Attenzione
in consiglio
C’è il Regolamento dei beni confiscati
Non potranno essere destinati alle scuole e saranno anche vendibili
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VIAREGGIO. Approvato dal consiglio comunale, in una seduta burrascosa, il Regolamento per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia (e alle mafie). Seduta che ha visto l’assenza degli assessori, compreso quello competente che è Maurizio Manzo, e nel corso della quale la capogruppo Cinque stelle si è sentita dare dell’«emerita ignorante» dal capogruppo della lista “Viareggio tornerà bellissima”, Riccardo Pieraccini. Pacilio è stata duramente attaccata dalla maggioranza e dallo stesso sindaco Giorgio Del Ghingaro nel corso della presentazione degli emendamenti elaborati dal Movimento sulla base dell’esperienza di regolamenti analoghi nel resto d’Italia. Pietra dello scandalo è stata la considerazione, fatta da Pacilio, per cui «se ci sono i beni confiscati, allora la mafia esiste anchea Viareggio. Una città la cui situazione deve essere tutelata al massimo perché ci sono tanti beni appetibili per tanti aspetti».
Duri i toni del sindaco: «Pacilio non si permetta di fare illazioni o allusioni rispetto all’atteggiamento di legalità e trasparenza che ha la nostra maggioranza. Provvederò a sbobinare quanto ha detto e ad inoltrare alle autorità competenti».
È finita come per colui che volle fare dispetto alla moglie: tutti gli emendamenti di Pacilio sono stati respinti. Compreso quello che destinava anche agli Istituti scolastici della città i beni sottratti alla criminalità organizzata; e l’altro con il quale si chiedeva di cancellare dal testo messo a punto dalla presidente della commissione “Legalità”, Chiara Consani (Lista Del Ghingaro) la possibilità di ritorno dei beni alla apposita Agenzia nazionale: «Ogni volta che un bene confiscato torna all’Agenzia - sono le parole di Pacilio - è una sconfitta per la collettività». Il Movimento Cinque stelle, che non ha votato il testo messo a punto dalla maggioranza, chiedeva inoltre di non considerare l’ipotesi di vendita dei beni stessi, «per evitare il meccanismo dei prestanomi», per cui finisce che i titolari dei beni riacquistano ciò che gli inquirenti hanno loro tolto. Solidarietà alla consigliera Pacilio è arrivata dai colleghi Stefano Pasquinucci (Gruppo misto), Massimiliano Baldini (Movimento cittadini), Luca Poletti (Pd). (d.f.)
Duri i toni del sindaco: «Pacilio non si permetta di fare illazioni o allusioni rispetto all’atteggiamento di legalità e trasparenza che ha la nostra maggioranza. Provvederò a sbobinare quanto ha detto e ad inoltrare alle autorità competenti».
È finita come per colui che volle fare dispetto alla moglie: tutti gli emendamenti di Pacilio sono stati respinti. Compreso quello che destinava anche agli Istituti scolastici della città i beni sottratti alla criminalità organizzata; e l’altro con il quale si chiedeva di cancellare dal testo messo a punto dalla presidente della commissione “Legalità”, Chiara Consani (Lista Del Ghingaro) la possibilità di ritorno dei beni alla apposita Agenzia nazionale: «Ogni volta che un bene confiscato torna all’Agenzia - sono le parole di Pacilio - è una sconfitta per la collettività». Il Movimento Cinque stelle, che non ha votato il testo messo a punto dalla maggioranza, chiedeva inoltre di non considerare l’ipotesi di vendita dei beni stessi, «per evitare il meccanismo dei prestanomi», per cui finisce che i titolari dei beni riacquistano ciò che gli inquirenti hanno loro tolto. Solidarietà alla consigliera Pacilio è arrivata dai colleghi Stefano Pasquinucci (Gruppo misto), Massimiliano Baldini (Movimento cittadini), Luca Poletti (Pd). (d.f.)
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