Sicurezza
la storia/2
Si rovinano con le finanziarie per viaggi, auto e cellulari
VIAREGGIO. Finiscono in bolletta per acquistare viaggi, auto, cellulari. Ma anche per dei frigoriferi. Il sogno della società dei consumi, che definisce la persona in base a quello che compra, oggi...
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VIAREGGIO. Finiscono in bolletta per acquistare viaggi, auto, cellulari. Ma anche per dei frigoriferi. Il sogno della società dei consumi, che definisce la persona in base a quello che compra, oggi si rompe facilmente: basta una società finanziaria troppo disponibile nel concedere il prestito e il sistema salta. Perché la rata che sembrava agevole in realtà va ad aggiungersi alle altre. Mandando in crisi l’intera economia familiare.
Uno dei casi classici di chi si rivolge allo sportello anti-usura è un fenomeno sociologico, più che economico. I beni non indispensabili, almeno teoricamente, lo sono agli occhi degli altri: perciò la famiglia decide di indebitarsi, pur di garantirsi un viaggio in una meta tropicale, l’ultimo modello di smartphone o Iphone o un modello di auto particolarmente scattante. C’è chi giura che il fine di tutto non sia godersi il bene in sé, ma mostrarlo. Un po’ la vecchia storia dell’uomo comune che prima di fare l’amore con la superattrice le spiega: «Dimmi che posso raccontarlo, altrimenti non vale nemmeno la pena farlo».
Fatto sta che ancora oggi ci sono società finanziarie che affiancano i venditori in maniera un po’ troppo disinvolta. Il patto con il cliente finisce per strangolarlo. A quel punto, per pagare e tenersi il bene, evitando quindi che sia pignorato, si valutano tutte le strade. Anche le peggiori. (m.t.)
Uno dei casi classici di chi si rivolge allo sportello anti-usura è un fenomeno sociologico, più che economico. I beni non indispensabili, almeno teoricamente, lo sono agli occhi degli altri: perciò la famiglia decide di indebitarsi, pur di garantirsi un viaggio in una meta tropicale, l’ultimo modello di smartphone o Iphone o un modello di auto particolarmente scattante. C’è chi giura che il fine di tutto non sia godersi il bene in sé, ma mostrarlo. Un po’ la vecchia storia dell’uomo comune che prima di fare l’amore con la superattrice le spiega: «Dimmi che posso raccontarlo, altrimenti non vale nemmeno la pena farlo».
Fatto sta che ancora oggi ci sono società finanziarie che affiancano i venditori in maniera un po’ troppo disinvolta. Il patto con il cliente finisce per strangolarlo. A quel punto, per pagare e tenersi il bene, evitando quindi che sia pignorato, si valutano tutte le strade. Anche le peggiori. (m.t.)
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