Sicurezza
Viareggio, maxi-risarcimento alla famiglia Ratti
Cristiano morì in un incidente travolto da un pirata della strada. Oltre un milione di euro non ancora versati perché la sentenza è stata impugnata
VIAREGGIO. Esistono dei vuoti che non si riescono mai a riempire: il dolore di una donna che perde contemporaneamente il proprio amore e il padre di suo figlio è uno di questi. È quello che è accaduto alla vedova di Cristiano Ratti, un ragazzi di 31 anni che ha perso la vita in un incidente stradale a Bicchio nel maggio del 2009.
Dal 30 maggio del 2009 i familiari di Cristiano sono in attesa che il pirata della strada che lo ha investito si costituisca. E invece ad oggi nessuno si è mai presentato, malgrado i numerosi appelli.
Ma finalmente giustizia è fatta: il Tribunale di Lucca ha emesso una sentenza con la quale ha riconosciuto il risarcimento da circa un milione e 600mila euro ai parenti della vittima. Non solo alla giovane vedova ed al figlio, all'epoca del fatto di soli 18 mesi, ma a tutta la famiglia d’origine: madre, padre, fratello, sorella, nipotina e nonna.
Otto anni per avere giustizia e da parte del Fondo di garanzia per le vittime della strada che peraltro è ancora incerto in quanto la sentenza è stata impugnata e quindi è al vaglio della corte d’appello di Firenze.
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«In appello la famiglia Ratti deve lottare per avere definitivamente giustizia - dice il legale Maurizio Giorgi - cosa che ha cercato di ottenere anche bonariamente in tutti questi anni manifestando sempre interesse ad accettare somme di risarcimento ben inferiori a quelle adesso riconosciutegli dal tribunale di Lucca e che la compagnia non ha mai inteso offrire (nonostante ben 3 provvisionali emesse da diversi Giudici di primo grado l'avessero già condannata a pagare). Si pensi che pur di chiudere rapidamente questa dolorosa vicenda - conclude - tutti i parenti della vittima Ratti avrebbero accettato somme minime purché di pronta soluzione».
Tutto risale a otto anni fa: Cristiano era in sella al suo scooter e stava tornando intorno alle 21 da Torre del Lago a casa seguito in auto dalla moglie Valentina e dal figlio Samuele. Arrivato in prossimità del quartiere Bicchio è stato urtato da una Renault Twingo che l'ha fatto cadere a terra, l'auto è poi finita contro una Smart sulla quale viaggiavano una coppia di fidanzati che rimasero illesi che proseguiva nel senso opposto di marcia . L'auto investitrice si è poi allontanata a folle velocità facendo perdere le tracce.
Gli agenti della polizia municipale che intervennero per effettuare i rilievi raccolsero anche alcuni frammenti di un’auto, verosimilmente quella della macchina pirata, che sembrava potesse essere utile per risalire al proprietario.
Furono controllate diverse carrozzerie, non solo in Versilia, ma anche fuori zona ma ad oggi, come detto, non è stato possibile identificare il pirata della strada, che a distanza di tanti anni non ha mai dimostrato un segno di pentimento rimanendo nel silenzio più totale.
Nel corso di questi anni i familiari, in testa Emiliana Simonetti (la mamma di Cristiano), si sono battuti affinché chi ha provocato la sua morte potesse essere smascherato e pagare. Nello stesso tempo sono state organizzate dagli amici di Cristiano anche numerose iniziative per ricordarlo, sperando che l'investitore, almeno per coscienza o rimorso, anche a distanza di tanto tempo potesse prendersi la responsabilità di quello che è accaduto in quel maledetto sabato 30 maggio del 2009.
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