Il Tirreno

Versilia

Segnali di ripresa per l’occupazione

di Cesare Bonifazi
Segnali di ripresa per l’occupazione

Uno studio della Camera di Commercio parla di 2000 posti

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VIAREGGIO. Tra i segnali positivi di ripresa che arrivano dal mondo del lavoro italiano, pur ancora contenuti rispetto a quelli esteri, uno studio fotografa la situazione versiliese. Nel trimestre dicembre 2107 e febbraio 2018 sarebbero nell’aria circa 2000 assunzioni nel nostro territorio all’interno delle circa 4800 imprese che si trovano nei sette Comuni costieri.

Questo sarebbe il risultato dell’indagine del progetto Excelsior, realizzato da Unioncamere, Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) e Sistema delle Camere di Commercio.

Lo studio si basa su una piattaforma online in cui le aziende con dipendenti sono invitate a dichiarare la propria intenzione ad assumere. Si tratta quindi di un’esternazione non vincolante che non si traduce per forza in posti di lavoro immediati ma che può essere comunque interpretata come una cartina tornasole dello stato di salute delle nostre imprese. Se c’è almeno la volontà di assumere, vuol dire che qualcosa si sta muovendo.

Andando a vedere i dati versiliesi dello studio su tutta la provincia di Lucca si riscontra che entro marzo c’è un movimento di posti di lavoro pari a 2.600 unità. Di queste l’80% si riferiscono a contratti da dipendenti: quindi circa 2000.

La composizione di questo numero nasce dalla sommatoria dei lavori a tempo determinato che costituiscono oltre il 60% dell’intero. L’altra componente essenziale è quella del lavoro a tempo indeterminato che tocca il 19%. I restanti posti di lavoro vengono divisi tra contratti di apprendistato, collaborazione e altre forme di lavoro dipendente.

Con riferimento ai possibili settori di impiego, il turismo conferma le più elevate richieste di personale sulla Versilia, l’altro settore è quello del legno e dei mobili, principalmente legati alla Nautica. Mentre nel resto del nostro territorio lucchese si segnala invece una significativa domanda da parte di metalmeccanica ed elettronica, seguite dall’industria della carta dell piana e dal tessile e abbigliamento. In relazione ai titoli di studio, mentre nell’interno nel trimestre si rileva una maggiore domanda di laureati e diplomati nell’area interna, in quella costiera è richiesta una quota superiore di personale con qualifica professionale.

Il quadro dell’intero ambito provinciale riporta che le entrate di assunzioni previste si concentreranno nei servizi (64,2%), in particolare in quelli alle imprese (22,3%), nel commercio (16,2%), nelle attività di alloggio e ristorazione (15,2%) e nei servizi alla persona (10,5%). Le imprese industriali prevedono di assumere il rimanente 35,8% delle entrate , in particolare il manifatturiero (27,1%) mentre le costruzioni si fermano all’8,7%.

Le principali aree aziendali all’interno delle quali saranno inseriti i neoassunti sono quindi quella di produzione di beni e servizi (45%), quella commerciale e della vendita (22%), l’area tecnica e progettazione (15%), la logistica (11%), l’area direzione e servizi generali (4%) e quella amministrativa (3%).

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