Il Tirreno

Versilia

Chiesta più sicurezza: il Camel Ponce costretto ad adeguarsi

di Luca Basile
Chiesta più sicurezza: il Camel Ponce costretto ad adeguarsi

Primo vertice in Comune su come sarà gestito l’evento New jersey per blindare il centro e punto per le emergenze

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PIETRASANTA. Nessun veto, nessuna restrizione particolare: il Camel Ponce che andrà in scena, come tradizione, la vigilia di Natale – nel cuore pulsante alcol, allegria e auguri del centro storico – non si discosterà in modo particolare da quelli del più recente passato. E dunque bar e pubblici esercizi aperti dalla prima serata del 24 dicembre per proseguire fino alle 3 del mattino – salvo restrizioni di orario al momento non previste – con la somministrazione delle bevande. Chiusura inderogabile alle 4 del mattino degli stessi locali, divieto di esporre baldacchini all’esterno, obbligo di servire la bevanda, da asporto, in bicchierini di plastica, rispetto di tutte quelle norme, igienico-sanitarie che fanno parte della normale attività di un qualsiasi pubblico esercizio.

Fino a qui, dunque, niente di nuovo. Ma dall’incontro di ieri mattina in municipio convocato dal subcommissario Grazia La Fauci e che ha visto la partecipazione di polizia, carabinieri, s 118, vigili del fuoco, protezione civile, polizia municipale e ovviamente dei referenti delle diverse attività, è emersa anche la necessità di un maggiore coordinamento fra le varie forze preposte al controllo. In poche parole il Camel Ponce è manifestazione spontanea che porta in dote, ogni vigilia di Natale, fra piazza Duomo e dintorni, oltre cinquemila persone: non esiste un’organizzazione, non esiste un soggetto promotore, è una kermesse che affonda le sue radici in un passato lontano, dove tutto si svolgeva in un clima più paesano, sincero e goliardico. E che poi, con gli anni, è diventato un vero e proprio evento modaiolo che esalta le casse dei bar, fa trasalire la bile dei residenti per il caos ordinario che si accompagna all’happening, è occasione ideale per scambiarsi gli auguri e che, alla fine, fortunatamente, a parte qualche caso sporadico, fino ad oggi, non è mai tracimato in niente di particolarmente grave. Una notte di festa che però, a detta del Comune, dovrà essere gestita, nei limiti del possibile, in un contesto di massima sicurezza. Come? Probabile, ad esempio, l’istituzione in piazza di un punto di riferimento e di contatto per ogni possibile emergenza: una sorta di coordinamento per prevenire e comunque intervenire con la massima sollecitudine se mai ce ne fosse bisogno. E ancora: il Comune ha provveduto ad un bando per assegnare ad un’associazione il compito di monitorare la situazione, per un impegno che vedrà ingaggiati una ventina di persone. Perché non solo va garantita la massima sicurezza e il rispetto delle regole a visitatori e residenti, ma anche tutelate le sculture e i beni artistici del centro città. Quel centro città che, come da normativa, sarà ovviamente blindato con i new jersey come oramai viene fatto in ogni genere di manifestazione. Le parti torneranno ad incontrarsi, dopo un confronto con la Prefettura, nei prossimi giorni.

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