene sia tra loro, nonostante le differenti etnie, sia con gli italiani. «Per Natale e al termine dell’anno scolastico vengono organizzate delle feste durante le quali si respira un bel clima, ognuno prepara o porta il cibo della propria terra», racconta Berchiolli, rimarcando inoltre che «il valore sociale di questi centri è enorme. È fondamentale far conoscere l’esistenza di un’istituzione pubblica e statale che garantisce un titolo di studio valido a tutti gli effetti ed eroga molteplici funzioni gratuitamente».
I Cpia interagiscono con le scuole superiori che propongono corsi serali e con le agenzie formative, abbinando la formazione didattica a quella lavorativa, con la possibilità di far svolgere tirocini nell’ottica di un futuro impiego.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I Cpia costituiscono una tipologia di istituzione scolastica autonoma, dotata di uno specifico assetto didattico e organizzativo e articolata in reti territoriali di servizi.
Sono tre le sedi in provincia di Lucca, una delle quali a Viareggio, all’interno del liceo scientifico “Barsanti & Matteucci” (le altre sono nel capoluogo e a Castelnuovo Garfagnana). Qui sono circa 180 i soggetti (700 a livello provinciale) che frequentano le lezioni, di tutte le età e provenienti da diverse nazioni.
«Con il passare degli anni il numero degli stranieri iscritti è aumentato sensibilmente – spiega la dirigente scolastica Mila Berchiolli - molti di questi sono extracomunitari che fanno parte dei progetti Sprar e dei piani per rifugiati. Ma ci sono anche cittadini che si sono istruiti nel loro paese d’origine e che intendono acquisire competenze linguistiche più specifiche».
I Cpia (attivi dal 2014) svolgono corsi di italiano i cui livelli sono suddivisi secondo il modello europeo: dall’A1 (base) al C2 (avanzato). «Per l’A2 si è registrato un exploit – commenta la dirigente scolastica - è la certificazione che serve per il permesso di soggiorno lungo». In quest’ottica è stretta la collaborazione con la Prefettura di Lucca, così da consentire agli stranieri (circa un migliaio all’anno) di frequentare le lezioni di lingua nelle tre sedi provinciali dei Cpia. Dove è possibile ottenere anche la licenza di terza media, con percorsi ad hoc della durata di uno/due anni.
Dopo una prima fase definita di “accoglienza” - utile per definire i livelli di conoscenza degli studenti - si procede con la strutturazione delle classi. L’anno scolastico inizia ad ottobre e si conclude tra fine maggio ed inizio giugno. Gli attestati vengono rilasciati una volta superato il test finale (circa 300 – tra i diversi livelli - per la lingua italiana, annualmente). «Chi frequenta i diversi corsi lo fa con impegno, passione, motivazione e profondo rispetto dell’istituzione scolastica, intravedendo la possibilità di un riscatto sociale: la percentuale di chi supera gli esami è alta, circa il 60% per gli A2, l’80% per i B e C» sottolinea Manrico Nicolai, uno dei quattro docenti della sede di Viareggio. Qui le lezioni si svolgono al pomeriggio, dalle 15 alle 20, perché al mattino le aule sono utilizzate dagli studenti del liceo scientifico.
È una questione non marginale, quella degli spazi. «Trovarne uno ad hoc in zona per i Cpia sarebbe utile – sottolinea la dirigente Mila Berchiolli – così da poter organizzare nuovi corsi e attività. Purtroppo il rapporto coi comuni non è sempre semplice». Problema che rischia di aggravarsi a causa «del costante aumento del numero di iscritti», con contestuali carenze di organico. Si creano pertanto liste di attesa «da riassorbire l’anno successivo».
Gli stranieri iscritti ai Cpia - arrivano da Cina, Bangladesh, Pakistan, nord Africa - riescono a rapportarsi bene sia tra loro, nonostante le differenti etnie, sia con gli italiani. «Per Natale e al termine dell’anno scolastico vengono organizzate delle feste durante le quali si respira un bel clima, ognuno prepara o porta il cibo della propria terra», racconta Berchiolli, rimarcando inoltre che «il valore sociale di questi centri è enorme. È fondamentale far conoscere l’esistenza di un’istituzione pubblica e statale che garantisce un titolo di studio valido a tutti gli effetti ed eroga molteplici funzioni gratuitamente».
I Cpia interagiscono con le scuole superiori che propongono corsi serali e con le agenzie formative, abbinando la formazione didattica a quella lavorativa, con la possibilità di far svolgere tirocini nell’ottica di un futuro impiego.
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