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Versilia

il dramma di via dei lecci 

A giudizio per la morte di Almisio Agostini

A giudizio per la morte di Almisio Agostini

VIAREGGIO. Prima udienza il 6 aprile 2018 per il processo relativo alla morte di Almisio Agostini, investito mentre percorreva in bicicletta via dei Lecci, nella parte iniziale, lato Viareggio. Era...

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VIAREGGIO. Prima udienza il 6 aprile 2018 per il processo relativo alla morte di Almisio Agostini, investito mentre percorreva in bicicletta via dei Lecci, nella parte iniziale, lato Viareggio. Era il 31 luglio dello scorso anno e l’uomo, 78 anni, una vita dietro il bancone del piccolo supermercato di quartiere al Campo d’aviazione, fu urtato da una Citroen Picasso con a bordo due persone, un uomo ed una donna, entrambi di Viareggio. Chi si trovò sul posto nei momenti concitati del dopo incidente sentì il conducente raccontare di essersi visto l’uomo a terra, davanti alla macchina, senza poter fare niente. Oggi Saverio Badiali - così ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare, Riccardo Nerucci (Tribunale di Lucca) - dovrà affrontare il giudizio con l’accusa è omicidio colposo, (il suo legale è Valeria Palmegiani, del Foro di Massa). La famiglia di Agostini si è affidata, invece, agli avvocati Riccardo Carloni e Chiara Romanini.

Torna di nuovo in aula quello che, ieri mattina, i legali della famiglia Agostini hanno definito il «convitato di pietra». Che più di pietra non si può visto che si parla del muro di via dei Lecci, tanto pericoloso quanto intoccabile. Visto che la Soprintendenza lo ha classificato alla stregua del Colosseo. Intanto, però, in dieci anni ci sono stati tre decessi in quel tratto di strada: Veronica Giunta, che aveva solo 17 anni, Renzo Gambini, 84 anni, e poi Almisio Agostini. All’indomani della cui scomparsa il “Tirreno” lanciò un appello al ministro del Beni culturali, Dario Franceschini, chiedendo un suo intervento per far sì che il caso via dei Lecci non restasse, per la Sovrintendenza, un caso chiuso. Niente è cambiato da allora, ma il tema del pericolo di quel tratto di strada - tra l’altro allagatissima nei giorni scorsi del codice rosso per il maltempo - rimane di stretta attualità. Oggi che la città progetta e realizza interventi di viabilità importante, ancora senza la giusta attenzione alle due ruote a pedali. I cui conducenti rischiano la vita quotidianamente non solo in via dei Lecci.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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