Lutto
Ersu: emergenza rifiuti sul Quiesa
L’azienda ammette: «Non riusciamo a stare dietro agli abbandoni»
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MASSAROSA. In quella zona di confine tra Massarosa e Lucca che si trova nei pressi del monte Quiesa c’è un problema di rifiuti. E a dirlo non sono solamente i cittadini che da mesi si lamentano di discariche a cielo aperto praticamente ovunque ma lo ammettono anche ad Ersu.
Si tratta della zona in cima al monte Quiesa, all’incrocio della via per Chiatri, dietro alla chiesa sconsacrata. Qui c’è un campo dove viene abbandonato di tutto.
Alcuni cittadini hanno segnalato infatti una discarica senza fine: metri quadrati di sacchi neri che già d’estate emanavano un odore di decomposizione che ammorbava i residenti ed è spesso inutile l’intervento dei mezzi di Ersu perché la discarica dopo poco ricompare, come per magia.
«Quest’estate c’era un forte odore di marcio - racconta una residente - abbiamo chiamato sia Ersu che l’ufficio ambiente ma il problema non è stato risolto completamente».
Il problema è che la zona è al confine e Ersu non può raccogliere la spazzatura che si trova nel territorio del Comune di Lucca.
A causare questi abbandoni non sarebbero i cittadini di Massarosa, secondo quanto riportano dalla società che gestisce la raccolta rifiuti nel territorio, ma persone che arrivano dai Comuni limitrofi e che lasciano qualunque tipo di scarto. Dai materassi ai sacchi neri.
«È un problema che conosciamo bene - fanno sapere da Ersu - interveniamo almeno una volta a settimana nelle zone di Quiesa. Ci arrivano decine di segnalazioni e tutte lo volte dobbiamo contattare l’ufficio Ambiente perché ci autorizzino all’intervento».
Il problema è assai grave perché, dicono, non è possibile controllare: «Non riusciamo a stare dietro a tutti gli abbandoni che avvengono in quella zona. Addirittura ci sono persone che passano in macchina e lanciano dal finestrino i sacchetti».
Insomma il problema sembra di difficile risoluzione: «La zona segnalata sul monte Quiesa è territorio lucchese e noi non possiamo intervenire direttamente. Comunque riceviamo la segnalazione, la inoltriamo all’ufficio comunale competente e faremo i dovuti accertamenti per capire come intervenire. Speriamo - concludono da Ersu - che questi episodi finiscano definitivamente quando verrà attivata anche là la raccolta differenziata porta a porta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta della zona in cima al monte Quiesa, all’incrocio della via per Chiatri, dietro alla chiesa sconsacrata. Qui c’è un campo dove viene abbandonato di tutto.
Alcuni cittadini hanno segnalato infatti una discarica senza fine: metri quadrati di sacchi neri che già d’estate emanavano un odore di decomposizione che ammorbava i residenti ed è spesso inutile l’intervento dei mezzi di Ersu perché la discarica dopo poco ricompare, come per magia.
«Quest’estate c’era un forte odore di marcio - racconta una residente - abbiamo chiamato sia Ersu che l’ufficio ambiente ma il problema non è stato risolto completamente».
Il problema è che la zona è al confine e Ersu non può raccogliere la spazzatura che si trova nel territorio del Comune di Lucca.
A causare questi abbandoni non sarebbero i cittadini di Massarosa, secondo quanto riportano dalla società che gestisce la raccolta rifiuti nel territorio, ma persone che arrivano dai Comuni limitrofi e che lasciano qualunque tipo di scarto. Dai materassi ai sacchi neri.
«È un problema che conosciamo bene - fanno sapere da Ersu - interveniamo almeno una volta a settimana nelle zone di Quiesa. Ci arrivano decine di segnalazioni e tutte lo volte dobbiamo contattare l’ufficio Ambiente perché ci autorizzino all’intervento».
Il problema è assai grave perché, dicono, non è possibile controllare: «Non riusciamo a stare dietro a tutti gli abbandoni che avvengono in quella zona. Addirittura ci sono persone che passano in macchina e lanciano dal finestrino i sacchetti».
Insomma il problema sembra di difficile risoluzione: «La zona segnalata sul monte Quiesa è territorio lucchese e noi non possiamo intervenire direttamente. Comunque riceviamo la segnalazione, la inoltriamo all’ufficio comunale competente e faremo i dovuti accertamenti per capire come intervenire. Speriamo - concludono da Ersu - che questi episodi finiscano definitivamente quando verrà attivata anche là la raccolta differenziata porta a porta».
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