Italia
Due medici imputati per l’autopsia non fatta sul neonato morto
In tribunale a Pisa udienza sulla tragedia di sei anni fa Duello di perizie sull’utilità dell’esame omesso
VIAREGGIO. I primi a essere sentiti sono stati i genitori. Una coppia di Pietrasanta. Poi è toccato a due medici della neonatologia del Santa Chiara. È il processo che al tribunale di Pisa vede imputati di omissione di referto il professor Antonio Boldrini, settantuno anni, in pensione da un mese e la dottoressa Lucia D’Accavio, sessantasette, dell’Azienda ospedaliera pisana. Un reato punito con una multa di 516 euro.
Il tema del processo è la mancata autopsia sul corpicino di un neonato morto nell’ottobre 2011 all’ospedale Santa Chiara dopo essere arrivato in condizioni disperate con gravi danni cerebrali e ai polmoni dall’Opa di Massa.
L’archiviazione per omicidio colposo per i medici massesi ha avuto un rimbalzo pisano. Per l’accusa e le parti civili (gli avvocati viareggini Giacomo Ciardelli e Sabrina Antongiovanni) se a Pisa avessero disposto l’autopsia sarebbero potutio emergere elementi utili nel procedimento massese per omicidio colposo.
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I due testi, medici, hanno riferito al giudice Anna Fabbricatore e al pubblico ministero onorario Samanta Lotti che la situazione del neonato era ormai compromessa e che in assenza di dubbi sulle cause di un decesso non si procede con l’autopsia. Che è cosa diversa dal riscontro diagnostico che viene eseguito per risalire alla causa della morte soltanto per una conoscenza scientifica o di utilità in caso di malattie genetiche, mentre l’autopsia è disposta dalla Procura della repubblica per evidenziare eventuali responsabilità penali in presenza di dubbi sull’origine del decesso.
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La tesi della difesa, gli imputati sono difesi dall’avvocato Patrizio Pugliese, è che «non c’era bisogno di eseguire l’autopsia, perché le cause della morte purtroppo erano già chiarissime. Il bambino aveva inalato e ingerito una quantità enorme di meconio, era morto asfissiato».
Nella prossima udienza, fissata per il mese di marzo, duello in aula tra i consulenti di difesa e parti civile.
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