Sicurezza
viareggio
Si spacciò per il re della nautica Fulvio Codecasa per rifilare 500 euro falsi a una pizzeria: condannato
di Claudio Vecoli
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L'imprenditore della nautica Fulvio CodecasaFra i colpi messi a segno anche quelli ai danni di una boutique della Passeggiata e a un negozio di alimentari a Piano del Quercione
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VIAREGGIO. Per piazzare alcuni pezzi da 500 euro falsi aveva escogitato una serie di trucchi. Alcuni dei quali a dir poco ingegnosi. Il giochetto è andato avanti per qualche tempo. Fino a quando i carabinieri del nucleo operativo non hanno deciso di approfondire il caso. E, dopo una serie di rapide indagini, sono risaliti all’autore – David Pietro Carlo Tarabella, quarantacinque anni, nato a Pietrasanta e residente a Viareggio – per altro vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Ieri, a quattro anni dai fatti e al termine di una lunga trafila giudiziaria, per Tarabella è scattata una condanna a due anni e sei mesi di reclusione più mille euro di multa per spendita di denaro falso.
In Passeggiata da Sylvian Heach. Il primo degli episodi risale alla mattina del 13 settembre 2013, quando due ragazze entrarono nella boutique Sylvian Heach in Passeggiata a Viareggio per fare acquisti. Dopo aver fatto shopping per un totale di 250 euro, alla commessa che si trovava alla cassa consegnarono una banconota da 500 euro successivamente risultata falsa. Le due giovani – una delle quali amica di Tarabella, ma successivamente scagionata da ogni accusa perché utilizzata da quest’ultimo – se ne andarono con la merce e con il resto di 250 euro. Poco dopo la proprietaria della boutique fece passare la banconota nel lettore e subito risultò che i 500 euro erano falsi. Ma delle due ragazze, a quel punto, si erano già perdute le tracce.
All’alimentari di Pian del Quercione. Nello stesso giorno, poco prima dell’orario serale di chiusura del negozio, un episodio analogo avvenne all’interno dell’alimentari Bertolucci di Piano del Quercione. Anche in questo caso per pagare una spesa di alcune decine di euro fu consegnata una banconota da 500 euro che ad un successivo controllo più accurato risultò essere falsa.
Una pizza per Fulvio Codecasa. Ma l’episodio che fece maggior scalpore avvenne la sera del 15 settembre 2013, quando – come è stato ricostruito durante il processo – David Tarabella telefonò alla pizzeria Pizzò di via Mazzini, specializzata nel servizio a domicilio, e qualificandosi come Fulvio Codecasa, conosciutissimo imprenditore della nautica viareggina (ovviamente all’oscuro di tutto), ordinò per quella sera alcune pizze chiedendo che gli fossero recapitate a casa, preannunciando che avrebbe potuto pagare solo con un pezzo da 500 euro. Un fattorino di Pizzò si presentò davanti all’abitazione di Codecasa dove in strada trovò ad attenderlo il Tarabella che si qualificò come un collaboratore dell’imprenditore. Questi ritirò le pizze e pagò con la banconota falsa da 500 euro intascando il resto. E sparendo poco dopo con le pizze ma, soprattutto, con il sostanzioso resto.
Le indagini. Proprio in seguito a quest’ultimo episodio i carabinieri del nucleo operativo cominciarono a ricostruire vicende e personaggi dei tre episodi. Riuscendo a risalire al Tarabella. Per il quale – grazie anche ad una serie di riconoscimenti fotografici – è scattata dapprima la denuncia e successivamente il rinvio a giudizio. Ieri mattina la vicenda si è finalmente conclusa in Tribunale a Lucca con la condanna in primo grado a due anni e sei mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In Passeggiata da Sylvian Heach. Il primo degli episodi risale alla mattina del 13 settembre 2013, quando due ragazze entrarono nella boutique Sylvian Heach in Passeggiata a Viareggio per fare acquisti. Dopo aver fatto shopping per un totale di 250 euro, alla commessa che si trovava alla cassa consegnarono una banconota da 500 euro successivamente risultata falsa. Le due giovani – una delle quali amica di Tarabella, ma successivamente scagionata da ogni accusa perché utilizzata da quest’ultimo – se ne andarono con la merce e con il resto di 250 euro. Poco dopo la proprietaria della boutique fece passare la banconota nel lettore e subito risultò che i 500 euro erano falsi. Ma delle due ragazze, a quel punto, si erano già perdute le tracce.
All’alimentari di Pian del Quercione. Nello stesso giorno, poco prima dell’orario serale di chiusura del negozio, un episodio analogo avvenne all’interno dell’alimentari Bertolucci di Piano del Quercione. Anche in questo caso per pagare una spesa di alcune decine di euro fu consegnata una banconota da 500 euro che ad un successivo controllo più accurato risultò essere falsa.
Una pizza per Fulvio Codecasa. Ma l’episodio che fece maggior scalpore avvenne la sera del 15 settembre 2013, quando – come è stato ricostruito durante il processo – David Tarabella telefonò alla pizzeria Pizzò di via Mazzini, specializzata nel servizio a domicilio, e qualificandosi come Fulvio Codecasa, conosciutissimo imprenditore della nautica viareggina (ovviamente all’oscuro di tutto), ordinò per quella sera alcune pizze chiedendo che gli fossero recapitate a casa, preannunciando che avrebbe potuto pagare solo con un pezzo da 500 euro. Un fattorino di Pizzò si presentò davanti all’abitazione di Codecasa dove in strada trovò ad attenderlo il Tarabella che si qualificò come un collaboratore dell’imprenditore. Questi ritirò le pizze e pagò con la banconota falsa da 500 euro intascando il resto. E sparendo poco dopo con le pizze ma, soprattutto, con il sostanzioso resto.
Le indagini. Proprio in seguito a quest’ultimo episodio i carabinieri del nucleo operativo cominciarono a ricostruire vicende e personaggi dei tre episodi. Riuscendo a risalire al Tarabella. Per il quale – grazie anche ad una serie di riconoscimenti fotografici – è scattata dapprima la denuncia e successivamente il rinvio a giudizio. Ieri mattina la vicenda si è finalmente conclusa in Tribunale a Lucca con la condanna in primo grado a due anni e sei mesi.
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