Rischio sciopero al Versilia per il piano anti-influenza
di Matteo Tuccini
L’Asl ha previsto dieci posti letto in più e rinforzi di medici e infermieri Il sindacato Fials: «Lo fanno con i turni aggiuntivi e senza assumere: basta»
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VIAREGGIO. I dipendenti dell’ospedale Versilia minacciano lo sciopero. Nel mirino c’è il piano anti-influenza messo a punto all’Asl e reso noto ieri dal Tirreno. Un progetto che mette a disposizione dell’ospedale dieci posti letto in più e medici e infermieri di rinforzo. Ma i rappresentanti del personale lo contestano: dopo le proteste della Cgil nei giorni scorsi, a scendere sul piede di guerra è il sindacato autonomo Fials. Che si è rivolto al prefetto, proclamando lo stato di agitazione per l’intera Asl Nordovest. Un’azione, si spiega, propedeutica allo sciopero vero e proprio.
Lo scontro nasce dal progetto contro il cosiddetto sovraffollamento. «Un piano – afferma il segretario Fials Daniele Soddu – che prevede turni aggiuntivi di pronte disponibilità sia per gli infermieri che per i medici del pronto Soccorso ed area medica, con un aumento di circa dieci posti letto nella stessa area. Bene: tutto ciò verrà fatto senza una unità di personale in più, ma con il personale in servizio che sarà costretto a rientrare in disponibilità per far fronte all’emergenza influenzale. Delle tanto sbandierate assunzioni, registriamo ad oggi i contratti a tempo determinato che in Asl sono stati rinnovati solo in parte (una percentuale bassissima) e in scadenza dalla metà di dicembre. Lavoratori soprattutto infermieri, che non vedranno i loro contratti prolungati. Ma a fronte di questo – prosegue Soddu – si chiedono ulteriori sacrifici a quei reparti già sotto pressione a cose normali come il pronto soccorso e area medica, senza un compenso rispettoso della dignità e della professionalità delle figure sanitarie indispensabili alla reale assistenza delle persone. Come possono i lavoratori dare fiducia ad una sanità che eroga elemosine ai veri operatori quotidianamente in prima linea e che al contrario gratifica e trova risorse per erogare di produzione (oltre allo stipendio) a ex direttori di enti quali la Società della salute di circa 15mila euro annui? ».
«Il sindacato Fials – continua Soddu – non può accettare tutto questo. Un piano che picchia sempre sui soliti, addirittura escludendo figure di supporto necessari come l’operatore sociosanitario e che fa capire come non ci sia una visione dell’assistenza sanitaria completa. È una vergogna: l’Asl non ha fatto assunzioni a sufficienza, ha licenziato i precari, e adesso chiede una disponibilità incondizionata, il continuo salto del riposo, il non rispetto delle 11 ore, è inaccettabile tutto questo. Il Fials proclama lo stato di agitazione perché non accetta: forme di sfruttamento dei lavoratori; non accetta: forme di “cottimizzazione “in sanità mal retribuite; non accetta la discriminazione del personale; vuole subito: un piano di assunzioni straordinario e la stabilizzazione dei precari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo scontro nasce dal progetto contro il cosiddetto sovraffollamento. «Un piano – afferma il segretario Fials Daniele Soddu – che prevede turni aggiuntivi di pronte disponibilità sia per gli infermieri che per i medici del pronto Soccorso ed area medica, con un aumento di circa dieci posti letto nella stessa area. Bene: tutto ciò verrà fatto senza una unità di personale in più, ma con il personale in servizio che sarà costretto a rientrare in disponibilità per far fronte all’emergenza influenzale. Delle tanto sbandierate assunzioni, registriamo ad oggi i contratti a tempo determinato che in Asl sono stati rinnovati solo in parte (una percentuale bassissima) e in scadenza dalla metà di dicembre. Lavoratori soprattutto infermieri, che non vedranno i loro contratti prolungati. Ma a fronte di questo – prosegue Soddu – si chiedono ulteriori sacrifici a quei reparti già sotto pressione a cose normali come il pronto soccorso e area medica, senza un compenso rispettoso della dignità e della professionalità delle figure sanitarie indispensabili alla reale assistenza delle persone. Come possono i lavoratori dare fiducia ad una sanità che eroga elemosine ai veri operatori quotidianamente in prima linea e che al contrario gratifica e trova risorse per erogare di produzione (oltre allo stipendio) a ex direttori di enti quali la Società della salute di circa 15mila euro annui? ».
«Il sindacato Fials – continua Soddu – non può accettare tutto questo. Un piano che picchia sempre sui soliti, addirittura escludendo figure di supporto necessari come l’operatore sociosanitario e che fa capire come non ci sia una visione dell’assistenza sanitaria completa. È una vergogna: l’Asl non ha fatto assunzioni a sufficienza, ha licenziato i precari, e adesso chiede una disponibilità incondizionata, il continuo salto del riposo, il non rispetto delle 11 ore, è inaccettabile tutto questo. Il Fials proclama lo stato di agitazione perché non accetta: forme di sfruttamento dei lavoratori; non accetta: forme di “cottimizzazione “in sanità mal retribuite; non accetta la discriminazione del personale; vuole subito: un piano di assunzioni straordinario e la stabilizzazione dei precari».
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