Il Tirreno

Versilia

D’Alessandro indagato «Ma io sono vittima»

Il manager viareggino rischia il processo per il secondary ticketing «Non ho ricevuto niente, è molto triste apprenderlo dai giornali»

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VIAREGGIO. C’è anche il nome del patron del Summer Festival Mimmo D’Alessandro fra quelli delle nove persone che rischiano il processo per l’inchiesta sul “secondary ticketing”, cioè il fenomeno del bagarinaggio online. Ma il manager si difende: «Io sono danneggiato dalle rivendite online, gli inquirenti guardino altrove».

Ieri la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di nove indagati, tra persone fisiche e società, nell’ambito dell’indagine sul mercato online dei biglietti per eventi musicali. Un mercato parallelo a quello ufficiale e non sempre trasparente. Tra gli indagati per i reati di aggiotaggio e truffa figurano, tra gli altri, Roberto De Luca e Antonella Lodi di “Live Nation Italia” e “Live Nation 2”, Corrado Rizzato, ex amministratore di “Vivo” e proprio Domenico (detto Mimmo) D’Alessandro di “Di & Gi”.

Il meccanismo escogitato, secondo la Procura, avrebbe consentito ai promoter ricavi per oltre un milione di euro dal 2011 al 2016. Il pm Adriano Scudieri ha chiesto il processo anche per Charles Stephen Roest, amministratore del sito internet di rivendita di biglietti ViaGogo, mentre la posizione di Kaur Rashvinder Dhoot, legale rappresentante della società svizzera, è stata stralciata. Il caso era esploso lo scorso ottobre con la messa in vendita dei biglietti per il concerto del gruppo musicale dei Coldplay, terminata in pochi minuti sul sito di rivendita ufficiale Ticketone, per poi ricomparire subito su quelli di secondary ticketing. Anche in occasione del concerto dei Rolling Stones a Lucca del 23 settembre il fenomeno si è verificato.

Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero fatto credere al pubblico «divulgando false informazioni» che i biglietti dei concerti fossero quasi esauriti inducendo i fan ad acquistarli «a un prezzo estremamente più elevato rispetto al valore facciale». Inoltre, avrebbero stipulato «accordi occulti» con il sito ViaGogo, sul quale «un elevato numero di biglietti» veniva messo in vendita «a un prezzo ingiustificatamente maggiorato rispetto a quello stabilito dagli artisti». L’accordo, secondo l’accusa, prevedeva che il 90% degli incassi ottenuti dalla vendita dei biglietti ricevuti direttamente dagli organizzatori venisse retrocesso sotto forma di consulenza agli stessi promoter mediante fatture oggettivamente false.

D’Alessandro respinge ogni addebito. «Sono molto amareggiato per quanto accaduto – dice, contattato dal Tirreno, il manager musicale ormai viareggino di adozione –. Non ho ricevuto alcun documento, e così il mio avvocato. Ed è molto triste che lo venga a sapere dai giornali». D’Alessandro spiega di essere stato sentito dal magistrato che indagava, ma di non aver più avuto alcuna notizia dell’inchiesta. Inchiesta dalla quale si è sempre dichiarato estraneo. «Non basta - continua -: io sono danneggiato da questo fenomeno del secondary ticketing, perché sono miei concorrenti nella vendita dei biglietti. Credo che gli inquirenti, più che con noi operatori, dovrebbero indagare con chi mette online i ticket». Riferimento evidente a vari siti Internet, dei quali il più noto è ViaGogo che - infatti - ha già in catalogo tutti gli spettacoli finora annunciati del Summer Festival 2018, compreso il concertone di Roger Waters sotto le Mura.

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