Il Tirreno

Versilia

Responsabile demansionata La Pluriservizi deve risarcire

di Cesare Bonifazi
Responsabile demansionata La Pluriservizi deve risarcire

L’azienda partecipata dovrà restituire 40mila euro alla funzionaria delle farmacie comunali  Il fatto è avvenuto nel 2010, c’era stato un tentativo di conciliazione nel 2015. Adesso la sentenza

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CAMAIORE. Il giudice di Lucca ha stabilito che la società Pluriservizi dovrà risarcire circa 40mila euro per il periodo in cui Graziella Mei, la responsabile della gestione delle farmacia comunali, è stata demansionata. È solo l’ultimo capitolo delle vicissitudini dell’azienda camaiorese controllata dal Comune che ha visto negli ultimi mesi prima il licenziamento di due dipendenti, accusati di aver abusato dei permessi concessi dalla legge 104 e dal congedo per malattia, e poi l’allontanamento per contratto nullo di un dipendente impiegato nel settore funerario dell’azienda.

La vicenda risale al 12 gennaio 2010, sotto la presidenza Orsi. La dottoressa in questione era responsabile di una della farmacie comunali ma gestiva l’intero settore Farmacie dell’azienda. Oltre ad avere la propria attività produttiva quindi, aveva responsabilità su tutto il comparto delle farmacie: l’organizzazione dei orari e della funzionalità delle diverse strutture.

Il demansionamento riguarda proprio questa funzione: l’amministrazione, forte di un parere tecnico esterno, aveva deciso di togliere Graziella Mei da questa funzione di coordinamento. Secondo l’amministrazione l’idea era quella di rendere autonome le singole farmacie sotto il profilo organizzativo. Ogni responsabile poteva gestire per conto proprio la farmacia. Questo comportò in effetti un cambio nel ruolo ricoperto dalla dipendente che si vide di fatto, togliere quella funzione. La dottoressa, difesa in tribunale dall’avvocato Giulio Guarnieri, contestava il fatto che ormai quelle funzioni erano acquisite nella sua figura professionale, e della relativa indennità per la funzione svolta, e ha attivato il ricorso.

Dopo circa un anno ci fu il reintegro nelle proprie mansioni perché si appellò all’articolo 700 del codice di procedura civile e chiese al giudice provvedimenti d'urgenza che lo accordò.

Negli anni ci sono stati tentativi di conciliazione, previsti anche dalla legge, in cui la responsabile fece proposte di transazione che vennero rifiutata. L’azienda pensò al tempo di affidarsi al giudice: sarebbe stata una sentenza a decidere se aveva ragione la dottoressa o la Pluriservizi. Il giudice nella sentenza di inizio mese ha deciso che effettivamente quella riorganizzazione era per la dottoressa un vero e proprio demansionamento. Nella sentenza però non è previsto il ripristino nelle proprie funzioni perché, come detto, è ritornata a svolgere il proprio lavoro prima della riorganizzazione.

A distanza di qualche anno quindi il giudice ha dichiarato che quello avvenuto era in tutto e per tutto un demansionamento liquidando con 40mila euro di rimborso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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