Sicurezza
l’inchiesta a pisa
Comune truffato Educatrice viareggina sceglie il processo
VIAREGGIO. Lui, il dipendente accusato di aver alleggerito le casse del Comune di Cascina per almeno mezzo milione di euro, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e ancora l’udienza non è...
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VIAREGGIO. Lui, il dipendente accusato di aver alleggerito le casse del Comune di Cascina per almeno mezzo milione di euro, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e ancora l’udienza non è stata fissata. Loro, le due responsabili delle associazioni coinvolte, di cui un’educatrice viareggina, respingono le contestazioni della Procura che ha chiesto il rito immediato e vogliono andare al dibattimento.
Il convitato di pietra è Alberto Romei, 52 anni, dipendente sospeso del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Pisa dopo un periodo di arresti a Massa Cozzile a casa di un parente. Peculato e truffa le accuse che saranno giudicate in abbreviato sulla base di un’ammissione piena dei fatti su cui ha indagato la Finanza. Prima udienza ieri davanti al tribunale di Pisa con pm Giovanni Porpora per il processo in cui Rossana Carla Morescalchi, 57 anni, originaria di Viareggio e residente a Cascina, legale rappresentante dell’associazione cascinese “Telefono Tata”, deve difendersi dall’accusa di truffa e peculato in concorso con Romei. Chiara Novi, 40 anni, residente a Pisa, responsabile dell’associazione “Trilly” di Cascina risponde solo di peculato, sempre in concorso con l’istruttore direttivo a carico del quale è stato aperto un procedimento disciplinare il cui epilogo dovrebbe essere il licenziamento. È anche sotto inchiesta da parte della Procura della Corte dei conti insieme con la dirigente Gabriella Carrozzo la cui firma compare nelle determine ritenute false e alla base del raggiro ai danni dell’amministrazione cascinese. Ieri mattina il Comune si è costituito parte civile.
Romei sarà giudicato a parte, ma potrebbe essere sentito in aula con la formula della testimonianza assistita. In concorso con Morescalchi gli viene contestato di aver chiesto alla legale rappresentate di “Crescere insieme” somme e contributi destinati ad attività sociali. Il denaro pagato andava sul conto corrente dell’associazione della Morescalchi. Era stata indicata dallo stesso Romei come società incaricata dal Comune di raccogliere questi soldi, sapendo - è l’ipotesi accusatoria - fin dall’inizio che non sarebbero stati impiegati nel sociale.
Il convitato di pietra è Alberto Romei, 52 anni, dipendente sospeso del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Pisa dopo un periodo di arresti a Massa Cozzile a casa di un parente. Peculato e truffa le accuse che saranno giudicate in abbreviato sulla base di un’ammissione piena dei fatti su cui ha indagato la Finanza. Prima udienza ieri davanti al tribunale di Pisa con pm Giovanni Porpora per il processo in cui Rossana Carla Morescalchi, 57 anni, originaria di Viareggio e residente a Cascina, legale rappresentante dell’associazione cascinese “Telefono Tata”, deve difendersi dall’accusa di truffa e peculato in concorso con Romei. Chiara Novi, 40 anni, residente a Pisa, responsabile dell’associazione “Trilly” di Cascina risponde solo di peculato, sempre in concorso con l’istruttore direttivo a carico del quale è stato aperto un procedimento disciplinare il cui epilogo dovrebbe essere il licenziamento. È anche sotto inchiesta da parte della Procura della Corte dei conti insieme con la dirigente Gabriella Carrozzo la cui firma compare nelle determine ritenute false e alla base del raggiro ai danni dell’amministrazione cascinese. Ieri mattina il Comune si è costituito parte civile.
Romei sarà giudicato a parte, ma potrebbe essere sentito in aula con la formula della testimonianza assistita. In concorso con Morescalchi gli viene contestato di aver chiesto alla legale rappresentate di “Crescere insieme” somme e contributi destinati ad attività sociali. Il denaro pagato andava sul conto corrente dell’associazione della Morescalchi. Era stata indicata dallo stesso Romei come società incaricata dal Comune di raccogliere questi soldi, sapendo - è l’ipotesi accusatoria - fin dall’inizio che non sarebbero stati impiegati nel sociale.
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