Il Tirreno

Versilia

COSÌ SI FERMA QUEL VIRUS PERICOLOSO

di DON BRUNO FREDIANI

Nella discussione circa l’utilità dei vaccini per prevenire malattie, si è parlato di immunità di gregge. Vuol dire che una popolazione cessa di essere esposta al rischio quando una sua quota...

2 MINUTI DI LETTURA





Nella discussione circa l’utilità dei vaccini per prevenire malattie, si è parlato di immunità di gregge. Vuol dire che una popolazione cessa di essere esposta al rischio quando una sua quota rilevante, almeno il 95%, è coperta dai rimedi. Quanto è coperta, oggi, la popolazione italiana ed europea rispetto al ritorno su vasta scala del virus del nazifascismo che ha già tristemente sperimentato nella prima metà del secolo passato? A distanza di 70 anni, le difese del gregge sono cresciute o calate? Non ci sono statistiche al riguardo, ma di fronte al marasma politico nel quale le posizioni estreme si rincorrono nel segno del populismo demagogico, lo spazio per l’estremismo nero sembra allargarsi e sono sempre più numerosi luoghi e circostanze in cui gli adepti prendono la parola, compiono atti e adottano strumenti e metodi della vecchia maniera. Questo fascismo è in Italia e in vari paesi europei e non solo, negli enunciati della crociata sovranista contro l’invasione degli “altri”, i diversi, gli immigrati. L’impressione è che l’immunità di gregge si è indebolita e che la democrazia è esposta al contagio di rischi già corsi.

In tutto il corso repubblicano la scuola non ha fatto abbastanza, perché i programmi di studio raramente sono arrivati ai periodi più recenti. Lo stesso antifascismo militante si è fermato quasi esclusivamente alla propria apologia. Non è diventato cultura diffusa. È mancata una vera promozione dei valori etico-culturali, specie tra i giovani, ai quali non sono stati forniti criteri di discernimento storico-politico. Della Costituzione si è sottolineato il carattere antifascista, ma non si è messo a fuoco il significato di proposta autonoma e originale volta non solo a contrastare ma soprattutto a superare le tentazioni di un nuovo fascismo. Bisogna studiare bene il fascismo nelle sue motivazioni e manifestazioni, per vincere il qualunquismo e far risaltare il valore di un approdo democratico come base di confronto e intesa su valori condivisi. Parlando ai ragazzi a scuola e in parrocchia l’attenzione cresce quando si segnalano le differenze tra fascismo e democrazia. Quando si spiega, ad esempio, che quelli che oggi sono riconosciuti come diritti allora erano considerati delitti. Se si inizia da qui, i ragazzi non si annoiano.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa