Il Tirreno

Versilia

PROTESTE CONTRO IL COMMISSARIO PRIOLO 

A rischio 32 posti di lavoro socialmente utile

A rischio 32 posti di lavoro socialmente utile

PIETRASANTA. Trentadue pietrasantini resteranno senza lavoro e, soprattutto, senza 500 euro mensili. Commissario e sub commissari si assumeranno la responsabilità di avere lasciato a casa queste...

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PIETRASANTA. Trentadue pietrasantini resteranno senza lavoro e, soprattutto, senza 500 euro mensili. Commissario e sub commissari si assumeranno la responsabilità di avere lasciato a casa queste persone». Parole dure quelle dell’ex assessore al sociale Lora Santini che chiama in causa il Commissario Giuseppe Priolo, e i sub commissari Grazia La Fauci e Patrizia Fedi, sullo stop ai cosiddetti lavori socialmente utili che vedono, da tempo, come destinatari padri e madri di famiglia rimasti senza occupazione. Missiva però rigettata dal Comune che in una nota precisa: «Nessuno sarà abbandonato, gli assegni d’inserimento attualmente erogati dal Comune sono stati prorogati al 31 gennaio 2018».

Nell’attesa di fare chiarezza, deflagra però la polemica con 32 famiglie che vivranno con ovvia apprensione il prossimo periodo natalizio. «La causa scatenante è l’introduzione del reddito di inclusione varato dal Governo che prevede, a fianco di un sussidio nazionale (fino a 187,50 euro mensili nel caso di componente unico della famiglia con un tetto di 485 euro al mese nel caso di famiglia in difficoltà con almeno 5 persone), un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa. Più della metà dei borsisti che avevamo individuato come amministrazione resteranno senza lavoro e senza un sostegno economico importante che ha consentito loro di tirare avanti in questi mesi – spiega Santini – la nostra amministrazione aveva attivato le borse lavoro per consentire a queste persone rimaste senza lavoro di avere una prospettiva attraverso il reinserimento e i lavori socialmente utili. Eravamo stati rassicurati dal Commissario prefettizio della continuità del progetto almeno fino a giugno in attesa dell’insediamento della nuova amministrazione. Sei dei borsisti usciranno dal progetto entro fine anno – tempistica però smentita dal Comune, ndr – gli altri dopo. Sono molto arrabbiata e delusa perché avevamo lasciato la copertura finanziaria per mantenere attive le borse lavoro tra l’altro il reddito di inclusione è una misura finanziata dal Governo, le borse lavoro dal Comune con risorse proprie. La scelta del Commissario è incomprensibile».

Lapidaria la replica che arriva dal palazzo. «La decisione è stata presa per consentire di valutare il nuovo strumento del Reddito d’Inclusione introdotto dal Decreto Legislativo 147 che entra in vigore dal 1° gennaio e per il quale le domande si possono presentare già dal 1° dicembre».



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