Il Tirreno

Versilia

Senza linea da 20 giorni E il ristorante perde tutti i clienti delle feste

di Melania Carnevali
Senza linea da 20 giorni E il ristorante perde tutti i clienti delle feste

Il telefono delle Gobbie fuori uso dal temporale dell’8 dicembre «Abbiamo fatto numerose segnalazioni, nessuno ci considera»

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STAZZEMA. Per mettersi in contatto con lui bisogna aspettare che scenda al paese più vicino: Arni. «Sì, sa, solo qui inizia a prendere il telefono». Al Passo del vestito, dove ha il suo ristorante, Le Gobbie, i cellulari sono un lusso da sempre. «La linea non è mai arrivata», spiega il titolare del locale, Giuseppe Rossi. È il bello della montagna. Da tre settimane però la pace delle Alpi Apuane è diventata un incubo. Nemmeno il vecchio telefono fisso funziona più. Colpa di un guasto, mai riparato. E quel posto immerso nel parco, punto di riferimento di escursionisti e semplici buongustai ad alta quota, è come se fosse sparito dai radar dei ristoranti.

Il titolare ha aspettato venti giorni. Telefonate dietro telefonate. Poi ha preso la macchina e ha inviato una mail ai giornali: «Aiutateci, siamo isolati».

«L’8 di dicembre – scrive il titolare nella mail –, a seguito di un piccolo temporale nella zona, abbiamo subito un danno alla linea telefonica fissa». Il telefono ha iniziato a non squillare più. Anche il Pos per il pagamento con il bancomat è andato fuori uso. Sono iniziate le segnalazione. Una dietro l’altra. Alla società di telefonia, ai carabinieri, anche al sindaco. «La prima segnalazione risale al 13 dicembre – ricostruisce il titolare del ristorante –, a quella ne sono seguite altre. Ma mai nessuno è intervenuto a riparare il guasto. Il sindaco non risponde, i carabinieri dicono che non è competenza loro. Cosa dobbiamo fare per essere aiutati?».

L’attività è completamente isolata da tre settimane. I clienti chiamano ma non trovano nessuno. «Ho perso tantissimi clienti – spiega il signor Rossi –. Tutti quelli di Natale e dei giorni precedenti. Tutte le feste. Quei pochi che sono venuti hanno avuto difficoltà a pagare perché non funziona nemmeno il bancomat. Abbiamo perso molto lavoro. Inoltre, in caso di emergenza, non possiamo neanche chiamare soccorsi». Il casolare dove è situato il ristorante è infatti a 2 chilometri dalle prime case. Oltre all’attività, lì, ci abitano tre persone, «di cui due anziani e una persona cardiopatica – incalza il ristoratore –. Cosa succede se queste persone hanno bisogno all’improvviso di un’ambulanza? Bisogna fare i segnali di fumo?».

«Il problema – lamenta Giuseppe Rossi – è che queste zone di montagna sono sempre abbandonate a sé. La noncuranza dei servizi primari e indispensabili per la vita quotidiana. È prassi e vergognosa normalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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