Il Tirreno

Versilia

Un milione di euro in manutenzioni per Pioppogatto

di Donatella Francesconi
Un milione di euro in manutenzioni per Pioppogatto

Presidente e direttore di Ersu spiegano lo stato dell’impianto gestito fino ad aprile scorso da “Vera”

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VIAREGGIO. Un milione, euro più euro meno, di manutenzioni eseguite da Ersu per l’impianto di compostaggio rifiuti a Pioppogatto, dall’aprile scorso ad oggi. La giornata “Open day”, con visita alla struttura per lungo e per largo, sono l’occasione per capire qualcosa di più. Oggi che la “caccia” di Arpat all’odore mefitico che invade Viareggio sembra sempre più portare a Pioppogatto. Il cui direttore Walter Bresciani Gatti, insieme al presidente di Ersu Alberto Ramacciotti, dichiarano senza passi indietro «non è Pioppogatto la causa del cattivo odore».

La visita guidate è stata l’occasione per le domande su come Ersu ha trovato l’impianto nel passaggio di mano dalla gestione “Vera” (Sea Ambiente più Sea Risorse), società alla quale i Comuni della Versilia avevano affidato in tutta fretta, nel 2012, la gestione di Falascaia e Pioppogatto. Con un contratto che aveva carattere di emergenza, ma che è invece andato avanti fino all’aprile scorso. E sul quale pende oggi l’esposto alla Procura presentato dall’amministrazione comunale di Pietrasanta, sindaco Massimo Mallegni.

Il controllo portelloni. Nelle relazione del 3 novembre scorso a firma del direttore di Arpat, Marcello Mossa Verre, viene contestata ad Ersu «una gestione errata dei portelloni dei vari capannoni che resterebbero aperti per lunghi periodi in vari momenti del giorno e della notte, probabilmente non garantendo una adeguata depressione dei capannoni utilizzati per il trattamento e gli stoccaggi». Bresciani Gatti, rispondendo alle domande del “Tirreno”, dice la sua: «Arpat ha trovato una volta sola un portellone aperto. Abbiamo così ricostruito il fatto che durante la fine spazzamento del capannone, il personale manteneva un “modus operandi” precedente all’arrivo di Ersu, per cui teneva il portellone aperto».

Da quella osservazione di Arpat è scaturito «un ordine di servizio per i dipendente, così da vietare quel comportamento». Ed è contemporaneamente seguita la manutenzione del sistema di monitoraggio dei portelloni. Quando Ersu ha cercato l’azienda di Carrara (Euromotor Service Ems, ndr) che aveva il contratto con “Vera” - racconta Bresciani Gatti - «ci siamo sentiti rispondere che non volevano più lavorare a Pioppogatto». Anche perché - aggiunge Ramacciotti - «erano dieci anni che non si provvedeva all’aggiornamento del software. Così ci ha detto l’impresa». Adesso Ersu - continua il direttore - «sta riprogettando per Pioppogatto un Plc nuovo (Programmable logic controller, ndr) che gestisca tutta la segnaletica dell’impianto. Per questo avvieremo un appalto specifico».

Sistema antincendio. «La vasca dell’acqua del sistema antincendio», sono le parole del presidente Ramacciotti, «al nostro arrivo era piena di melma, sul fondo. Ed il sistema perdeva acqua». È uno degli interventi urgenti di manutenzione per il quale Ersu ha speso, garantendo un servizio antincendio fornito da ditte specializzate per tutta la durata dei lavori alla vasca».

Il capannone “C”. È quello dedicato al compostaggio, ovvero alla maturazione e fermentazione aerobica del materiale organico per la produzione di compost fuori specifica. Soprattutto nei mesi invernali «è caratterizzato da un’elevata concentrazione di umidità ed acqua di condensa che si deposita a terra». Al passaggio di consegne Vera-Ersu (3 aprile scorso) racconta Ramacciotti, «sembrava di stare nella canna fumaria di un camino. Abbiamo dovuto chiamare un’impresa per ripulire e disinfettare. L’anno prossimo procederemo per gli altri capannoni».

Lo scrubber. È l’apparecchiatura che consente di abbattere la concentrazione di sostanze presenti in una corrente gassosa, solitamente polveri e microinquinanti acidi. Insomma, per farla semplice, lava l’aria di tutti e quattro i capannoni di Pioppogatto. «Abbiamo aumentato la frequenza di lavaggio», spiega Bresciani Gatti, «ed in testa allo scrubber abbiamo collocato un sistema di “spruzzini” che lo lavano». La gestione precedente prevedeva, invece, uno stop del macchinario in occasione del lavaggio dello stesso. Alla domanda se prima dell’arrivo di Ersu lo scrubber fosse ben manutenuto, Bresciani Gatti risponde: «Ci abbiamo dovuto fare degli investimenti».

Il biofiltro. È una grande vasca in calcestruzzo, coperta da tettoia e riempita di materiale vegetale. «Il “letto” - sono le parole del direttore - lo si fa ogni 4 anni, ed è stato sostituito due anni fa. Abbiamo proposto ad Arpat una sostituzione nuovamente a gennaio». Per quanto riguarda la funzionalità del sistema abbattimento odori, Ersu si avvale di un affidamento ereditato da “Vera” alla ditta “West System” che ogni tre mesi effettua l’analisi degli odori.

Pressa Ziliani. Ersu è intervenuta, al passaggio di mano dell’impianto, anche alla manutenzione della pressa Ziliani, quella per la compattazione dei rifiuti. «Erano molti anni che non era manutenuta», sottolinea Bresciani Gatti.

Il presidente. Alla domanda se non abbia valutato di fermare l’impianto per effettuare manutenzioni così importanti per il corretto svolgimento del servizio, così da non incappare - tra l’altro - in possibili sanzioni e/o prescrizioni, Ramacciotti risponde: «Avevamo valutato di ricorrere ad un periodo di cassa integrazione per poter eseguire i lavori e poi rimettere in funzione l’impianto. Ma ci è stato detto che non l’avremmo avuta».

Il direttore. Alla domanda se conoscesse o meno Pioppogatto prima di arrivarvi come direttore di Ersu rivolta dal “Tirreno” a Bresciani Gatti, lo stesso risponde affermativamente, sia pure un po’ “tirato”: «Ho partecipato tanti anni fa alla commissione del Consorzio ambiente Versilia». Nel 2010 - come da curriculum - in realtà Bresciani Gatti è stato il collaudatore di Pioppogatto e Falascaia.

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