La protesta
A Massarosa una casa per i disabili rimasti soli
di Cesare Bonifazi
Sarà creata insieme alla fondazione “Dopo di noi” e alla Regione L’assessore Barsotti: «È un’altra vittoria conquistata dalla Società della Salute»
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MASSAROSA. La disabilità non è una condanna a morte. Il pensiero di molti genitori che hanno un figlio disabile però rimane: «Cosa succederà quando non ci saremo più?». Da 33 anni la fondazione nazionale Dopo di Noi si è preso il compito di promuovere la cultura del “Dopo di Noi” e la realizzazione di adeguate strutture e servizi proprio per rispondere a questo importante interrogativo.
E, per la prima volta per tutto l’ambito versiliese, nascerà a Massarosa una struttura che potrà ospitare i disabili che non hanno più parenti oppure che hanno familiari anziani e che non si possono occupare di loro.
Con 300mila di finanziamento regionale e della Fondazione Coesione sociale della Cassa di Risparmio, la casa per i disabili nascerà in via del Molinello, nei locali che erano dell’ex-Sermas. Potrà ospitare fino a cinque persone che potranno venire da tutta la Versilia.
Le risorse sono state affidate alla Società della salute che ha aperto un bando per avere manifestazioni di interesse da parte di soggetti del territorio. Si è aperto quindi un tavolo nei mesi scorsi con le amministrazioni, le cooperative e le associazioni per individuare la struttura migliore dove ospitare questo servizio. Ogni zona della Toscana si è organizzata per gestire queste risorse e alla fine è stata individuata Massarosa come sede per questo importante progetto sociale.
«Dovevamo trovare nel territorio una residenza in semiautonomia per cinque soggetti - dice l’assessora al Sociale Simona Barsotti - ma il progetto comprende anche altri ambiti di sviluppo: socializzazione, attività sportive, percorsi di autonomie nel fine settimana. Considerando le risorse messe a disposizione, Massarosa è risultata la più idonea anche in termini di adeguamento dell’immobile».
Verranno infatti compiuti alcuni lavori all’interno dello stabile per renderlo “a misura di disabilità”. Ma ci saranno anche inserti di domotica: i dispositivi per rendere la casa intelligente: come per esempio accendere la luce con il battito delle mani.
«Un educatore sarà presente all’interno della struttura - spiega l’assessora - entro sei mesi il progetto dovrebbe partire: entro pochi mesi quindi sarà pienamente operativo. Anche in questo caso, e lo dico con una punta di orgoglio, la Società della Salute ha lavorato e anche bene».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E, per la prima volta per tutto l’ambito versiliese, nascerà a Massarosa una struttura che potrà ospitare i disabili che non hanno più parenti oppure che hanno familiari anziani e che non si possono occupare di loro.
Con 300mila di finanziamento regionale e della Fondazione Coesione sociale della Cassa di Risparmio, la casa per i disabili nascerà in via del Molinello, nei locali che erano dell’ex-Sermas. Potrà ospitare fino a cinque persone che potranno venire da tutta la Versilia.
Le risorse sono state affidate alla Società della salute che ha aperto un bando per avere manifestazioni di interesse da parte di soggetti del territorio. Si è aperto quindi un tavolo nei mesi scorsi con le amministrazioni, le cooperative e le associazioni per individuare la struttura migliore dove ospitare questo servizio. Ogni zona della Toscana si è organizzata per gestire queste risorse e alla fine è stata individuata Massarosa come sede per questo importante progetto sociale.
«Dovevamo trovare nel territorio una residenza in semiautonomia per cinque soggetti - dice l’assessora al Sociale Simona Barsotti - ma il progetto comprende anche altri ambiti di sviluppo: socializzazione, attività sportive, percorsi di autonomie nel fine settimana. Considerando le risorse messe a disposizione, Massarosa è risultata la più idonea anche in termini di adeguamento dell’immobile».
Verranno infatti compiuti alcuni lavori all’interno dello stabile per renderlo “a misura di disabilità”. Ma ci saranno anche inserti di domotica: i dispositivi per rendere la casa intelligente: come per esempio accendere la luce con il battito delle mani.
«Un educatore sarà presente all’interno della struttura - spiega l’assessora - entro sei mesi il progetto dovrebbe partire: entro pochi mesi quindi sarà pienamente operativo. Anche in questo caso, e lo dico con una punta di orgoglio, la Società della Salute ha lavorato e anche bene».
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