Attenzione
Stazzema isolata per dieci ore
di Tiziano Baldi Galleni
Una frana lungo la provinciale blocca il passaggio dei mezzi. Salta la scuola per molti ragazzi
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STAZZEMA. «Pronto, vicesindaco siamo bloccati. C’è una frana sulla strada». Sono le 6 del mattino quando il primo stazzemese, in auto, si trova davanti ad un cumulo di terra, sassi e piante. La terra nella notte (forse intorno alle 4) ha invaso la strada. Siamo a circa tre chilometri, sulla strada provinciale, della pieve romanica Santa Maria Assunta. Sotto al paese di Stazzema, lo stesso in cui abita anche il vicesindaco, Egidio Pelagatti.
Come lui, tanti residenti – circa trecento persone abitano in quella frazione – ieri mattina sono rimasti isolati. Le prime auto sono tornate a transitare intorno alle 14. I ragazzi che dovevano scendere a scuola sono rimasti a casa. E chi doveva andare a lavoro ci ha rinunciato. Eccetto alcuni temerari – pochissimi – che a piedi si sono fatti la mulattiera che porta al Santuario della Madonna del Piastraio (tanto amato da Paolo Brosio) e scende a Mulina.
Per quella vallata del Comune è stata una mattinata caotica: piogge cessate, dopo una notte intensa, ma un viavai di camion (circa cinquanta viaggi) per trasportare i detriti caduti sulla via. È l’unica percorribile per raggiungere il borgo di Stazzema.
«Alle 6 di mattina ero già sulla frana – racconta il vicesindaco e assessore alla protezione civile – perché mi hanno telefonato e sono andato immediatamente a verificare». Tempestivamente, la Provincia di Lucca ha fatto intervenire i cantonieri e una ditta attrezzata per sgomberare il tratto invaso. Anche il sindaco Maurizio Verona con l’ingegnere comunale erano sul posto. «Una volta ripulito tutto – prosegue Pelagatti – si dovrà capire, con i tecnici della Provincia, se il versante è stabile. Si è staccato una poggio di terra che è tra il tratto di strada occupato e quello sopra. La via non sembra aver avuto ripercussioni, ma ci sarà da valutare bene se ci sono altri pericoli e movimenti in atto».
Se non vi fossero altri problemi, sarebbe soltanto da ricostruire un muro in sasso che delimitava la strada. Senza ombra di dubbio, a causare la frana sono state le ulteriori piogge di lunedì notte, che sono cadute su un terreno già sfiancato dal weekend.
«Mentre nella piana della Versilia stanotte o non pioveva o pioveva poco, quassù sono caduti molti millimetri di acqua – ricostruisce il vicesindaco –. Solo domenica 10 dicembre ne sono piovuti 400 millimetri». Però Stazzema è gravata anche da un’altra situazione. Ossia l’incuria dei terreni privati che confinano con le strade. «È una vergogna vedere alberi enormi a ridosso delle strade su terreni privati. I proprietari dovrebbero attivarsi – è l’invito del vicesindaco Pelagatti – per tagliarli. È impensabile che il Comune o la Provincia possano intervenire su tutti i 90 chilometri di viabilità. Esistono responsabilità civili e penali, e come amministrazione abbiamo emanato un’ordinanza che obbliga a fare il taglio. Ma è un lavoro che andrebbe eseguito a coscienza, e merita una riflessione, perché se un albero casca su un’auto o un motorino si rischia di fare del male a qualcuno».
Come lui, tanti residenti – circa trecento persone abitano in quella frazione – ieri mattina sono rimasti isolati. Le prime auto sono tornate a transitare intorno alle 14. I ragazzi che dovevano scendere a scuola sono rimasti a casa. E chi doveva andare a lavoro ci ha rinunciato. Eccetto alcuni temerari – pochissimi – che a piedi si sono fatti la mulattiera che porta al Santuario della Madonna del Piastraio (tanto amato da Paolo Brosio) e scende a Mulina.
Per quella vallata del Comune è stata una mattinata caotica: piogge cessate, dopo una notte intensa, ma un viavai di camion (circa cinquanta viaggi) per trasportare i detriti caduti sulla via. È l’unica percorribile per raggiungere il borgo di Stazzema.
«Alle 6 di mattina ero già sulla frana – racconta il vicesindaco e assessore alla protezione civile – perché mi hanno telefonato e sono andato immediatamente a verificare». Tempestivamente, la Provincia di Lucca ha fatto intervenire i cantonieri e una ditta attrezzata per sgomberare il tratto invaso. Anche il sindaco Maurizio Verona con l’ingegnere comunale erano sul posto. «Una volta ripulito tutto – prosegue Pelagatti – si dovrà capire, con i tecnici della Provincia, se il versante è stabile. Si è staccato una poggio di terra che è tra il tratto di strada occupato e quello sopra. La via non sembra aver avuto ripercussioni, ma ci sarà da valutare bene se ci sono altri pericoli e movimenti in atto».
Se non vi fossero altri problemi, sarebbe soltanto da ricostruire un muro in sasso che delimitava la strada. Senza ombra di dubbio, a causare la frana sono state le ulteriori piogge di lunedì notte, che sono cadute su un terreno già sfiancato dal weekend.
«Mentre nella piana della Versilia stanotte o non pioveva o pioveva poco, quassù sono caduti molti millimetri di acqua – ricostruisce il vicesindaco –. Solo domenica 10 dicembre ne sono piovuti 400 millimetri». Però Stazzema è gravata anche da un’altra situazione. Ossia l’incuria dei terreni privati che confinano con le strade. «È una vergogna vedere alberi enormi a ridosso delle strade su terreni privati. I proprietari dovrebbero attivarsi – è l’invito del vicesindaco Pelagatti – per tagliarli. È impensabile che il Comune o la Provincia possano intervenire su tutti i 90 chilometri di viabilità. Esistono responsabilità civili e penali, e come amministrazione abbiamo emanato un’ordinanza che obbliga a fare il taglio. Ma è un lavoro che andrebbe eseguito a coscienza, e merita una riflessione, perché se un albero casca su un’auto o un motorino si rischia di fare del male a qualcuno».
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