Il Tirreno

Versilia

Anche un’azienda di Viareggio nel traffico dei rifiuti tossici

di Donatella Francesconi
Anche un’azienda di Viareggio nel traffico dei rifiuti tossici

Per l’amministratore della “Vanni autotrasporti” il giudice del Tribunale di Firenze ha disposto l’interdizione per un anno da ogni attività che abbia a che fare con la spazzatura 

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Tocca anche Viareggio, ed inevitabilmente anche la Versilia, l’inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze. Che ha affidato le indagini ai carabinieri forestali, il cui lavoro ha portato giovedì all'arresto di sei persone, all'emissione di misure interdittive verso altre cinque e ad indagare una cinquantina di persone.

I tir provenienti da Bologna, Chieti, Cuneo, La Spezia e Prato - così la ricostruzione degli inquirenti - conferivano i rifiuti a due aziende di Livorno, che avrebbero dovuto trattarli. Ma non succedeva: i camion - così l’accusa - facevano manovra e uscivano dai due impianti, diretti alla discarica finale. Le due aziende livornesi, la Lonzi Metalli Srl e la Rari Srl, sono state sequestrate su disposizione del Gip Angelo Antonio Pezzuti (Tribunale di Firenze). I camion in questione erano anche quelli della “Vanni autotrasporti” con sede in via Comparini a Viareggio. Per il cui amministratore delegato, Alessandro Vanni, 55 anni, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, il giudice ha disposto l’interdizione per un anno (durata massima prevista dalla normativa) da ogni attività imprenditoriale, o direttiva di persone giuridiche o di altre imprese, nel settore dei rifiuti.

«Il mio cliente - spiega l’avvocato Riccardo Carloni - si è subito dimesso dalla carica, ritenendo il gesto necessario fino a quando la situazione non sarà chiarita. Per quanto riguarda il provvedimento di interdizione - che è personale e non riguarda l’azienda - presenteremo ricorso al Tribunale del riesame. Sottolineo, tra l’altro, che il mio cliente è incensurato». Precisazione non casuale, quella del legale. Perché la “Vanni autotrasporti” è tra quelle aziende che vengono citate negli atti dei primi anni Novanta, quando dalla Versilia, così ricostruirono lunghe inchieste, partivano - diretti a quella che poi avrebbe tristemente preso il nome di “Terra dei fuochi - rifiuti speciali, pericolosi ed anche ospedalieri. «L’azienda “Vanni autostrasporti” - tiene a ribadire l’avvocato Carloni - non hanno mai avuto neppure un avviso di conclusione indagine per quei fatti di vent’anni fa».

Oggi, per due delle situazioni individuate dalle indagini ad Alessandro Vanni viene contestato il reato di Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, come da articolo 260 del cosiddetto codice ambientale, in concorso e con l’aggravante del numero di persone coinvolte.

Quando, il settembre 2016, la polizia giudiziaria ferma - lungo il percorso tra la “Ra.Ri” e la “Lonzi Metalli”, a Livorno - un camion della “Vanni”, nel formulario di trasporto che l’autista esibisce era riportata la descrizione di un carico di miscugli di rifiuti composti esclusivamente da materiali non pericolosi. Il controllo accurato effettuato da personale Arpat - così la ricostruzione degli inquirenti - fa saltare fuori ben altro: rifiuti pericolosi di ogni tipo.

Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche. Dalle quali emerge come il giorno prima del fermo del camion Stefano Lena, responsabile del piazzale Ra.Ri (per il quale i giudice ha disposto gli arresti domiciliari) si sia sentito rispondere da Stefano Fulceri, responsabile del piazzale della Lonzi (anche per gli arresti domiciliari) che ai camion della “Vanni” erano sufficienti due ore di permanenza nell’impianto così da poter far apparire la lavorazione come eseguita. «Viene contestato un solo viaggio», sottolinea l’avvocato Carloni: «Per il quale c’è già un procedimento penale in corso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web