Gioco
Via ai brindisi al Ponce ma la festa sarà blindata
di Luca Basile
Stop alla vendita di alcolici alle 2 e new jersey piazzati lungo le vie d’accesso Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla tradizione pietrasantina della Vigilia
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PIETRASANTA. Nel cuore pulsante della festa, il centro storico, sono attese oltre 5 mila persone. Una fiumana di anime che per “smaltire” il cenone della Vigilia si ritroveranno questa notte in piazza Duomo e dintorni per consumare un rito, quello del Camel Ponce, che fa tendenza e volume. Di affari e di ressa. E che forse, mai come quest’anno, sarà blindato per tutta una serie di prescrizioni per motivi di sicurezza.
Le origini. Della goliardia paesana di una volta, a dire il vero, è rimasto ben poco: il Camel Ponce fra gli anni 70 e gli anni 80 vedeva infatti protagonisti poche decine di persone che, scendendo da Seravezza a Pietrasanta, alla guida di vespe e motorini, facevano tappa in ogni bar aperto che incontravano lungo la strada bevendo un bicchierino di ponce al mandarino.
L’approdo finale, da tradizione, era al bar Michelangelo di piazza Duomo, da Sirio, autentica icona inimitabile della Pietrasanta di una volta. Oggi la “paternità” del Camel Ponce è rivendicata da molti, una sorta di brevetto immaginario che fa affiorare, di tanto in tanto, la nostalgia per quei giorni.
L’evento e il meteo. Nel 2017 ritrovarsi in piazza Duomo, la notte di Natale, fa quasi tendenza: perché non sono solo i versiliesi ad affollare il perimetro nobile racchiuso fra le mura cittadine, ma anche persone provenienti da altre città.
In fondo il Camel Ponce è una manifestazione spontanea che nessuno organizza e che, sul passaparola, è diventato un vero e proprio evento. Ci si ritrova in piazza Duomo e nelle strade vicine, si beve il ponce caldo, e non solo. E poi baci, abbracci, scambi di auguri, bicchierini, di plastica, sollevati per brindare al cielo – che si spera stellato anche se le previsioni lasciano in scia qualche incertezza – e così via, fino a quando non saranno il freddo e la stanchezza a prendere il sopravvento. E a svuotare il centro storico anche se qualcuno proverà a resistere fino alle prime luci dell’alba.
Orari. Negli ultimi giorni c’è stata una dura polemica fra i bar e il Comune: la decisione del commissario prefettizio, Giuseppe Priolo, di anticipare lo stop alla somministrazione di alcolici (non più alle 3 del mattino, ma alle 2) ha innescato la dura replica degli esercenti inizialmente intenzionati a non collaborare alle spese legate all’evento. Spese che si traducono in un contributo fra i 30 e i 50 euro a locale per il posizionamento di wc chimici e di un maggiore numero di cassonetti.
Alla fine la querelle si è ricomposta: lo stop resta fissato per le 2 ma c’è chi auspica, sempre fra gli esercenti, un minimo di tolleranza, anche se i bar potranno restare aperti fino alle 4 del mattino. Per accogliere non solo giovani e giovanissimi, ma anche famiglie e anziani, perché al Camel Ponce la partecipazione non ha età.
I divieti. I fatti gravi di Torino e le prescrizioni legate alla prevenzione di atti di terrorismo hanno modificato, nel breve volgere di un anno, gli scenari in chiave sicurezza: premessi i new jersey posizionati all’altezza degli accessi principali.
Il Comune, tramite un bando, ha affidato il controllo sempre dei varchi d’ingresso al centro città ad una società, la Sgs, che impegnerà una ventina di addetti, ovviamente riconoscibili con una pettorina, per impedire che vengano portate in piazza e dintorni bottiglie di vetro.
Sempre per lo stesso motivo i bar dovranno somministrare il ponce in bicchierini di plastica. Il costo per ogni consumazione compreso fra i 2 euro e cinquanta centesimi e i 3 euro. Non saranno ammessi i baldacchini di vendita esterni, mentre sarà operativo un presidio di coordinamento, in piazza Duomo per allertare, in caso di necessità, l’intervento del 118 e ancora di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e polizia municipale. Le forze dell’ordine sono quindi allertate per eventuali problemi durante al serata.
«Ben venga la festa, ma non saranno tollerati gli eccessi. La priorità è garantire la sicurezza e il decoro della città», hanno fatto sapere negli ultimi giorni dal Comune.
Ma il Camel Ponce, poco apprezzato, sicuramente, da chi si reca alla Messa di mezzanotte in Duomo e dai residenti, vive da sempre della sua allegra ressa festaiola. E di brindisi urlati al cielo...lassù.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le origini. Della goliardia paesana di una volta, a dire il vero, è rimasto ben poco: il Camel Ponce fra gli anni 70 e gli anni 80 vedeva infatti protagonisti poche decine di persone che, scendendo da Seravezza a Pietrasanta, alla guida di vespe e motorini, facevano tappa in ogni bar aperto che incontravano lungo la strada bevendo un bicchierino di ponce al mandarino.
L’approdo finale, da tradizione, era al bar Michelangelo di piazza Duomo, da Sirio, autentica icona inimitabile della Pietrasanta di una volta. Oggi la “paternità” del Camel Ponce è rivendicata da molti, una sorta di brevetto immaginario che fa affiorare, di tanto in tanto, la nostalgia per quei giorni.
L’evento e il meteo. Nel 2017 ritrovarsi in piazza Duomo, la notte di Natale, fa quasi tendenza: perché non sono solo i versiliesi ad affollare il perimetro nobile racchiuso fra le mura cittadine, ma anche persone provenienti da altre città.
In fondo il Camel Ponce è una manifestazione spontanea che nessuno organizza e che, sul passaparola, è diventato un vero e proprio evento. Ci si ritrova in piazza Duomo e nelle strade vicine, si beve il ponce caldo, e non solo. E poi baci, abbracci, scambi di auguri, bicchierini, di plastica, sollevati per brindare al cielo – che si spera stellato anche se le previsioni lasciano in scia qualche incertezza – e così via, fino a quando non saranno il freddo e la stanchezza a prendere il sopravvento. E a svuotare il centro storico anche se qualcuno proverà a resistere fino alle prime luci dell’alba.
Orari. Negli ultimi giorni c’è stata una dura polemica fra i bar e il Comune: la decisione del commissario prefettizio, Giuseppe Priolo, di anticipare lo stop alla somministrazione di alcolici (non più alle 3 del mattino, ma alle 2) ha innescato la dura replica degli esercenti inizialmente intenzionati a non collaborare alle spese legate all’evento. Spese che si traducono in un contributo fra i 30 e i 50 euro a locale per il posizionamento di wc chimici e di un maggiore numero di cassonetti.
Alla fine la querelle si è ricomposta: lo stop resta fissato per le 2 ma c’è chi auspica, sempre fra gli esercenti, un minimo di tolleranza, anche se i bar potranno restare aperti fino alle 4 del mattino. Per accogliere non solo giovani e giovanissimi, ma anche famiglie e anziani, perché al Camel Ponce la partecipazione non ha età.
I divieti. I fatti gravi di Torino e le prescrizioni legate alla prevenzione di atti di terrorismo hanno modificato, nel breve volgere di un anno, gli scenari in chiave sicurezza: premessi i new jersey posizionati all’altezza degli accessi principali.
Il Comune, tramite un bando, ha affidato il controllo sempre dei varchi d’ingresso al centro città ad una società, la Sgs, che impegnerà una ventina di addetti, ovviamente riconoscibili con una pettorina, per impedire che vengano portate in piazza e dintorni bottiglie di vetro.
Sempre per lo stesso motivo i bar dovranno somministrare il ponce in bicchierini di plastica. Il costo per ogni consumazione compreso fra i 2 euro e cinquanta centesimi e i 3 euro. Non saranno ammessi i baldacchini di vendita esterni, mentre sarà operativo un presidio di coordinamento, in piazza Duomo per allertare, in caso di necessità, l’intervento del 118 e ancora di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e polizia municipale. Le forze dell’ordine sono quindi allertate per eventuali problemi durante al serata.
«Ben venga la festa, ma non saranno tollerati gli eccessi. La priorità è garantire la sicurezza e il decoro della città», hanno fatto sapere negli ultimi giorni dal Comune.
Ma il Camel Ponce, poco apprezzato, sicuramente, da chi si reca alla Messa di mezzanotte in Duomo e dai residenti, vive da sempre della sua allegra ressa festaiola. E di brindisi urlati al cielo...lassù.
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