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Migranti a Capriglia: «Ecco perché li ospito»

Migranti a Capriglia: «Ecco perché li ospito»

Parla l’imprenditore che ha offerto 20 posti alla prefettura. Ma i residenti chiedono di ridurre il numero

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CAPRIGLIA. Ì migranti arriveranno, forse, a Capriglia all’inizio del 2018. E il paese, preoccupato, serra le fila. «Noi non diciamo no all’accoglienza: questo deve essere chiaro – fa sapere il presidente del Comitato di frazione Alberto Genovesi – anche se qualcuno, in zona, non ne vuole neanche sentire parlare. Detto questo, 20 migranti per una realtà piccola ed isolata dal resto del territorio come la nostra, dove vivono 130-150 persone, sono troppi. Un numero giusto? Non saprei, di sicuro meno di 10». Parole condivise da Pietro Lucarini, referente del Comitato di Capezzano Monte. «La nostra comunità è a favore dell’accoglienza, ma portare 20 migranti in un contesto paesano così piccolo ci sembra fuori luogo. Domani sera, alle 21, è in agenda un’assemblea pubblica, organizzata dal Comitato di Capriglia, presso il centro civico di Capezzano Monte: sarà l’occasione per un confronto civile e aperto fra tutti noi».

In realtà la prima assemblea, convocata due sere fa in una stanza della canonica, a Capriglia, è stata decisamente vivace nei toni e nelle parole: nel mirino, in particolare, Giovanni Garibaldi, fra i referenti della società, Le Macine srl, che ha partecipato al bando dell’accoglienza formalizzato dalla Prefettura e che è pronta ad ospitare a Capriglia 20 «richiedenti asilo. Ad oggi – fa sapere Garibaldi – non c’è ancora l’ufficialità, ma siamo fiduciosi sul buon esito del bando in questione. Come sono stato accolto all’assemblea di paese, lunedì scorso? A male parole da parte di taluni: poi ci siamo spiegati, ho detto la mia ed alla fine molti hanno capito come intendiamo proporci. Ho raccontato della mia esperienza a Pescaglia, in Lucchesia, dove ho trasformato il mio agriturismo in un piccolo centro di accoglienza dando ospitalità a 16 migranti. Anche lì, all’inizio, il clima in paese non era dei migliori e invece questi ragazzi, con il tempo, si sono integrati, danno una mano nei campi se c’è bisogno, hanno un ottimo rapporto con la gente del posto e lo stesso sindaco si è complimentato con noi».

Un altro primo cittadino, in questo caso ex, Massimo Mallegni, è invece pronto a presidiare, per protesta, la struttura che accoglierà i migranti. «Ho letto le sue parole e sono rimasto basito: forse avrebbe fatto bene a dirle e a motivarle durante l’incontro di due giorni fa a Capriglia dove non si è fatto vedere – replica Garibaldi – Mettere poi sullo stesso piano due situazioni agli antipodi, anche dal punto di vista normativo e di sostegno, come i disagiati italiani e i richiedenti asilo di paesi africani, proprio non riesco a comprenderlo. Dice che facciamo i soldi con questa accoglienza? Io non sono un ipocrita: non ho trasformato il mio agriturismo in un centro per passione o chissà che altro, ma perché è un impegno lavorativo che so come gestire in modo serio, ma dei 35 euro che lo Stato paga per ogni persona ospitata, nelle mie tasche resta ben poco. Il giusto per andare avanti. Capriglia chiede un numero inferiore di migranti in paese? Parliamone, possiamo scendere a 12, ma bisogna considerare che la struttura che li accoglierà l’ho presa in affitto, vedrà al suo interno sempre un mio collaboratore ed i costi da sostenere sono importanti. Detto questo sono aperto al confronto con tutti, anche con chi, come l’ex sindaco, fa proclami». (l.b.)

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