Contestato Priolo per la vendita dei parcheggi dei bagni
di Luca Basile
Il Comitato: «Siamo stupiti, pronti a opporci in ogni sede» Critiche al commissario prefettizio anche da parte del Pd
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PIETRASANTA. «Siamo stupiti e perplessi: dal Commissario prefettizio, durante un incontro in municipio, avevamo avuto tutt’altra impressione. Ma noi non ci arrendiamo». Il Comune inserisce nella lista triennale dei beni alienabili i parcheggi degli stabilimenti balneari e la replica del Comitato che si oppone, da tempo, all’asta, non tarda ad arrivare. «Nei prossimi giorni ci riuniremo e decideremo il da farsi. Premesso questo, quando parlammo con il Commissario Giuseppe Priolo ci era sembrato di capire che la questione sarebbe stata rimandata alla prossima amministrazione. Oggi, invece, veniamo a sapere che in bilancio sono state inserite, già nel 2018, importi relativi proprio alla vendita dei parcheggi. Un fatto è certo: su questo provvedimento pende un ricorso al Tar e questo non crediamo che sia un buon viatico per eventuali acquirenti. Ad ogni modo abbiamo intenzione di confrontarci, a breve, con cittadini, Comune e balneari: la nostra opposizione a questa decisione, voluta dall’ex amministrazione Mallegni, sarà senza sconti e in ogni sede» fanno sapere dal Comitato per la salvaguardia degli arenili che nei mesi scorsi ha raccolto oltre un migliaio di firme di cittadini contrari all’asta.
La decisione di Priolo di confermare la vendita viene criticata anche dal Pd. «Ci dispiace e confermiamo la nostra avversità politica e civica a una scelta che, se concretizzata determinerebbe la perdita di un bene e di una potenzialità per la fruizione e il futuro della nostra città. Ci fa piacere, invece, che dal piano delle alienazioni siano spariti il fabbricato Jamaica, la palazzina adibita ad uffici comunali di via Marconi e l’ex Incanto scelte che avevamo contestato alla giunta Mallegni e che di fatto si sono rivelate sbagliate anche da un punto di vista economico e strategico. Pensiamo che debba essere la cittadinanza – scrivono dal Pd – a dare la propria opinione sulla vendita. Lo scenario attuale vede una parte il Partito Democratico e tutte le forze politiche e civiche che si sono impegnate contro questa vendita, fino a presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato, dall’altra la destra pietrasantina che invece vuole svendere un bene inestimabile come la striscia di terreno che separa il viale litoraneo dalla spiaggia. Noi crediamo che quell’area debba rimanere di proprietà pubblica, ma non solo: pensiamo che per esempio nella zona di Tonfano si possa creare un percorso progettuale che preveda una passeggiata a mare con la riqualificazione dell’intera area in veste commerciale. Riteniamo inoltre che privare il Comune di un’entrata certa di circa 300 mila euro annui derivanti dal canone sia sbagliato. Ad oggi, fra l’altro, non è ancora chiaro il valore a base d’asta, infatti la precedente Giunta aveva fatto fare diverse perizie all’Agenzia delle Entrate, ma ancora non è stato stabilito con atto formale il valore. Sappiamo che il Commissario – aggiungono dal Pd – ha un ruolo tecnico e istituzionale, ed è proprio per questo motivo che forse sarebbe stato più opportuno, da parte sua, che soprassedesse; evidentemente il bilancio tanto sopravvalutato dalla ex giunta Mallegni non naviga in acque serene, al punto che per far tornare i conti, almeno formalmente, si deve ipotizzare la vendita dell’accesso al mare. Siamo propensi a pensare che i cittadini sapranno scegliere tra chi vuole proteggere e mantenere l’ambiente e chi lo vuole vendere».
Prima dell’asta serve, ovviamente, un bando: spetterà agli uffici comunali prepararlo. Restano da capire modalità e tempistiche.
La decisione di Priolo di confermare la vendita viene criticata anche dal Pd. «Ci dispiace e confermiamo la nostra avversità politica e civica a una scelta che, se concretizzata determinerebbe la perdita di un bene e di una potenzialità per la fruizione e il futuro della nostra città. Ci fa piacere, invece, che dal piano delle alienazioni siano spariti il fabbricato Jamaica, la palazzina adibita ad uffici comunali di via Marconi e l’ex Incanto scelte che avevamo contestato alla giunta Mallegni e che di fatto si sono rivelate sbagliate anche da un punto di vista economico e strategico. Pensiamo che debba essere la cittadinanza – scrivono dal Pd – a dare la propria opinione sulla vendita. Lo scenario attuale vede una parte il Partito Democratico e tutte le forze politiche e civiche che si sono impegnate contro questa vendita, fino a presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato, dall’altra la destra pietrasantina che invece vuole svendere un bene inestimabile come la striscia di terreno che separa il viale litoraneo dalla spiaggia. Noi crediamo che quell’area debba rimanere di proprietà pubblica, ma non solo: pensiamo che per esempio nella zona di Tonfano si possa creare un percorso progettuale che preveda una passeggiata a mare con la riqualificazione dell’intera area in veste commerciale. Riteniamo inoltre che privare il Comune di un’entrata certa di circa 300 mila euro annui derivanti dal canone sia sbagliato. Ad oggi, fra l’altro, non è ancora chiaro il valore a base d’asta, infatti la precedente Giunta aveva fatto fare diverse perizie all’Agenzia delle Entrate, ma ancora non è stato stabilito con atto formale il valore. Sappiamo che il Commissario – aggiungono dal Pd – ha un ruolo tecnico e istituzionale, ed è proprio per questo motivo che forse sarebbe stato più opportuno, da parte sua, che soprassedesse; evidentemente il bilancio tanto sopravvalutato dalla ex giunta Mallegni non naviga in acque serene, al punto che per far tornare i conti, almeno formalmente, si deve ipotizzare la vendita dell’accesso al mare. Siamo propensi a pensare che i cittadini sapranno scegliere tra chi vuole proteggere e mantenere l’ambiente e chi lo vuole vendere».
Prima dell’asta serve, ovviamente, un bando: spetterà agli uffici comunali prepararlo. Restano da capire modalità e tempistiche.
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