Sicurezza
Arriva l’influenza rinforzi in ospedale
di Matteo Tuccini
Dieci posti letto in più, aumentano anche medici e infermieri
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VIAREGGIO. Arriva l’influenza: il picco di malati è previsto nei prossimi giorni, da Natale in poi. E l’ospedale Versilia corre ai ripari rafforzando posti letto e personale. Per la prima volta, infatti, l’Asl mette a un punto un piano contro il rischio di sovraffollamento a causa del cosiddetto “male di stagione”. Un piano che è stato approvato ieri e che prevede l’aumento di dieci posti letto al “Versilia”, oltre che negli altri ospedali di riferimento della Toscana nordovest. In più c’è la possibilità di aumentare le squadre di medici e infermieri a disposizione dei reparti più esposti, se così vogliamo dire. Cioè pronto soccorso e medicina.
Il provvedimento è operativo da subito: l’idea era di farlo scattare già il 15 dicembre, ma secondo quanto si è potuto apprendere si è riusciti solo in questi giorni a metterlo nero su bianco. Durerà fino al 28 febbraio, quindi coprirà il periodo considerato più a rischio per l’influenza.
La decisione dell’Asl non arriva perché si teme una virulenza particolare della malattia. Il ceppo dovrebbe essere più o meno quello degli anni scorsi. Però bisogna tener conto di due fattori. In passato il “Versilia” finiva sotto stress per l’assalto di numerosi pazienti che tra dicembre, gennaio e febbraio venivano colpite sia dell’influenza normale che delle complicazioni. Che possono essere polmoniti batteriche, disidratazione e il peggioramento di malattie preesistenti e croniche, come diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie. Questo vale soprattutto per gli anziani. Ma anche i bambini possono avere conseguenze, vedi sinusiti e otiti. L’aumento degli accessi al pronto soccorso e la difficoltà nel gestire gli eventuali ricoveri o le cure prima delle dimissioni mettevano regolarmente in crisi l’ospedale. Con attese sempre più lunghe per i malati. L’altro fattore determinante è il calo delle vaccinazioni antinfluenzali: gli ultimi dati a disposizione dell’Asl parlano di un calo tra 2015 e 2016, con la percentuale di copertura della popolazione interessata che passa dal 57,54% al 54,35%. Significa che la Versilia è sotto di venti percentuali rispetto al livello considerato di sicurezza, cioè il 75% di copertura. E questo porta a un incremento di malati, soprattutto in termini di gravità, che si scarica sul pronto soccorso e sull’ospedale. Medicina in primis.
Questi fattori hanno portato l’Asl a prevedere una specie di piano di emergenza nel caso in cui l’ospedale vada in difficoltà. Sia i posti letto che i medici e infermieri da mandare di rinforzo non potranno essere chiesti a discrezione dal “Versilia”: l’allerta scatterà nel caso in cui il 30% dei pazienti di pronto soccorso sia in attesa da più di 16 ore. A quel punto si potranno aumentare i posti letto, in particolare in medicina, e chiedere un numero di rinforzi nel personale. Che però l’Asl non ha ancora quantificato. L’unica cosa certa è che i medici saranno coinvolti su base volontaria con turni aggiuntivi, mentre gli infermieri saranno presi da fuori ospedale con assunzioni a termine. Il piano è già stato contestato dai sindacati, che lo vedono come un palliativo rispetto alle esigenze del “Versilia”: «Servono le assunzioni vere», hanno ribadito.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il provvedimento è operativo da subito: l’idea era di farlo scattare già il 15 dicembre, ma secondo quanto si è potuto apprendere si è riusciti solo in questi giorni a metterlo nero su bianco. Durerà fino al 28 febbraio, quindi coprirà il periodo considerato più a rischio per l’influenza.
La decisione dell’Asl non arriva perché si teme una virulenza particolare della malattia. Il ceppo dovrebbe essere più o meno quello degli anni scorsi. Però bisogna tener conto di due fattori. In passato il “Versilia” finiva sotto stress per l’assalto di numerosi pazienti che tra dicembre, gennaio e febbraio venivano colpite sia dell’influenza normale che delle complicazioni. Che possono essere polmoniti batteriche, disidratazione e il peggioramento di malattie preesistenti e croniche, come diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie. Questo vale soprattutto per gli anziani. Ma anche i bambini possono avere conseguenze, vedi sinusiti e otiti. L’aumento degli accessi al pronto soccorso e la difficoltà nel gestire gli eventuali ricoveri o le cure prima delle dimissioni mettevano regolarmente in crisi l’ospedale. Con attese sempre più lunghe per i malati. L’altro fattore determinante è il calo delle vaccinazioni antinfluenzali: gli ultimi dati a disposizione dell’Asl parlano di un calo tra 2015 e 2016, con la percentuale di copertura della popolazione interessata che passa dal 57,54% al 54,35%. Significa che la Versilia è sotto di venti percentuali rispetto al livello considerato di sicurezza, cioè il 75% di copertura. E questo porta a un incremento di malati, soprattutto in termini di gravità, che si scarica sul pronto soccorso e sull’ospedale. Medicina in primis.
Questi fattori hanno portato l’Asl a prevedere una specie di piano di emergenza nel caso in cui l’ospedale vada in difficoltà. Sia i posti letto che i medici e infermieri da mandare di rinforzo non potranno essere chiesti a discrezione dal “Versilia”: l’allerta scatterà nel caso in cui il 30% dei pazienti di pronto soccorso sia in attesa da più di 16 ore. A quel punto si potranno aumentare i posti letto, in particolare in medicina, e chiedere un numero di rinforzi nel personale. Che però l’Asl non ha ancora quantificato. L’unica cosa certa è che i medici saranno coinvolti su base volontaria con turni aggiuntivi, mentre gli infermieri saranno presi da fuori ospedale con assunzioni a termine. Il piano è già stato contestato dai sindacati, che lo vedono come un palliativo rispetto alle esigenze del “Versilia”: «Servono le assunzioni vere», hanno ribadito.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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