Lutto
Gasparri (Forza Italia) irrita i balneari
Il senatore aveva attaccato alcuni esponenti sindacali. Che replicano: da lui nessuna soluzione
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VIAREGGIO. Scoppia la polemica tra sindacati balneari e Forza Italia. Nel mirino le dichiarazioni di Maurizio Gasparri dopo l’addio al disegno di legge sulle aste, con accuse ai sindacati ritenuti “collaborazionisti”.
«Amareggia e stupisce – si legge in una nota dei sindacati balneari – che al nostro documento, nel quale abbiamo sostanzialmente ribadito le proposte e le motivazioni di quanto le organizzazioni che rappresentiamo (Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti e Oasi Confartigianato) hanno fatto da metà ottobre ad oggi, e con l’occasione replicato, anche meno di quanto ragionevolmente opportuno, giusto e necessario, alle continue scorrettezze provocatorie da parte del presidente di Assobalneari risponda con espressioni violente ed offensive il senatore Maurizio Gasparri, con il quale, e tanto meno con Forza Italia, volevamo e vogliamo aprire una sterile polemica, senza per questo non sentire la necessità di stabilire un minimo di verità. Sarebbe fin troppo facile ricordare che il problema degli imprenditori balneari non è sorto in questi ultimi tempi ma, solo per citare alcuni fatti, ha avuto una lunga evoluzione: a partire dl 2009, con l’abrogazione a seguito dell’apertura della procedura di infrazione da parte dell’Ue, del diritto di insistenza prima e del rinnovo automatico poi; con il recepimento nel nostro ordinamento giuridico della Bolkestein con il decreto del 2010 senza l’esplicita esclusione dei balneari, come già allora noi avevamo inutilmente richiesto; con l’impugnativa da parte dell’allora Governo, davanti alla Corte Costituzionale, delle varie leggi regionali (dall’Emilia Romagna all’Abruzzo), che stabilivano una proroga ventennale. E si potrebbe ancora continuare nella ricostruzione storica del problema balneare. Non ci interessa individuare le responsabilità, diffuse, di chi ha governato in tutti questi anni e, tanto meno, minare le credibilità di oggi. Il nostro impegno non è rivolto a ricostruire il passato, che deve servire a tutti per evitare gli errori commessi, ma a lavorare per il futuro in quanto sarà la prossima legislatura a definire il destino delle nostre imprese e di 30.000 famiglie».
«Preoccupano, però – prosegue la nota dei sindacati – le dichiarazioni di chi continua a indebolire i balneari italiani cercando di delegittimarne le loro principali organizzazioni di rappresentanza. Respingiamo con fermezza il modo e i termini con il quale il senatore Gasparri ci rappresenta, senza evidentemente conoscerci e, soprattutto, senza sapere che noi – come le migliaia e migliaia di balneari che rappresentiamo e che anche in questo momento così complicato continuano ad avere fiducia nel nostro operato (e che sono ben al di là dei numeri taroccati forniti dal suo suggeritore) – di queste imprese viviamo e rappresentano la storia e il futuro delle nostre famiglie».
«Amareggia e stupisce – si legge in una nota dei sindacati balneari – che al nostro documento, nel quale abbiamo sostanzialmente ribadito le proposte e le motivazioni di quanto le organizzazioni che rappresentiamo (Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti e Oasi Confartigianato) hanno fatto da metà ottobre ad oggi, e con l’occasione replicato, anche meno di quanto ragionevolmente opportuno, giusto e necessario, alle continue scorrettezze provocatorie da parte del presidente di Assobalneari risponda con espressioni violente ed offensive il senatore Maurizio Gasparri, con il quale, e tanto meno con Forza Italia, volevamo e vogliamo aprire una sterile polemica, senza per questo non sentire la necessità di stabilire un minimo di verità. Sarebbe fin troppo facile ricordare che il problema degli imprenditori balneari non è sorto in questi ultimi tempi ma, solo per citare alcuni fatti, ha avuto una lunga evoluzione: a partire dl 2009, con l’abrogazione a seguito dell’apertura della procedura di infrazione da parte dell’Ue, del diritto di insistenza prima e del rinnovo automatico poi; con il recepimento nel nostro ordinamento giuridico della Bolkestein con il decreto del 2010 senza l’esplicita esclusione dei balneari, come già allora noi avevamo inutilmente richiesto; con l’impugnativa da parte dell’allora Governo, davanti alla Corte Costituzionale, delle varie leggi regionali (dall’Emilia Romagna all’Abruzzo), che stabilivano una proroga ventennale. E si potrebbe ancora continuare nella ricostruzione storica del problema balneare. Non ci interessa individuare le responsabilità, diffuse, di chi ha governato in tutti questi anni e, tanto meno, minare le credibilità di oggi. Il nostro impegno non è rivolto a ricostruire il passato, che deve servire a tutti per evitare gli errori commessi, ma a lavorare per il futuro in quanto sarà la prossima legislatura a definire il destino delle nostre imprese e di 30.000 famiglie».
«Preoccupano, però – prosegue la nota dei sindacati – le dichiarazioni di chi continua a indebolire i balneari italiani cercando di delegittimarne le loro principali organizzazioni di rappresentanza. Respingiamo con fermezza il modo e i termini con il quale il senatore Gasparri ci rappresenta, senza evidentemente conoscerci e, soprattutto, senza sapere che noi – come le migliaia e migliaia di balneari che rappresentiamo e che anche in questo momento così complicato continuano ad avere fiducia nel nostro operato (e che sono ben al di là dei numeri taroccati forniti dal suo suggeritore) – di queste imprese viviamo e rappresentano la storia e il futuro delle nostre famiglie».
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