Sicurezza
Ventimila avvisi in arrivo da “I Care”
di Donatella Francesconi
Ecco come difendersi utilizzando i moduli sul sito della società
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VIAREGGIO. Ventimila notifiche in arrivo ad altrettanti tra cittadini ed imprese, relativi ai tributi 2012. Nel dettaglio - spiega una nota di “ICare” - si tratta di «quasi 17.000 accertamenti e oltre 2.600 ingiunzioni», come annunciato a fine novembre nella prima conferenza stampa della società interamente pubblica del presidente Moreno Pagnini (che ricopre lo stesso ruolo alla Capannori servizi). Una pioggia di richieste di pagamenti che ha travolto a cavallo delle festività natalizie privati cittadini, titolari di aziende, professionisti del settore. «Gli accertamenti - spiegava a fine novembre Marco Franciosi, di fatto direttore di “ICare” - danno al contribuente 60 giorni di tempo per ricorrere. Se ciò non accade si avvia la riscossione coattiva, attraverso la nuova Agenzia delle entrate».
Ma è anche vero che “ICare” ha avuto il suo da fare a rimettere in ordine le banche dati della fallita Viareggio Patrimonio e, nel mentre, i tempi incombevano per non perdere somme di denaro importanti che avrebbero potuto cadere in prescrizione. Così che, inevitabilmente, oggi in molti si girano tra le mani avvisi per tributi già pagati, con l’obbligo di dimostrare - carte alla mano - di avere ragione.
Come difendersi. Ed allora, ecco che è la stessa società pubblica ad indicare quali sono le strade da seguire per “difendersi”. «Sono a disposizione degli utenti sul sito della società (www.icareviareggio.it), alla sezione “Tributi”, tutte le modulistiche necessarie per effettuare le attività di rettifica/annullamento in autotutela o le attività di reclamo mediazione, che possono essere scaricate e inviate ad I Care tramite Pec, o semplice e-mail agli indirizzi reperibili sul sito stesso (protocollo@pec.icareviareggio.it, oppure protocollotributi@icareviareggio.it)».
Una volta che il modulo giusto sarà stato inviato - spiega la società - «si innescherà una particolare procedura informatica di gestione della pratica stessa (il protocollo aziendale–Procedura Urbi), così che tutte le istanze avranno un numero di protocollo (quelle inviate via Pec anche a conoscenza del contribuente). Le istanze, poi, saranno “processate” informaticamente e, in caso di errore da parte dell’ente emittente, I Care procederà ad inviare direttamente la rettifica o l’annullamento dell’atto inviato».
Attenzione, però. Perché «le istanze in autotutela non producono effetto sospensivo nei confronti dei termini di presentazione del ricorso in Commissione tributaria provinciale». Per cui sessanta giorni sono e 60 rimangono.
Cosa cambia da gennaio. “ICare” ritiene di aver superato così la fase di passaggio dalla Viareggio Patrimonio alla nuova gestione. Così da annunciare: «Da gennaio 2018 si tornerà poi ad una “normale” gestione tributaria, basata sulla correttezza dei dati nel rispetto delle scadenze e delle regole». Una gestione che prevede «il “fascicolo unico del contribuente”, la pianificazione dell’attività d’accertamento dei tributi pregressi (anni 2013-2016), l’avvio della riscossione coattiva». Passi verso quella «normale attività basata sul pre-accertamento con l’obiettivo dichiarato di costruire una solida base per ristabilire un rapporto fiduciario con il contribuente e per dare il via all’importante attività di contrasto all’evasione, cardine del progetto di affidamento del servizio ad ICare società in house del Comune di Viareggio».
Ma è anche vero che “ICare” ha avuto il suo da fare a rimettere in ordine le banche dati della fallita Viareggio Patrimonio e, nel mentre, i tempi incombevano per non perdere somme di denaro importanti che avrebbero potuto cadere in prescrizione. Così che, inevitabilmente, oggi in molti si girano tra le mani avvisi per tributi già pagati, con l’obbligo di dimostrare - carte alla mano - di avere ragione.
Come difendersi. Ed allora, ecco che è la stessa società pubblica ad indicare quali sono le strade da seguire per “difendersi”. «Sono a disposizione degli utenti sul sito della società (www.icareviareggio.it), alla sezione “Tributi”, tutte le modulistiche necessarie per effettuare le attività di rettifica/annullamento in autotutela o le attività di reclamo mediazione, che possono essere scaricate e inviate ad I Care tramite Pec, o semplice e-mail agli indirizzi reperibili sul sito stesso (protocollo@pec.icareviareggio.it, oppure protocollotributi@icareviareggio.it)».
Una volta che il modulo giusto sarà stato inviato - spiega la società - «si innescherà una particolare procedura informatica di gestione della pratica stessa (il protocollo aziendale–Procedura Urbi), così che tutte le istanze avranno un numero di protocollo (quelle inviate via Pec anche a conoscenza del contribuente). Le istanze, poi, saranno “processate” informaticamente e, in caso di errore da parte dell’ente emittente, I Care procederà ad inviare direttamente la rettifica o l’annullamento dell’atto inviato».
Attenzione, però. Perché «le istanze in autotutela non producono effetto sospensivo nei confronti dei termini di presentazione del ricorso in Commissione tributaria provinciale». Per cui sessanta giorni sono e 60 rimangono.
Cosa cambia da gennaio. “ICare” ritiene di aver superato così la fase di passaggio dalla Viareggio Patrimonio alla nuova gestione. Così da annunciare: «Da gennaio 2018 si tornerà poi ad una “normale” gestione tributaria, basata sulla correttezza dei dati nel rispetto delle scadenze e delle regole». Una gestione che prevede «il “fascicolo unico del contribuente”, la pianificazione dell’attività d’accertamento dei tributi pregressi (anni 2013-2016), l’avvio della riscossione coattiva». Passi verso quella «normale attività basata sul pre-accertamento con l’obiettivo dichiarato di costruire una solida base per ristabilire un rapporto fiduciario con il contribuente e per dare il via all’importante attività di contrasto all’evasione, cardine del progetto di affidamento del servizio ad ICare società in house del Comune di Viareggio».
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