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Versilia

l’ordinanza del sindaco 

Un’altra minaccia per il lago di Puccini: «Moli a rischio crollo»

Un’altra minaccia per il lago di Puccini: «Moli a rischio crollo»

MASSAROSA. Come se non bastassero i pesticidi, la siccità, i progetti di recupero che naufragano, i rifiuti che invece riemergono da un fondale sempre più basso. Adesso c’è un’altra minaccia per il...

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MASSAROSA. Come se non bastassero i pesticidi, la siccità, i progetti di recupero che naufragano, i rifiuti che invece riemergono da un fondale sempre più basso. Adesso c’è un’altra minaccia per il lago di Massaciuccoli. O meglio: per i frequentatori del lago. Ci sono cavi di acciaio «a bassa quota» e approdi per barchini e capanne a rischio crollo.

Si legge nell’ordinanza del sindaco di Massarosa, Franco Mungai. Un’ordinanza puramente informativa. Un avvertimento, insomma, «per segnalare una situazione di pericolo per i frequentatori del lago di Massaciuccoli». All’interno del bacino del Lago di Massaciuccoli, spiega Mungai, «è stata infatti riscontrata la possibilità di venire a contatto con cavi d’acciaio posti a bassa quota e di porzioni di strutture come ricoveri barchini, bilance e retoni, in precarie condizioni di stabilità con elementi a volte semi-affioranti dal pelo dell’acqua. Considerato che il lago è comunque sempre frequentato – prosegue il sindaco Franco Mungai– ho ritenuto necessario avvisare coloro che vi si recano sia per attività sportive, didattiche o amatoriali, del potenziale pericolo in modo che possano prestare la necessaria attenzione. In alcuni casi abbiamo posto, grazie all’aiuto della pro-loco dei cartelli, ma essendo difficile procedere ad una puntuale e capillare verifica di tutte le situazioni, raccomando la massima prudenza». L’ordinanza è stata trasmessa anche al parco naturale di Migliarino San Rossore, Massaciuccoli, ai Comuni limitrofi e all’autorità portuale per quanto di rispettiva competenza. Questo sarebbe l’ennesimo problema per il lago tanto amato dal maestro Puccini. A partire dalla siccità. In oltre dieci anni, da quando cioè è stato siglato l’accordo di programma per salvarlo, grazie a 18 milioni stanziati dal ministero dell’Ambiente, niente di quello che era sulla carta è stato realizzato. Anzi, il progetto del “tubone” per potare acque dal Serchio sembra naufragare sempre di più. Mel. Car.



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