Sicurezza
Fa controllare la pensione e incassa 30.000 euro
I dati della Cgil sugli effetti benefici del riconteggio grazie alle nuove regole Inps «Si possono recuperare arretrati, aumentando anche l’assegno mensile»
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VIAREGGIO. Quasi cinque milioni di euro recuperati negli ultimi sette anni grazie al riconteggio delle pensioni. Con recuperi per alcuni pensionati anche di 30.000 euro. Sono i dati dell’Inca Cgil, patronato che dal 2010 lavora sul ricalcolo delle pensioni.
«L’Inca Cgil – si legge in una nota – a istituito un gruppo di controllo delle pensioni in collaborazione con il sindacato pensionati Spi-Cgil. Dal 2010 ad oggi, grazie a questo progetto, sono state controllate 10.304 pensioni e ben 2.068 pensioni erano da riconteggiare. Si sono recuperati 4.978.109 euro di arretrati sulle pensioni. C’è il pensionato che ha avuto un aumento mensile di 5 euro sulla pensione e la pensionata che ha avuto un aumento permanente mensile di 356 euro. Ci sono pensionati che hanno avuto arretrati sulla pensione anche di 30.000 euro. Dodici pensionati hanno avuto più di 20.000 euro di arretrati, sessantasette pensionati hanno avuto arretrati tra 10.000 e 20.000, centosessanta pensionati hanno avuto arretrati compresi tra 5. 000 e 10. 000 euro».
«Questo controllo – prosegue la Cgil – deriva non da sbagli dell’Inps, ma dall’emanazione di leggi, circolari e sentenze che rispetto al momento della liquidazione della pensione si sono succedute e applicandole alle pensioni in essere possono portare ad un aumento delle stesse. I casi che in linea di massima si possono verificare sono i seguenti: presenza di contribuzione figurativa negli ultimi 10 anni; presenza di maternità avuta fuori dal rapporto di lavoro con 21 settimane di contributi invece delle 22 settimane previste dalla nuova circolare Inps; periodi di mobilità in anni lontani (spesso le retribuzioni della contribuzione figurativa non sono rivalutate); posizioni contributive prevalentemente formate da lavoro autonomo (coltivatori, commerciati, artigiani), dove sono presenti anche piccoli periodi come lavoratori dipendenti. In questi casi con la presenza di contribuzione figurativa derivante da servizio militare si può avere un beneficio spostando detta contribuzione dalla gestione dei lavoratori dipendenti alla gestione autonoma».
«Inoltre – prosegue la Cgil – raggiungimento dell’età di vecchiaia e presenza nella posizione contributiva di retribuzioni basse negli ultimi anni di lavoro. In questo caso applicando una sentenza della Corte Costituzionale si possono annullare dette retribuzioni per avere un beneficio pensionistico. In più presenza di contribuzione successiva al pensionamento sia nel caso ci sia già stato una domanda di supplemento di pensione sia in mancanza di esso; presenza di erogazione di premi si produzione o altre erogazioni contrattuali successive al pensionamento; presenza di contribuzione come collaboratore versata nella gestione separata Inps».
«L’Inca Cgil – si legge in una nota – a istituito un gruppo di controllo delle pensioni in collaborazione con il sindacato pensionati Spi-Cgil. Dal 2010 ad oggi, grazie a questo progetto, sono state controllate 10.304 pensioni e ben 2.068 pensioni erano da riconteggiare. Si sono recuperati 4.978.109 euro di arretrati sulle pensioni. C’è il pensionato che ha avuto un aumento mensile di 5 euro sulla pensione e la pensionata che ha avuto un aumento permanente mensile di 356 euro. Ci sono pensionati che hanno avuto arretrati sulla pensione anche di 30.000 euro. Dodici pensionati hanno avuto più di 20.000 euro di arretrati, sessantasette pensionati hanno avuto arretrati tra 10.000 e 20.000, centosessanta pensionati hanno avuto arretrati compresi tra 5. 000 e 10. 000 euro».
«Questo controllo – prosegue la Cgil – deriva non da sbagli dell’Inps, ma dall’emanazione di leggi, circolari e sentenze che rispetto al momento della liquidazione della pensione si sono succedute e applicandole alle pensioni in essere possono portare ad un aumento delle stesse. I casi che in linea di massima si possono verificare sono i seguenti: presenza di contribuzione figurativa negli ultimi 10 anni; presenza di maternità avuta fuori dal rapporto di lavoro con 21 settimane di contributi invece delle 22 settimane previste dalla nuova circolare Inps; periodi di mobilità in anni lontani (spesso le retribuzioni della contribuzione figurativa non sono rivalutate); posizioni contributive prevalentemente formate da lavoro autonomo (coltivatori, commerciati, artigiani), dove sono presenti anche piccoli periodi come lavoratori dipendenti. In questi casi con la presenza di contribuzione figurativa derivante da servizio militare si può avere un beneficio spostando detta contribuzione dalla gestione dei lavoratori dipendenti alla gestione autonoma».
«Inoltre – prosegue la Cgil – raggiungimento dell’età di vecchiaia e presenza nella posizione contributiva di retribuzioni basse negli ultimi anni di lavoro. In questo caso applicando una sentenza della Corte Costituzionale si possono annullare dette retribuzioni per avere un beneficio pensionistico. In più presenza di contribuzione successiva al pensionamento sia nel caso ci sia già stato una domanda di supplemento di pensione sia in mancanza di esso; presenza di erogazione di premi si produzione o altre erogazioni contrattuali successive al pensionamento; presenza di contribuzione come collaboratore versata nella gestione separata Inps».
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