Italia
addio alla società della salute
Del Ghingaro: abbiamo tolto 446.000 euro di sprechi
VIAREGGIO. A fronte di 9 milioni di euro di servizi, i costi della Società della salute assommavano (bilancio 2016) a 446.299 euro, di cui 110.000 solo per il compenso del direttore. «Una cifra...
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VIAREGGIO. A fronte di 9 milioni di euro di servizi, i costi della Società della salute assommavano (bilancio 2016) a 446.299 euro, di cui 110.000 solo per il compenso del direttore. «Una cifra eccessiva, che Viareggio e Pietrasanta hanno ritenuto troppo elevata visti i risultati» afferma il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. Che ritorna sulla questione del consorzio Comuni-Asl oramai prossimo alla chiusura.
«Per l’insieme di questi motivi entro il 30 di giugno dell’anno in corso i due Comuni hanno approvato gli atti di recesso dalla Sds determinando, come dice la norma, lo scioglimento di fatto della stessa - prosegue Del Ghingaro - Anziché prendere atto della scelta compiuta, contenere le spese e nominare da subito (come avrebbero dovuto) un liquidatore per la gestione dell’ordinaria amministrazione, i Comuni rimasti a rappresentare il 47% della popolazione residente nella zona-distretto si sono invece affrettati a trasformare in presidente l’assessora del Comune di Massarosa Simona Barsotti (che fino ad allora aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente e che quindi da statuto avrebbe avuto comunque piena legittimità a presiedere la Sds) e a nominare per tre mesi un nuovo direttore nella persona della dottoressa Silvia Motto, funzionaria (anch’essa) del Comune di Massarosa. Oggi, nel mese di dicembre, ci troviamo quindi a dover ancora nominare un liquidatore ed non troviamo la sede per discutere il modello organizzativo unico che la legge ci impone di adottare per gli anni a venire, perché ogni volta che il Comune di Viareggio prova a fare un passo in quella direzione (in autunno proponendo una riunione informale degli assessori al sociale e adesso un altrettanto informale riunione dei sindaci) i rappresentanti dei Comuni del Pd aderenti all’oramai sciolta Sds fanno finta di non aver sentito, salvo poi precipitarsi a proporre iniziative uguali e contrarie da sbandierare con annunci roboanti sui giornali».
«L’unica strada legittima dal punto di vista formale e percorribile da quello politico è un’altra ed è rappresentata dalla Conferenza dei sindaci: sede prevista per la naturale concertazione delle politiche sociali e sanitarie delle zone nelle quali non è costituita la Sds (comma 9) o nella quale siano venuti meno i requisiti essenziali per la costituzione della stessa. La Conferenza dei sindaci potrà essere agevolmente convocata già nei prossimi giorni dal sindaco più anziano (attualmente il sindaco di Seravezza) al fine di convenire un testo molto semplice e finalizzata esclusivamente a garantire la continuità di tutti i servizi sociosanitari e dei pochi progetti socioassistenziali attualmente in carico alla Sds, senza alcun aggravio di costi (semmai con qualche risparmio dovuto al venir meno dei costi dovuti al direttore ed al collegio sindacale). Una volta definito il testo, questo potrà andare in approvazione della Conferenza dei sindaci».
«Per l’insieme di questi motivi entro il 30 di giugno dell’anno in corso i due Comuni hanno approvato gli atti di recesso dalla Sds determinando, come dice la norma, lo scioglimento di fatto della stessa - prosegue Del Ghingaro - Anziché prendere atto della scelta compiuta, contenere le spese e nominare da subito (come avrebbero dovuto) un liquidatore per la gestione dell’ordinaria amministrazione, i Comuni rimasti a rappresentare il 47% della popolazione residente nella zona-distretto si sono invece affrettati a trasformare in presidente l’assessora del Comune di Massarosa Simona Barsotti (che fino ad allora aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente e che quindi da statuto avrebbe avuto comunque piena legittimità a presiedere la Sds) e a nominare per tre mesi un nuovo direttore nella persona della dottoressa Silvia Motto, funzionaria (anch’essa) del Comune di Massarosa. Oggi, nel mese di dicembre, ci troviamo quindi a dover ancora nominare un liquidatore ed non troviamo la sede per discutere il modello organizzativo unico che la legge ci impone di adottare per gli anni a venire, perché ogni volta che il Comune di Viareggio prova a fare un passo in quella direzione (in autunno proponendo una riunione informale degli assessori al sociale e adesso un altrettanto informale riunione dei sindaci) i rappresentanti dei Comuni del Pd aderenti all’oramai sciolta Sds fanno finta di non aver sentito, salvo poi precipitarsi a proporre iniziative uguali e contrarie da sbandierare con annunci roboanti sui giornali».
«L’unica strada legittima dal punto di vista formale e percorribile da quello politico è un’altra ed è rappresentata dalla Conferenza dei sindaci: sede prevista per la naturale concertazione delle politiche sociali e sanitarie delle zone nelle quali non è costituita la Sds (comma 9) o nella quale siano venuti meno i requisiti essenziali per la costituzione della stessa. La Conferenza dei sindaci potrà essere agevolmente convocata già nei prossimi giorni dal sindaco più anziano (attualmente il sindaco di Seravezza) al fine di convenire un testo molto semplice e finalizzata esclusivamente a garantire la continuità di tutti i servizi sociosanitari e dei pochi progetti socioassistenziali attualmente in carico alla Sds, senza alcun aggravio di costi (semmai con qualche risparmio dovuto al venir meno dei costi dovuti al direttore ed al collegio sindacale). Una volta definito il testo, questo potrà andare in approvazione della Conferenza dei sindaci».
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