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Nel giornale della chiesa l'invito ai fedeli: «Attenti al virus del nazifascismo»

di Cesare Bonifazi
Nel giornale della chiesa l'invito ai fedeli: «Attenti al virus del nazifascismo»

A Massarosa appare un articolo nella pubblicazione della parrocchia in cui i preti invitano  a ripudiare i valori del Ventennio

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MASSAROSA. Da Massarosa si alza un’altra voce contro il fascismo. Questa volta è la chiesa a muoversi. Dopo la mozione votata dal consiglio comunale per cui verrà chiesta una dichiarazione apposita per la concessione degli spazi pubblici, nel giornalino della parrocchia i preti invitano a ripudiare le idee del Ventennio e ad abbracciare gli ideali dell’accoglienza e dell’integrazione, anche nei confronti dei migranti.

Don Giorgio, don Bruno e don Michelangelo infatti hanno provato con un trafiletto a dare un significato all'insegnamento dell’inclusione “ama il prossimo tuo come te stesso”. E proprio perché Maria e Giuseppe nel Vangelo secondo Matteo devono scappare in Egitto per sfuggire alla strage degli innocenti, il messaggio cristiano invita a guardare con indulgenza e misericordia coloro che scappano dalla guerra.

Si chiama “Il vaccino della storia” l’intervento scritto da don Bruno nel giornalino: «Ho unito due dei grandi temi che infiammano le discussioni in questo periodo: i vaccini e l’antifascismo - spiega il parroco - partendo dall’idea della copertura vaccinale, ho introdotto l’idea della recrudescenza del virus del nazifascismo che abbiamo già tristemente sperimentato nella prima metà del secolo passato e mi sono chiesto: a distanza di settanta anni, le difese del “gregge” sono cresciute o diminuite?».

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Un pensiero che è stato condiviso anche da don Giorgio, titolare della parrocchia di Massarosa, il quale ha appoggiato in pieno l’idea di don Bruno: «La scelta dell’incarnazione del Padre eterno è accoglienza e integrazione - spiega don Giorgio - Le altre visioni sono semplicemente poco intelligenti. I rigurgiti sono estesi a tutta Italia ma anche nella nostra piccola comunità ci sono esempi - dice - è capitato per esempio che alcune persone abbiano fatto sfilate notturne. Liberissimi, ma i valori cristiani sono altri e noi la pensiamo diversamente. Con questo noi non vogliamo fare politica ma dare un messaggio religioso».

In alcune strutture della parrocchia sono ospitati alcuni dei richiedenti asilo. E, proprio in tema di accoglienza, in alcuni passaggi del giornalino si fa riferimento proprio all’immigrazione. «Questo fascismo è in Italia negli enunciati della crociata “sovranista” contro l’invasione degli altri, i diversi, gli immigrati. L’impressione è che l’immunità di gregge si sia indebolita e che la democrazia sia esposta al contagio di rischi già corsi - si legge - In tutto il corso repubblicano la scuola non ha fatto abbastanza, perché i programmi di studio raramente sono arrivati ai periodi recenti. Lo stesso antifascismo militante si è fermato quasi esclusivamente alla propria apologia. Non è diventato cultura diffusa. È mancata una vera e propria promozione dei valori, specie tra i giovani, ai quali non sono stati forniti criteri di discernimento. Della Costituzione si è sottolineato il carattere antifascista, ma non si è messo a fuoco sufficientemente il significato di proposta autonoma volta non solo a contrastare, ma anche soprattutto a superare le tentazioni di un nuovo fascismo».

La tentazione cui pure Cristo fu sottoposto da Satana. E se Gesù rispose «Non di solo pane vivrà l’uomo», a Massarosa si scrive «Bisogna studiare bene il fascismo nelle sue motivazioni e manifestazioni per vincere il qualunquismo e far risaltare il valore di un approdo democratico come base di confronto e di intesa su valori condivisi. Parlando ai ragazzi l’attenzione cresce quando si segnalano le differenze tra il fascismo e la democrazia. Quando si spiega che quelli che oggi sono riconosciuti come diritti allora erano considerati delitti. Se si comincia da qui, i ragazzi non si annoiano».

Ma non tutti hanno preso bene queste parole tanto da criticarle si gruppi Facebook di Massarosa e definendole «fogli creati ad arte per inculcare una certa politica devastante ai ragazzi al di fuori e contro il contesto storico e culturale dei fatti».


 

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