Sicurezza
Contenzioso Tev-Veolia: scontro sulla fidejussione
di Donatella Francesconi
Il no di Viareggio ha fatto infuriare il commissario prefettizio a Pietrasanta Priolo pronto a tutte le azioni necessarie, compreso il ricorso alla Corte dei Conti
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PIETRASANTA. Comuni della Versilia ai ferri corti, anche cortissimi: al centro la vicenda rifiuti, quella della partita da chiudere, possibilmente una volta per tutte, sul fronte del contenzioso Tev-Veolia. Ora è la volta della fidejussione che i Comuni sono chiamati a sottoscrivere affinché diventi realtà a tutti gli effetti l’accordo transattivo del dicembre 2015. Mediocredito italiano chiede agli Enti pubblici coinvolti nella vicenda (i Comuni di Pietrasanta, Massarosa, Viareggio, Camaiore, e Forte e Seravezza) di fornire la garanzia, mediante fidejussione appunto, per il finanziamento diretto al Consorzio ambiente Versilia. Otto milioni, che sono una parte dei 13, cifra con la quale si è chiuso un contenzioso che in partenza aveva numeri ben più grandi. Otto milioni dall’accesso al credito e cinque che sono quelli anticipati dalla Regione. Ripagati dall’affitto che Reti Ambiente paga (1,2 milioni) per l’impianto di Pioppogatto. Un equilibrio difficile che un euro e meno rischia di far precipitare come un castello di carte con uno starnuto.
Nei giorni scorsi si è tenuta una burrascosa riunione di tutti i soggetti interessati. Sede dell’incontro da mezzogiorno di fuoco il Municipio di Viareggio, amministrazione comunale che ha detto chiaro e tondo che non si sobbarcherà la fidejussione. Un “no” che - le indiscrezioni sulla vicenda sono fitte come la pioggia di questi giorni - è rimasto indigesto al commissario prefettizio del comune di Pietrasanta, Giuseppe Priolo. Pietrasanta, come Massarosa, ha l’equilibrio dei propri conti strettamente legato all’equilibrio che la vicenda del contenzioso Tev-Veolia deve mantenere. Priolo sarebbe stato molto chiaro nell’esposizione delle proprie ragioni: Viareggio non può sottrarsi al pagamento e per quello che compete alla funzione che il commissario ricopre a Pietrasanta è ben deciso ad utilizzare ogni mezzo legale disponibile per avere ragione del rifiuto del sindaco Giorgio Del Ghingaro, del segretario generale Fabrizio Petruzzi, del ragioniere capo Alberto Bartalucci. Anche, se sarà necessario - così è trapelato - il ricorso alla Corte dei Conti per il danno erariale che lo stallo - o peggio la mancanza della garanzia al credito - può causare ai conti del Comune di Pietrasanta. Priolo richiama il Comune di Viareggio, e qualsiasi altro Comune della Versilia che sulla fidejussione decidesse di tenere la stessa posizione, ad assumersi le proprie responsabilità. Pronto a dare battaglia.
Dal canto suo il sindaco Del Ghingaro: «Ho un parere scritto dal ragioniere capo in merito alla fidejusssione. Che non si può fare». Non è un problema lo stato di dissesto del Comune di Viareggio, continua Del Ghingaro, «ma lo è il disavanzo». Un disavanzo - continua il sindaco - «che, ancorché “figurativo” non sottrarre l’Ente pubblico alla normativa per cui è fatto divieto di accendere mutui, dare garanzie e tutto il resto. Il ragioniere capo mi ha già detto no». E non è solo questo. Perché - aggiunge Del Ghingaro andando al sodo - «è finita l’ora di Viareggio che paga per tutti. Ora le cose voglio vederle chiare». Il riferimento, in questo caso, non è alla fidejussione, ma alla parte delle spese legali sostenute dal Consorzio ambiente Versilia per arrivare a chiudere il contenzioso.
«La fidejussione è la garanzia, non un esborso di denaro», sottolinea Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore. Che ricorda: «L’operazione è coperta con l’affitto di Pioppogatto». Destinato ad essere trasformato in “Fabbrica dei materiali” per garantirgli un futuro.
Il braccio di ferro è tutto aperto e si rischia di vedere nel cielo della Versilia ben altro che i fuochi d’artificio di fine danno. Perché Giuseppe Priolo si sarebbe già fatta sentire al ministero dell’interno, direttamente con Giacomo Verde, Direzione centrale per la finanza locale, che si occupa del dissesto di Viareggio oltre che di quello di altri Comuni d’Italia. E proprio Verde avrebbe detto a Priolo che il no di Viareggio non sarebbe fondato.
Nei giorni scorsi si è tenuta una burrascosa riunione di tutti i soggetti interessati. Sede dell’incontro da mezzogiorno di fuoco il Municipio di Viareggio, amministrazione comunale che ha detto chiaro e tondo che non si sobbarcherà la fidejussione. Un “no” che - le indiscrezioni sulla vicenda sono fitte come la pioggia di questi giorni - è rimasto indigesto al commissario prefettizio del comune di Pietrasanta, Giuseppe Priolo. Pietrasanta, come Massarosa, ha l’equilibrio dei propri conti strettamente legato all’equilibrio che la vicenda del contenzioso Tev-Veolia deve mantenere. Priolo sarebbe stato molto chiaro nell’esposizione delle proprie ragioni: Viareggio non può sottrarsi al pagamento e per quello che compete alla funzione che il commissario ricopre a Pietrasanta è ben deciso ad utilizzare ogni mezzo legale disponibile per avere ragione del rifiuto del sindaco Giorgio Del Ghingaro, del segretario generale Fabrizio Petruzzi, del ragioniere capo Alberto Bartalucci. Anche, se sarà necessario - così è trapelato - il ricorso alla Corte dei Conti per il danno erariale che lo stallo - o peggio la mancanza della garanzia al credito - può causare ai conti del Comune di Pietrasanta. Priolo richiama il Comune di Viareggio, e qualsiasi altro Comune della Versilia che sulla fidejussione decidesse di tenere la stessa posizione, ad assumersi le proprie responsabilità. Pronto a dare battaglia.
Dal canto suo il sindaco Del Ghingaro: «Ho un parere scritto dal ragioniere capo in merito alla fidejusssione. Che non si può fare». Non è un problema lo stato di dissesto del Comune di Viareggio, continua Del Ghingaro, «ma lo è il disavanzo». Un disavanzo - continua il sindaco - «che, ancorché “figurativo” non sottrarre l’Ente pubblico alla normativa per cui è fatto divieto di accendere mutui, dare garanzie e tutto il resto. Il ragioniere capo mi ha già detto no». E non è solo questo. Perché - aggiunge Del Ghingaro andando al sodo - «è finita l’ora di Viareggio che paga per tutti. Ora le cose voglio vederle chiare». Il riferimento, in questo caso, non è alla fidejussione, ma alla parte delle spese legali sostenute dal Consorzio ambiente Versilia per arrivare a chiudere il contenzioso.
«La fidejussione è la garanzia, non un esborso di denaro», sottolinea Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore. Che ricorda: «L’operazione è coperta con l’affitto di Pioppogatto». Destinato ad essere trasformato in “Fabbrica dei materiali” per garantirgli un futuro.
Il braccio di ferro è tutto aperto e si rischia di vedere nel cielo della Versilia ben altro che i fuochi d’artificio di fine danno. Perché Giuseppe Priolo si sarebbe già fatta sentire al ministero dell’interno, direttamente con Giacomo Verde, Direzione centrale per la finanza locale, che si occupa del dissesto di Viareggio oltre che di quello di altri Comuni d’Italia. E proprio Verde avrebbe detto a Priolo che il no di Viareggio non sarebbe fondato.
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