Gioco
L’ombra dei soldi falsi sullo shopping di Natale
Si moltiplicano i casi di banconote falsificate utilizzate nei negozi Le associazioni di categoria: «Dotarsi dei rilevatori di autenticità»
VIAREGGIO. Il periodo del Natale è considerabile rosso, non solo nel calendario ma anche per quanto riguarda la circolazione di denaro falso nel mercato dei regali natalizi. E malgrado molti negozi abbiano lo scanner per il controllo della validità dei soldi presentati alla cassa e Banca d’Italia abbia riscontrato una flessione generalizzata in tutta Italia, il fenomeno è tutt’altro che sparito e coinvolge 74.424 banconote in tutto il territorio nazionale.
Il caso viareggino. Proprio nei giorni scorsi - in pieno shopping natalizio - alcune attività viareggine si sono viste consegnare banconote contraffate. Questo a dimostrare che il fenomeno, al di là delle statistiche ufficiali, ha ancora una discreta diffusione anche sul nostro territorio. Anche perché in molti - per evitare lunghe trafile burocratiche - preferiscono non denunciare di essere stati truffati da qualche falsario.
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Proprio le associazioni di categoria, come Confcommercio e Confesercenti, consigliano sempre, per scongiurare il pericolo, di dotarsi di dispositivi per la certificazione immediata della banconote. «Da quando ho il dispositivo - spiega Piero Bertolani - non mi è più capitato di ricevere soldi falsi. Ormai sono due anni che non succede».
Racconto simile anche quello di Esmeralda Giampaoli di Confesercenti che parla di «un’usanza sempre meno frequente». Ma non completamente sparita.
I consigli di Banca d’Italia. «Chi per lavoro maneggia molte banconote - spiegano dalla Banca d’Italia - può aiutarsi a riconoscere i falsi con speciali verificatori ma anche chi vuol evitare di cadere in una truffa può, con pochi soldi, evitare ogni rischio: in vendita ci sono gli “eurotester” ovvero pennarelli che lasciano il segno solo sui falsi o penne con raggi ultravioletti che “illuminano” le banconote».
Cosa si può fare. Se capita di ricevere una banconota falsa è rischioso metterla di nuovo in circolo perché la legge, infatti, punisce «con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 1.032 euro» chiunque «spende, o mette altrimenti in circolazione monete contraffatte o alterate pur se da lui ricevute in buona fede». Ovviamente, se chi ha ricevuto il denaro contraffatto lo “spaccia” ignorando che lo sia, non c'è reato perché manca l'elemento psicologico. Si può invece senza rischi riportare la banconota in banca o in un ufficio postale: il valore dei soldi non sarà restituito.
I numeri. Secondo lo studio compiuto da Roma, se da una parte le monete sono praticamente impossibili da ricreare, dall’altra i tagli da 20 euro e da 50 euro hanno continuato a essere i più falsificati. In particolare, nel primo semestre del 2017 il taglio da 20 euro è risultato il più contraffatto (47,6 per cento del totale; 44,8 per cento nel secondo semestre del 2016) seguito dalla banconota 50 euro (37 per cento; 34,6 per cento nel secondo semestre del 2016). I falsi di questi due tagli costituiscono complessivamente l’84,6 per cento degli esemplari ritirati in Italia.
I nuovi soldi. Per ovviare a questo, è stata emessa una nuova banconota da 50 euro che è entrata in circolazione il 4 aprile scorso. «Come avvenuto in preparazione dell’emissione delle banconote da 5 euro, 10 euro e 20 euro della “serie Europa” - spiega l’istituto statale - la Banca d’Italia accompagna l’entrata in circolazione del nuovo biglietto con iniziative di comunicazione sulle caratteristiche di sicurezza rafforzate della nuova serie, per agevolare il riconoscimento dei biglietti falsi e il loro ritiro dalla circolazione».
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