Il Tirreno

Versilia

Risarcimento per il tenore Voleri

Risarcimento per il tenore Voleri

La Fondazione Pucciniano disponibile a pagare in vista del processo a febbraio

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TORRE DEL LAGO. La prima udienza del processo è fissata per il 7 febbraio al tribunale di Lucca. I fatti sono quelli dell’estate 2015, relativi all’incidente in palcoscenico che causò il ricovero in ospedale del tenore livornese Marco Voleri e che oggi vede a giudizio il giudizio Alberto Veronesi, presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Uberto Bonetti (costruttore del montacarichi che crollò e sul quale era seduto in scena durante la rappresentazione il tenore) ed Adalgisa Mazza (ex presidente della Fondazione Festival Pucciniano). Ieri l’annuncio - per voce dell’avvocato Fabrizio Miracolo, codifensore di Veronesi insieme all’avvocato Riccardo Carloni - della transazione possibile con le Generali, assicurazione della Fondazione Festival Pucciniano. Disponibile a pagare qualche centinaio di migliaia di euro all’artista, per un risarcimento - sottolinea l’avvocato Miracolo - «che comporta la rinuncia della costituzione di parte civile da parte dello stesso Voleri» oltre che «la cessione dei diritti nei confronti dei corresponsabili civili». Una trattativa che Miracolo sottolinea di aver condotto «gratuitamente. Tutto a mie spesi, compresi i viaggi», numerosi, a Milano. «Una scelta che ho fatto per il buon nome della Fondazione e dell’amministrazione comunale», ci tiene a sottolineare Miracolo. Che aggiunge: «Ed il mio ufficio sarà svolto ancora gratuitamente anche in seguito, se malauguratamente fosse necessario».

Il tenore Voleri è difeso dall’avvocato Barbara Zanieri. La quale sottolinea con forza: «Il mio cliente non ha ancora firmato niente. Abbiamo la proposta di transazione inviata dalle Generali e la persona che per l’assicurazione ha seguito la pratica sarà in ferie fino all’otto gennaio. C’è una trattativa in corso, noi valutiamo la proposta che abbiamo ricevuto».

Dal canto suo l’avvocato Carloni, il cui studio si occupa ormai da anni di questioni legate alla sicurezza sul lavoro, ricorda: «C’è un danno che deve essere risarcito, e questo è oggettivo. Cosa diversa è la colpa data al datore di lavoro che era lì da 20 giorni (Veronesi era appena stato nominato dal sindaco Del Ghingaro, ndr) e viene accusato di aver dovuto controllare ogni vite di un macchinario che veniva usato per tre minuti ed era stato acquistato tre anni prima». (d.f.)

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