La protesta
Tutti d’accordo «Pronti a pagare per i nuovi vigili»
Gli imprenditori del turismo spiegano perché hanno aderito al progetto di Murzi: «La sicurezza è nel Dna del Forte»
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FORTE DEI MARMI . Forte dei Marmi c’è ancora, il paese di plastica e griffe sa reagire e recuperare. E non a caso lo fa in un luogo evocativo della sua storia turistica, quel vecchio Quarto Platano al Caffè Roma, dove, ieri mattina, le categorie e le associazioni turistico-economiche cittadine hanno voluto presentare, insieme, quanto stanno facendo per far recuperare al paese un’immagine di tranquillità e di sicurezza che ha nel suo Dna. Il “la” lo aveva dato il sindaco Bruno Murzi a ottobre, ma da allora il progetto ha trovato tanti e validi interpreti da far pensare che – per quanto i soldi necessari siano ancora in larga misura da raccogliere – si realizzerà certamente con l’arrivo dell’estate.
«Forte dei Marmi non è un paese qualsiasi e lo indicano la storia delle sue frequentazioni, il turismo balneare e la bellezza naturale – dice il presidente degli albergatori Paolo Corchia – e tutte le categorie, anzi tutta la comunità, adesso si unisce su un obiettivo di sicurezza di estremo rilievo in un momento storico come quello che viviamo dove la tranquillità è ormai strategica. Facendo nostro il progetto lanciato dal Comune e reso possibile dalla legge Minniti ci apriamo a una prospettiva a cui dovrebbe contribuire chiunque ama il nostro paese».
Tanti i balneari presenti e il presidente Francesco Mattugini lo ha sottolineato: «Come categoria sentiamo molto il problema (tant’è che i bagni da soli sosterranno quasi la metà della spesa, ndr) perché i nostri ospiti devono poter trascorrere le vacanze in tranquillità e sicurezza. Per noi balneari, poi, il progetto ha un valore particolare visto che negli ultimi vent’anni abbiamo dovuto fare i conti con tanti cambiamenti, tra cui una fenomenologia di venditori da spiaggia che rischia di affossare i nostri sforzi. Non sarà però un progetto oppressivo ma preventivo, senza inseguimenti o braccaggi per recuperare totalmente quel controllo del territorio che i comuni avevano allentato per difficoltà oggettive e di bilancio. Prima l’ex sindaco Buratti per la parte normativa, oggi in continuità il sindaco Murzi ha la possibilità di usare le nuove leggi per garantire nuove prospettive al nostro turismo e noi gli daremo una mano».
Obiettivi pienamente condivisi anche dai commercianti, sottolinea il presidente Alessandro Bindi «ma sarebbe opportuno che arrivassero, magari per il 2019, anche i contributi di chi affitta i fondi e le ville, perché il progetto sicurezza darà respiro anche a loro, che oggi non sono qui con noi». «Del resto dando un’immagine così rinnovata sul palcoscenico nazionale di luogo sicuro – sottolineato invece Fabrizio Larini di “Forte Forte tutto l’anno”– segneremo un rinnovamento epocale della nostra offerta». Un concetto in sintonia anche con quanto detto da Attilio Pagani, presidente del Centro commerciale naturale che non ha mancato di ricordare come il Ccn, negli anni scorsi, abbia fatto da apripista assoldando le guardie giurate per tutelare il centro storico. «Oggi ritroviamo un cardine dell’identità costitutiva di Forte dei Marmi e la sicurezza della vacanza è la pre-condizione per compiere tutti i passi futuri alla riscoperta della nostra offerta più tradizionale», chiosa infine Antonio Morini di Confcommercio. Insomma un’unità d’intenti davvero granitica che dopo quarant’anni dall’Interassociativa lascia ben sperare.
Ma come sono stati divisi in quote i 160 mila euro considerati il minimo necessario dal Comune? La risposta ce l’ha data Daniela Broch del Ccn: «Ogni associazione ha mobilitato tutti gli associati e la risposta non è mancata, anche se noi abbiamo quale difficoltà con i negozi griffati. Alcuni di loro ci hanno detto sì, ma per altri dovremo coinvolgere le sedi centrali e questo chiederà più tempo e lavoro». Anche l’ex assessore al turismo, Vasco Franceschi, è intervenuto sostenendo che: «Si deve coinvolgere chi affitta le case, ma visto che la sicurezza è un bene comune anche chi semplicemente viene dalle città e ama passeggiare o girare in bicicletta per il Forte».
Franco A. Calotti
«Forte dei Marmi non è un paese qualsiasi e lo indicano la storia delle sue frequentazioni, il turismo balneare e la bellezza naturale – dice il presidente degli albergatori Paolo Corchia – e tutte le categorie, anzi tutta la comunità, adesso si unisce su un obiettivo di sicurezza di estremo rilievo in un momento storico come quello che viviamo dove la tranquillità è ormai strategica. Facendo nostro il progetto lanciato dal Comune e reso possibile dalla legge Minniti ci apriamo a una prospettiva a cui dovrebbe contribuire chiunque ama il nostro paese».
Tanti i balneari presenti e il presidente Francesco Mattugini lo ha sottolineato: «Come categoria sentiamo molto il problema (tant’è che i bagni da soli sosterranno quasi la metà della spesa, ndr) perché i nostri ospiti devono poter trascorrere le vacanze in tranquillità e sicurezza. Per noi balneari, poi, il progetto ha un valore particolare visto che negli ultimi vent’anni abbiamo dovuto fare i conti con tanti cambiamenti, tra cui una fenomenologia di venditori da spiaggia che rischia di affossare i nostri sforzi. Non sarà però un progetto oppressivo ma preventivo, senza inseguimenti o braccaggi per recuperare totalmente quel controllo del territorio che i comuni avevano allentato per difficoltà oggettive e di bilancio. Prima l’ex sindaco Buratti per la parte normativa, oggi in continuità il sindaco Murzi ha la possibilità di usare le nuove leggi per garantire nuove prospettive al nostro turismo e noi gli daremo una mano».
Obiettivi pienamente condivisi anche dai commercianti, sottolinea il presidente Alessandro Bindi «ma sarebbe opportuno che arrivassero, magari per il 2019, anche i contributi di chi affitta i fondi e le ville, perché il progetto sicurezza darà respiro anche a loro, che oggi non sono qui con noi». «Del resto dando un’immagine così rinnovata sul palcoscenico nazionale di luogo sicuro – sottolineato invece Fabrizio Larini di “Forte Forte tutto l’anno”– segneremo un rinnovamento epocale della nostra offerta». Un concetto in sintonia anche con quanto detto da Attilio Pagani, presidente del Centro commerciale naturale che non ha mancato di ricordare come il Ccn, negli anni scorsi, abbia fatto da apripista assoldando le guardie giurate per tutelare il centro storico. «Oggi ritroviamo un cardine dell’identità costitutiva di Forte dei Marmi e la sicurezza della vacanza è la pre-condizione per compiere tutti i passi futuri alla riscoperta della nostra offerta più tradizionale», chiosa infine Antonio Morini di Confcommercio. Insomma un’unità d’intenti davvero granitica che dopo quarant’anni dall’Interassociativa lascia ben sperare.
Ma come sono stati divisi in quote i 160 mila euro considerati il minimo necessario dal Comune? La risposta ce l’ha data Daniela Broch del Ccn: «Ogni associazione ha mobilitato tutti gli associati e la risposta non è mancata, anche se noi abbiamo quale difficoltà con i negozi griffati. Alcuni di loro ci hanno detto sì, ma per altri dovremo coinvolgere le sedi centrali e questo chiederà più tempo e lavoro». Anche l’ex assessore al turismo, Vasco Franceschi, è intervenuto sostenendo che: «Si deve coinvolgere chi affitta le case, ma visto che la sicurezza è un bene comune anche chi semplicemente viene dalle città e ama passeggiare o girare in bicicletta per il Forte».
Franco A. Calotti
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