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Restrizioni a bar e sale slot contro il gioco d’azzardo

Restrizioni a bar e sale slot contro il gioco d’azzardo

Il sindaco di Seravezza vuole fare come quello di Camaiore «Dobbiamo controllare questo fenomeno a livello versiliese»

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SERAVEZZA. Niente più insegne, pubblicità di vincite, e incentivi a scommettere. Poi, possibilità di ridurre gli orari di apertura-chiusura delle sale slot, compresi i bar dove ci sono macchinette e videogiochi con premi in denaro. È la linea dura che intraprenderà il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto per arginare il gioco d’azzardo, e che anche il primo cittadino di Seravezza Riccardo Tarabella è pronto a sposare in pieno. I dati diffusi domenica da Il Tirreno sui soldi dei versiliesi che finiscono nel gioco non sono incoraggianti. E Seravezza vive a pieno questo malessere: nonostante una breve riduzione in percentuale rispetto al 2015, i numeri sullo scorso anno rivelano che qui si sommette più che a Pietrasanta, Forte dei Marmi e quasi come a Massarosa.

Nel 2016 a Seravezza sono stati bruciati 13 milioni e 400 mila euro. Tutti con le 130 slot e videolottery sparse sul territorio comunale. Sono quasi quante quelle installate a Pietrasanta (144) e a Massarosa (145), dove però ci sono anche molti più abitanti. Insomma, sono cifre che invitano a una riflessione, e il primo a farla è il sindaco. «Il tema è scottante, lo sapevamo, tanto che a giugno avevamo approvato una mozione come gruppo consiliare “Al Cuore della Versilia” per attivare iniziative di contrasto al gioco d’azzardo. È un fenomeno pericoloso – dice Tarabella – che va combattuto».

Ma per il sindaco va fatto un lavoro a livello comprensoriale. Se a Seravezza sono stati volatilizzati in gioco oltre 13 milioni, in tutta la Versilia nel 2016 se ne sono andati 166. A trascinare la classifica sono i comuni di Camaiore e Viareggio. «Numeri clamorosi – commenta Tarabella – che preoccupano fortemente, ma sappiamo anche che c’è una migrazione dei giocatori: è un fatto conosciuto, i territori se li scambiano, poiché nessuno scommette sotto casa. Contano le giocate complessive e i numeri di apparecchi».

Seravezza però conta poco meno della metà di slot e videolottery di quelli che si trovano a Camaiore (355) e a Viareggio (358). Cosa fare dunque? «Le iniziative proposte dal sindaco Del Dotto per Camaiore sono sagge e vanno nello stesso verso in cui la vedo io. Dobbiamo fare una politica di crescita, uniti per controllare questo fenomeno, come altri temi che ci uniscono e non possiamo più affrontare singolarmente».

Prossimo passaggio dunque è aprire un confronto, intanto con Camaiore, che ha già idee ben chiare, ed entro gennaio porterà in consiglio le modifiche al regolamento comunale per inserire misure di immediata applicazione per ridimensionare le attività esistenti che ospitano macchinette da gioco. Seravezza potrebbe dunque seguirlo. «Intanto il nostro ufficio al sociale e l’assessore con questa delega, Orietta Guidugli, l’hanno già assunto come impegno e affrontano quotidianamente questa piaga sociale» conclude Riccardo Tarabella.

I numeri dell’inchiesta che ha portato allo scoperto le somme finite nelle slot sono frutto del lavoro dei quotidiani locali Gedi (tra cui Il Tirreno), dell’agenzia Agl e del Visual Lab in collaborazione con Dataninja. Il comune della Versilia con il dato più alto è Camaiore (84 milioni di giocate complessive), secondo Viareggio (38 milioni). Seravezza è il quarto comune, poco sotto Massarosa (15, 5 milioni).

Tiziano Baldi Galleni

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