Sicurezza
Dodicimila pensioni da riconteggiare
di Matteo Tuccini
Ecco come si può aumentare l’importo e riscuotere arretrati
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VIAREGGIO. Aumentare la propria pensione con un semplice controllo? Sembra strano, in tempi in cui la pensione è un privilegio soltanto averla. Eppure si può. E non è nemmeno così complicato. Considerato che alla fine si possono recuperare anche delle centinaia di euro in più ogni mese, senza contare gli arretrati che l’Inps è tenuta a pagare quando spettano.
Sono dodicimila in Versilia le persone che percepiscono l’assegno dell’Inps e che potrebbero incrementarne l’importo mensile: la stima si ricava dal 25% delle oltre 51mila pensioni Inps pagate nel territorio dei sette Comuni, che secondo la Cgil possono essere “rivalutate”. Cioè incrementate. Un utente su quattro, infatti, non sa che gli spetta la quattordicesima, oppure che ha diritto a incrementi e bonus previsti e mai richiesti all’Istituto di previdenza. Soldi che possono essere recuperati anche in maniera retroattiva, fino a 5 anni precedenti: è la cosiddetta scadenza fiscale, il limite di tempo entro si possono richiedere tasse o importi arretrati.
La cosiddetta rivalutazione della pensione è un meccanismo una volta tanto a favore del cittadino, di cui si è parlato molto nel corso degli anni. E che ha già consentito a numerosi pensionati recuperi di somme importanti. Ma ancora oggi in molti non ne approfittano. E quei soldi nessuno li porta a casa: l’Inps non fa questo tipo di controlli, quindi deve essere il cittadino a informarsi. E, nel caso, fare richiesta di rivalutazione dell’assegno mensile.
Una delle difficoltà di chi si trova per la prima volta ad affrontare la rivalutazione potrebbe essere legata alla procedura: si fa solo su Internet. Ed è per questo motivo che molti, magari a digiuno con questioni di computer, fanno fatica a orientarsi. Nel caso in cui non si riesca a farlo autonomamente ci si può rivolgere a un patronato. Comunque sia, per scoprire se ci siano irregolarità è necessario scaricare il documento con tutti i dati relativi alla propria pensione, che si trova in un’area dedicata sul portale dell’Inps (www.inps.it). Per entrare nell’area riservata il pensionato deve inserire il codice fiscale e un Pin che lo stesso Inps gli ha assegnato. Qui il cittadino o eventualmente l’operatore del patronato– purché sia stato autorizzato dall’utente – scarica il documento e cerca di capire quali strade si possano percorrere per incrementare la pensione. In genere si parla di quattordicesime, bonus familiari, perequazioni (cioè aggiustamenti della pensione sulla base dell’inflazione) che non sono mai stati applicati. A quel punto viene fatta una richiesta motivata all’Inps, che effettuerà i controlli per capire se ci siano delle ragioni fondate. In quel caso accrediterà il dovuto sull’assegno successivo all’autorizzazione, quindi compresi gli arretrati. Adeguando, di conseguenza, gli assegni futuri destinati al cittadino. «Abbiamo già recuperato somme rilevanti negli ultimi anni – fanno sapere dal patronato Inca Cgil – ma ci sono ancora molti pensionati che non hanno usufruito di questa possibilità. Per chi volesse avvalersene ci sono a disposizione i nostri sportelli a Viareggio, Pietrasanta, Camaiore e Seravezza».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono dodicimila in Versilia le persone che percepiscono l’assegno dell’Inps e che potrebbero incrementarne l’importo mensile: la stima si ricava dal 25% delle oltre 51mila pensioni Inps pagate nel territorio dei sette Comuni, che secondo la Cgil possono essere “rivalutate”. Cioè incrementate. Un utente su quattro, infatti, non sa che gli spetta la quattordicesima, oppure che ha diritto a incrementi e bonus previsti e mai richiesti all’Istituto di previdenza. Soldi che possono essere recuperati anche in maniera retroattiva, fino a 5 anni precedenti: è la cosiddetta scadenza fiscale, il limite di tempo entro si possono richiedere tasse o importi arretrati.
La cosiddetta rivalutazione della pensione è un meccanismo una volta tanto a favore del cittadino, di cui si è parlato molto nel corso degli anni. E che ha già consentito a numerosi pensionati recuperi di somme importanti. Ma ancora oggi in molti non ne approfittano. E quei soldi nessuno li porta a casa: l’Inps non fa questo tipo di controlli, quindi deve essere il cittadino a informarsi. E, nel caso, fare richiesta di rivalutazione dell’assegno mensile.
Una delle difficoltà di chi si trova per la prima volta ad affrontare la rivalutazione potrebbe essere legata alla procedura: si fa solo su Internet. Ed è per questo motivo che molti, magari a digiuno con questioni di computer, fanno fatica a orientarsi. Nel caso in cui non si riesca a farlo autonomamente ci si può rivolgere a un patronato. Comunque sia, per scoprire se ci siano irregolarità è necessario scaricare il documento con tutti i dati relativi alla propria pensione, che si trova in un’area dedicata sul portale dell’Inps (www.inps.it). Per entrare nell’area riservata il pensionato deve inserire il codice fiscale e un Pin che lo stesso Inps gli ha assegnato. Qui il cittadino o eventualmente l’operatore del patronato– purché sia stato autorizzato dall’utente – scarica il documento e cerca di capire quali strade si possano percorrere per incrementare la pensione. In genere si parla di quattordicesime, bonus familiari, perequazioni (cioè aggiustamenti della pensione sulla base dell’inflazione) che non sono mai stati applicati. A quel punto viene fatta una richiesta motivata all’Inps, che effettuerà i controlli per capire se ci siano delle ragioni fondate. In quel caso accrediterà il dovuto sull’assegno successivo all’autorizzazione, quindi compresi gli arretrati. Adeguando, di conseguenza, gli assegni futuri destinati al cittadino. «Abbiamo già recuperato somme rilevanti negli ultimi anni – fanno sapere dal patronato Inca Cgil – ma ci sono ancora molti pensionati che non hanno usufruito di questa possibilità. Per chi volesse avvalersene ci sono a disposizione i nostri sportelli a Viareggio, Pietrasanta, Camaiore e Seravezza».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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