Il Tirreno

Versilia

Sconti sugli immobili per rilanciare il commercio

di Cesare Bonifazi
Sconti sugli immobili per rilanciare il commercio

Agevolazioni sugli oneri concessori per chi trasforma i vecchi capannoni  Il vicesindaco Rosi: «Così aiutiamo l’economia riutilizzando edifici in disuso»

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MASSAROSA. Se il vecchio capannone diventa un’area commerciale all’ingrosso, il Comune ha previsto sconti fino al 70%. È stata infatti approvata dal consiglio comunale una modifica al regolamento per la determinazione e corresponsione degli oneri concessori.

Un passaggio fatto per adeguare il documento alle modifiche introdotte dalla legge regionale e per introdurre ulteriori agevolazioni, nell’attesa che la conferenza unificata tra governo, Regioni e Comuni definisca il regolamento edilizio.

«Oltre ad adeguare il regolamento al mutato quadro normativo – dichiara il vicesindaco Damasco Rosi – abbiamo deciso di introdurre degli elementi di agevolazione economica come già in passato abbiamo fatto per diverse tipologie di intervento. Questo, unito ad altri sostanziosi incentivi da noi voluti e contenuti nel regolamento sulla bio-edilizia e nel recente regolamento per l’adeguamento sismico dei fabbricati, vuole andare nella direzione di rendere più sostenibile, anche dal punto di vista monetario, l’iniziativa dei privati».

Il provvedimento, per spiegarlo nel dettaglio, incide su quelli che vengono definiti “cambi di destinazione d’uso” abbattendo la quota relativa agli oneri d’urbanizzazione.

Mentre lo scorso anno, con una modifica al regolamento, il Comune aveva già ridotto del 70% gli oneri per i cambi di destinazione di immobili da artigianale-industriale e commerciale verso destinazioni di servizio pubblico e di uso pubblico (palestre e circoli), questa volta è stata inserita nella variazione anche la riduzione del 70% degli oneri per i cambi di destinazione di immobili o porzione degli stessi ad uso artigianale-industriale verso la destinazione commerciale all’ingrosso e viceversa.

«Questo ci permette di entrare dell’ottica di recupero del patrimonio immobiliare abbandonato sul territorio, spesso ricettacolo di malvivenza, nella prospettiva di un rilancio dell’economia – conclude Rosi – vogliamo favorire in maniera concreta il riutilizzo di fabbricati esistenti ma in disuso o abbandonati o per i quali vi è la volontà da parte della proprietà di andare verso una riconversione. Edifici abbandonati presenti sul territorio e all’interno delle nostre frazioni non sono decorosi e si prestano a qualsiasi forma di degrado. Semplificare la loro fruizione consente di eliminare questi problemi, di mantenere presidi, di essere flessibili e adeguarsi alle mutate necessità del mercato. Il tutto senza ulteriore consumo di suolo».



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